giovedì 28 febbraio 2008

take a walk in a wild side


Esco dalla redazione e mi avvio a piedi alla fermata della 90.
Passo davanti ad una delle mie vie preferite - non chiedetemi perché - cioè via Giambologna.
Il 15 quando si ferma in quella via avvisa con la vocina registrata: "fermata Giam-BULOGNA", che ha me fa sempre ridere.
Percorro la via e passo davanti ad un bel parco che c'è lì, con uno spazio enorme per far pascolare i cani e un campo da basket.

Escono dal parchetto due ragazzi di trent'anni che camminano davanti a me.
Hanno pantaloncini corti, felpa con cappuccio e palla da basket in mano.
Pensavo che solo i ragazzetti di dieci-dodici anni fossero così stupidini da mettersi a giocare con la palla sul marciapiede.


Invece no


Il trentenne in possesso di palla palleggia spavaldamente, fa passare la sfera sotto la gamba mentre cammina e prosegue a palleggiare.
Ad un certo momento gli viene il lampo di genio di passare la palla dietro, tenerla con le mani, lanciarla in aria e cercare di fare canestro nel cappuccio della sua stessa felpa.
Ovviamente la palla cade dietro e rimbalza.


Tocca a me.


Faccio un palleggio con il sinistro e prendo la palla con una mano.
Gliela porgo, lui la prende e imbarazzato come pochi si gira.
Mi spiace solo che Lou Reed che mi suonava nelle orecchie mi ha impedito di sentire i commenti.
Soprattutto dell'amico.


Mi sono sentita così figa poche volte in vita mia.


Un'altra volta è stata quest'estate a Italia Wave quando con bepi e vito stavamo attraversando la steppa per dirigerci al palco Main Straem.
C'erano due ragazzi che stavano giocando a frisbee e uno di loro ha fatto un tiro troppo lungo.
Io stavo camminando con la testa girata verso bepi e vito, si stava parlando
Con la coda dell'occhio vedo il disco volante arrivare a tutta velocità nella mia direzione.

Bepi e vito vanno avanti a parlarmi quando ad un certo punto, mentre io rispondo a tono, mi blocco alzo un braccio e prendo il frisbee al volo. 
Netto. 
Secco.
Faccio una boccata dalla sigaretta, mi posiziono e ritiro l'aggeggio volante.

Una figa mai vista.

Un po' meno figa mi sono sentita quando invece mi sono fatta un insalatona a pranzo (che io odio le insalate a pranzo.. l'insalata è un contorno.. non un pasto!).
Era l'ultimo giorno che stavamo ad Italia Wave e bisognava finire la roba in frigorifero.

Sta di fatto che ho deciso di finire metà cipolla rimasta insieme all'insalata.
Buonissima. 
Da paura.
Peccato che durante il concerto del Teatro degli Orrori allo Psycho Stage la mia reazione sia stata questa:


Ancora vive il mistero se mi sia ridotta così per la cipollata o per il concerto.

d.

sabato 23 febbraio 2008

il mio paparino ha scoperto il rock’n roll


sto finendo di preparami in bagno quando ad un certo punto entra mio padre.
on air: la seconda rivoluzione sessuale dei tre allegri.

mio padre si mette dietro di me e si pettina.
io nello stesso specchio finisco di truccarmi.
mi scappa un mezzo sorriso perché so che da lì a poco dirà qualcosa.

"'Il mio fratellino ha scoperto il rock'n roll.. il mio fratellino ha scoperto il rock'n roll ed è fuori control'. chi l'è chel pirla chi?"
"ahahhaha. lo vuoi sapere davvero?
"oooh bèla.."
"sono i tre allegri ragazzi morti"
e mentre glielo dico continuo a ridere.. sto peggiorando la situazione
"chi in? ma da che part ariven?"
"pordenone"
"pudeven no 'sta là amo' un po'"
"guarda che sono molto bravi. dovresti vederli in concerto, e dovresti vedere i disegni che fa il cantante. non son mica più dei ragazzini..."
"Ho capi'.. ma se ciamen? Tre.. ragazzi.. morti"
"Tre ALLEGRI!"
"ah già, me recurdavi no che eren anca alegher"

prende in mano il disco.
è finita.
"cioè, el cidì se ciama 'La seconda rivoluzione sessuale dei tre allegri ragazzi morti'?"
"..si..."

