venerdì 29 ottobre 2010

basta dirlo, magari prima

eh lo so. è che quando mi metto in ufficio ad aprire il blog, non mi viene mai in mente nulla di mio.
cioè: mi vengono in mente un sacco di episodi o di post da due righe (come vorrei che fossero tutti i miei post...) e poi me ne dimentico, oppure scordo la chiave ironica con la quale avevo messo giù un episodio, o ancora peggio, mentre lo trascrivo, mi rendo conto che forse non è così interessante da essere pubblicato.

ma poi mi domando: il blog l'ho fatto per me o per gli altri?
non nego che un minimo di pavoneggiamento ci sia, ma se penso al vero motivo per cui aprii quello su Myspace e poi questo, specialmente, questo, mi rendo conto che l'ho fatto più per me che per gli altri.

e allora fanculo: fanculo lo stile, le foto che non riesco a centrare, le didascalie che non riesco a mettere e che mi rallentano i reportage delle mie trasferte; fanculo le cose senza senso che mi verrebbe da scrivere ma che non faccio perché forse non fanno ridere o perché ho paura di ripetermi.

il fatto tanto non cambia: non faccio ridere (faccio sorridere, il che secondo me non è male) e mi ripeto sempre.
quindi, come dicevo sopra: fanculo.

a me piacciono poche cose: la mia famiglia (protagonista di innumerevoli vicende sul mio blog precedente), la juventus (protagonosta sempre e soprattutto comunque), la musica (ci lavoro tutti i giorni, a volte mi limito nel parlarne per il bene di tutti e dei diretti interessati che magari potrebbero capitare su queste pagine), le citazioni cimatografiche (un giorno vi racconterò l'importanza e l'onnipresenza nella mia vita di Salvatores e della sua triologia, specialmente di Marrakech Express) e musicali e letterari (ve lo mai detto che adoro Eugenio Montale?)  e così via.

Il mio tempo adesso lo passo spesso al pub dove lavoro il giovedì, il sabato e la domenica (sì, questo forse lo sapevate già...). Sta proprio dietro la mia redazione, e visto che ho intrappresto una roccambolesca quanto sincera e intensa relazione con il proprietario, passo qui (perché adesso sono qui) la maggior parte delle mie serate.

E' un luogo familiare. Non pensavo di poter frequentare un posto così (così si riferisce al modo in cui lo frequento, non al posto in sé). Mi trovo bene, la clientela è varia, si passa dai nazional socialisti negazionisti che si dividono in due categori, quelli irrecuperabili e coglioni (come se servisse specificarlo) e quelli che in fondo in fondo così radicati non lo sono, del tipo che comunque non si mettono in discussione e sono fermi sulle loro... come chiamarle... idee? sì, va be', chiamiamole idee, ma che però nel momento in cui loro sono clienti e io la cameriera mi strappano un sorriso, sono attenti e cortesi e sanno un sacco di musica e film che piacciono a me, per cui su alcune cose per forza ci troviamo anche d'accordo a parlare... salvo poi quando mi rendo conto che sto parlando con qualcuno che brinda a "Hitler nell'alto dei cieli" e mi vengono i brividi.
Ma credetemi, c'è la parte goliardica e c'è quella seria. Basta saperlo.


L'altra parte della clientela, che è poi la maggior parte, è fanatica di calcio. E con fanatica intendo proprio fanatica. Non semplici tifosi, ma gente che ha passato anni in curva e in trasferta, gente che ne ha viste di tutti i colori, gente di sinistra, di destra e anche non schierata, ma che fa del pallone, come me, una fede che va oltre ogni cosa, anche oltre al tifo. Una cosa di cui parlare senza vergognarti quando te la prendi seriamente perché magari qualcuno può dirti che 'stai parlando semplicemente di uno sport'... No, perché per noi non è così.

Vediamo. Poi ci sono quelli dell'Auditorium qui accanto: gente impettita e borghese che viene a vedersi i concerti dell'Orchestra Verdi e pretende di venire in una birreria e essere trattati come in un ristorante di alta classe. Questi sono i miei preferiti.

Ci sono i clienti abituali: quelli che magari fanno uno sport (chi tennis, chi pesca, chi calcio) che finite le riunioni o gli allenamenti passano di qua lo stesso giorno alla stessa ora ordinando sempre le stesse cose.

Ci sono quelli occasionali, e anche qui si dividono in due categorie: quelli che capiscono subito l'atmosfera del nostro locale e la rispettano, incuriosendosi di tutto e un po', e quelli che pensano di essere migliori di noi solo per il fatto di essere clienti, e questi non hanno vita molto lunga.

Ecco tutto. Ora sono qui, il locale è ancora chiuso, apre tra venti minuti. E' la prima sera di tutta la settimana che riesco a passare qui e penso ci starò fino a chiusura. Nelle serate precedenti sono sempre stata via per lavoro o ammmmore, per cui questa sera me la godrò un po' in santa pace.

Avevo aperto il pc per lavoricchiare un  po', domani sono di guardia e in realtà potrebbe essere morto Bob Dylan in questo istante, per cui volevo controllare che tutto fosse a posto.

E poi ho cominciato a scrivere. Ed è bello. E dovreste vedere quando sto bene con le mie piccole ditine sui tasti a battere. E con la bocca che segue il ritmo delle parole... praticamente sembro una deficiente.

va be', volevo raccontarvi anche un sacco di altre cose, ma i post troppo lunghi  non mi piacciono e questo mi sembra già fin troppo espanso.

vi bacio però, questo sì.

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