pausa


"ta ma fè un disco dei rollin ston da met sù in machina?"

padre vs. indie 1 - 0


d.


ps. che i TARM e i loro fan non me ne vogliano.. ne a me ne a mio padre

mercoledì 13 febbraio 2008

(all my past and futures)

Danipedia
Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera. ma se avete già letto il libro, poco importa.
non leggo mai i libri appena escono, cioè, quando fanno il boom dico.
è più forte di me.
"Caos calmo" di Sandro Veronesi l'ho letto l'anno scorso, e ammetto di averlo letto quasi solamente perché sarebbe uscito il film.
me ne parlavano tutti bene, il bepi era anche entusiasta perché lo aveva letto tutto d'un fiato e parlava molto dei Radiohead.
e va bene, leggiamolo.
sono del parere che ogni libro debba avere un suo contesto, cioè, ci sono libri che non ti puoi leggere sotto l'ombrellone, altri che hanno bisogno di concentrazione, altri invece riesci per davvero a leggerli in due giorni.
con questo invece mi è successa una cosa strana.
non mi ha preso da subito.
l'ho letto molto lentamente, quasi in un anno, tra un libro e l'altro.
i capitoli finali sono stati a decantare per parecchio tempo, poi mi sono decisa a finirlo.
mi piaceva, mentre lo leggevo, ma non mi aveva presa completamente.
una volta letta l'ultima pagina, ho cominciato a chiedermi se mi era piaciuto per davvero o meno, e sono arrivata alla conclusione che l'ho letto nel momento e nel modo sbagliato.

curiosa di vedere il film, curiosa di rivedere sul grande schermo Moretti e Orlando insieme, ho atteso che la pellicola uscisse al cinema.
lunedì con bepi sono andata a vederlo.
siamo esplosi in risate per Silvio Orlando, e per la parola "sise" pronunciata da Moretti;
ci siamo illuminati in un "uhhhhhh" sull'entrata in scena di Roman Polanski;
ci siamo innamorati tutti e due di Kasia Smutniak;
ci siamo guardati in faccia – dopo aver visto la Smutniak – dicendo la stessa frase: "questa si bomba Tarricone!"
ci siamo sconvolti per quanto reciti male la Golino, anche se a me piace;
ci siamo emozionati su "Pyramid song"
ci siamo intristiti quando abbiamo capito che "Pyramid song" sarebbe stata l'unica canzone dei Radiohead in tutto il film;
Grimaldi lascia da parte – per tempi cinematografici, voglio sperare – dei passaggi fondamentali, dei dettagli sui quali si sviluppa tutta la storia e che nel libro portano via intere pagine.
in ogni caso, le scene che mi porto a casa e che metto via sono due:
la prima è quella in cui Nanni rimane in piedi, davanti alla panchina e osserva ciò che gli accade intorno. In sottofondo la bellissima "Your ex-lover is dead" degli Stars.
la seconda è quella in cui Gasman, scopre che il fratello se ne sta tutto il giorno fuori da scuola di sua figlia e va a trovarlo.
lì hanno un colloquio che mi ha fatto molto sorridere.
mi sono sentita Moretti per un istante.
non ricordo bene se è lo stesso pari pari del libro, e non mi ricordo nemmeno se nel libro mi aveva colpito così tanto.
probabilmente no, anche perché si parla di alcuni mesi fa.

tant'è

M: "Mi scoccia che la gente che non conosco si metta a parlare di me!"
G: "E va be'.. però voglio dire, sei sconvolto, ti accampi su una panchina…"
M: "No! non sono sconvolto"
G: "E allora perché stai qui?"
M: "Ci sto bene"


d.

ps. frase del giorno, detta cinque minuti fa e che vale la pena di essere riportata.autore della frase: bepi
"era insieme ad una tipa improponibile che avrebbe potuto essere sia la moglie che la madre"

venerdì 8 febbraio 2008

la distanza del polo nord


tu riesci a dire
tutto quello che voglio sentire
tutto quello che mi fa morire
tu mi fai tremare
come in bilico
su di un filo statico
 tu sai sentire
i mie mille respiri
anche se siamo a km
 allora portami al mare
a dicembre se ti pare
allora fammi sentire
tutto quello che hai da dire
allora portami a ballare
fammi sentire
quale musica
ti piace ascoltare
 allora portami al mare
a dicembre se ti pare
allora fammi sentire
tutto quello che hai da dire
allora portami a ballare
fammi sentire
quale musica
ti piace ascoltare
 tu che non mi vedi
perché decidi che non ti conviene
che la distanza alla fine fa bene
 tu sai guardare
come cicala
come se fossimo l'unica cosa
 allora portami al mare
a dicembre se ti pare
allora fammi sentire
tutto quello che hai da dire
allora portami a ballare
fammi sentire
quale musica
ti piace ascoltare 
allora portami al mare
a dicembre se ti pare
allora fammi sentire
tutto quello che hai da dire
allora portami a ballare
fammi sentire
quale musica
ti piace ascoltare
.Northpole.

mercoledì 6 febbraio 2008

I don’t remember.. I don’t recall

Mi vibra la borsa.
Leggo sul display PERICOLO!!, il nome sotto il quale da sei anni ho memorizzato il mio numero di casa.
"prrrrrontiii!" (imitando Massimo Boldi in "Ragazzo di campagna".. va be')
"ciao dani"
"ciao padre"
"tutto bene?"
"si, tu?"
"bene.."
"dimmi"
"senti…."
"si, dimmi però, e parla più forte perché ti sento molto basso"
"eh si infatti"
"cosa"
"sono in camera, non voglio che la mamma ci senta"
Di solito queste telefonate le ricevo nei periodi di natale, oppure nelle vicinanze del compleanno di mia madre (cioè vicino a natale..).
Succede così quando mio padre vuole consultarmi per i regali o vuole dirmi cosa le sta per comprare.
Ma non siamo a dicembre.
Ma è anche vero che settimana prossima c'è la festa degli innamorati.
E loro lo sono.
Ancora.
Terribilmente.
"devi prendere un regalo alla mamma?"
"ma no, figurati"
"ah ah, e che c'è allora"
"senti.. non è che per sbaglio hai preso il mio spazzolino da denti?"
"mmm.. no"
"come no?!"
"eh 'come no'.. no! Padre, non prendo gli spazzolini da denti degli altri, ma ti pare? Non prendo nemmeno il mio da casa: in croce bianca ne tengo uno nel borsone, in ufficio ne ho uno per l'ufficio, nel beauty ne ho uno per quando mi sposto, e in borsa ho quello da viaggio. Che cosa me ne faccio del TUO spazzolino da denti?"
"no, così per sapere.. non lo trovo più"
"hai guardato nei cassetti sotto al lavandino?"
"si, niente"
"nel cassetto della tua biancheria?"
"si, niente anche lì.."
"mmm. nel portapenne in cucina?
"GENIO! vado a vedere. Anzi, corro subito prima che sia lì per davvero e tua madre se ne accorga"
"ecco bravo"
"grazie. mi raccomando, ci sentiamo domani"
"si si. non ti preoccupare".
"…"
"padre?"
"….senti… volevo chiederti un'altra cosa"
"dimmi.."
"ti ricordi mica dove hai messo il telecomando del televisore in cucina?"
"mmm"
"non riusciamo a trovarlo"
"eh.. così su due piedi.. no"
"…"
"…"
"va bene dani, buona giornata, se ti viene in mente chiamami"
"si va bene. buona giornata anche a te"



Funziona così.
In casa mia spariscono oggetti.
E i colpevoli siamo sempre io e mio padre.
Abbiamo provato a dare la colpa a mio nipote.
Ma ha un anno e non ci crede mai nessuno.
Io e mio padre ci spalleggiamo.
Ci difendiamo l'uno con l'altro da mia madre.
Mi ricordo ancora quando avevo il vizio di bere a canna dalla bottiglia dell'acqua.
Mio padre mi faceva il palo sulla porta della cucina.
Poi la passavo a lui, e a fare da guardia mi ci mettevo io.
Ora non mi resta che aspettare che mi venga in mente dove ho messo il telecomando.
Oppure aspettare che mi chiami mio padre per dirmi dove l'ha ritrovato.
E in quale stato.
L'ultima volta l'ho messo in lavatrice.

d.

sabato 2 febbraio 2008

television (them or us)

ho visto, per la seconda volta da quando è iniziato, un pezzettino di Scalo 76.
dopo l'esibizione dei Velvet (che a me piacciono sempre…), arriva Daniele Bossari.
Evviva!
le sue domande intelligentissime sono:
"che tipo di spillette portate?"
"la chitarra è meglio tenerla bassa in zona pubica  - cristo! -  perché è più stilosa, o alta?"
decido, nonostante ciò, di andare avanti a guardarlo.
la parola passa a Maddalena Corvaglia, ragazza che ho sempre pensato essere vagamente normale e forse forse interessante. errore.
a presentare è davvero un cane, e la vestono in maniera imbarazzante.
mi va a presentare la classifica del dvd più venduti.
decima posizione per i Pink Floyd.
mostrano un filmato di 'Live at Pompei' e quando rientrano in studio la maddy dice: "tosto questo!".
prendo fiato
non contenta prosegue la classifica arrivando ai Tokyo Hotel dei quali non riesce nemmeno a pronunciare il titolo in inglese del dvd.
Sesta posizione - tipo - per Laura Pausini, e dei geni veri mandano in onda un filmato del suo live a s.siro: la Laura nazionale canta "la mia banda suona il rock". Di Ivano Fossati. In spagnolo.
non ce la faccio,
spengo la tv.
poi mi ricordo (come dimenticarselo se arrivano cinque mail al giorno a riguardo.. eheh), che oggi a Scalo 76 c'è John De Leo, e a me piace.
allora riaccendo, ed eccolo lì.
chiamo mio padre per dirgli che è lui quello di cui gli dicevo, quello che ha la stessa caratteristica vocale del suo - e mio - adorato Demetrio Stratos.
"ah si, quello dei Bluvertigo.."
mmm.. è colpa mia.
do troppe informazioni musicali a mio padre, tutte insieme, e per un uomo di sessantatre anni forse pretendo un po' troppo.
ma ha detto 'Bluvertigo'.. l'assonanza c'è.
mi metto a ridere. 
"no padre, quello è Morgan"
"ah si, quello che ha rifatto De André."
"si.. anche. e comunque questo qui era dei Quintorigo"
"ah è vero, Quintorigo. me li ricordo a sanremo"
che soddisfazioni mi da certe volte..

ma ritornando a De Leo.. quasi mi spiace vederlo su quel palco.
l'ho conosciuto lui, è una persona abbastanza timida, poco convenzionale.. la meno adatta, forse, a questi programmi un po' finti.
sta di fatto che su quel palco c'è e canta.
e sinceramente mi convinco che i suoi brani vadano lasciati nel loro contesto, e che non sarà mai uno da cd singolo lui.. tant'è.
finisce l'esibizione e si avvicina lei, la prezzemoliza del momento, Paola Maugeri.
niente in contrario su di lei, solo non mi piacciono molto il suo modo di parlare e quel forzato accento inglese che utilizza ogni tanto.
ma so che bisogna farle per forza certe cose.. per cui.. va bene così.
si avvicina a De Leo esordendo con la frase:
"e' bello che tu abbia iniziato a suonare con un tecnico sul palco perché c'erano dei problemi.. si perché quando si suona dal vivo è così, un po' come quel basso partito con una battuta in ritardo dei Velvet Underground..".
mi spiace solo che non abbiate sentito come ha pronunciato 'underground'..
e che non abbiate colto l'imbarazzo.. mondiale.
poi. poi arrivano i La Crus con il loro nuovo e bel singolo.
poi arriva anche Syria.. con Gigi e Cristiano dei Perturbazione che sul palco con lei stanno proprio bene.
bella anche la canzone, oltre a lei, dico.
riappare Bossari che ricorda che venerdì prossimo esce il suo nuovo disco.
Syria gli dice che sì, esce l'8 febbraio ed il produttore è anche Cesare Malfatti:
"sai, quello dei La Crus che era qui prima… un grande!"
Bossari se ne frega.
la interrompe.
le impone un'altra domanda da scaletta.

io esco a mangiare un gelato.
che non mi piace nemmeno.
anzi.. mi guardo il rugby

d.

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