martedì 7 ottobre 2008

ai mattini colmi di nebbia, ai marciapiedi addormentati

oggi sono stata ad un matrimonio.
bello, bellissimo.
mi sono divertita e sono stata con amici che non vedevo da tempo.
amici con la A, veri, della vita, che chiamerei nel momento del bisogno... ad essere onesta non lo so dire.

amici.
lo dico a pochi proprio per non star a specificare ogni volta.
non conoscenti.
gente con cui ho condiviso un gran pezzo di strada.
e finita quella.. se ne sono costruite altre, poi qualche volta ci si incrocia a qualche albero, altre ci si saluta ad un bivio e ci si sfiora al cartello successivo.

amici tutti e due, per modi e in modo diverso, gli sposi.

è uno dei primi matrimoni a cui invitano me.
me e basta, me perché sono io.
e vedere sul sagrato lo sposo, vedere scendere lei, volergli bene, non è stato male.

perciò una volta entrata in chiesa, ero super affascinata da tutto quanto.
non ci entravo, in chiesa, da tempo.
molto, tempo.

il prete è stato molto bravo e veloce, e per quanto le letture fossero bene o male le solite, mi hanno dato conforto.
ora.
io sono credente.
sono stata addirittura praticante, tempo fa.
tanto, tempo fa.
e per quanto sia abbastanza una che la fede se la personalizza, quella cosa della messa, della funzione, della comunione inteso come condivisione e comunità, che a parer mio non sempre significa 'cricca','setta' o altro ancora, mi emoziona di volta in volta.

credo nel matrimonio, ma credo anche che giurare davanti a Dio - io che ci credo, poi - non mi sia per nulla facile. ne ora ne per molto ancora.
mi spaventa quella frase del 'ti prometto di esserti fedele sempre, nella salute e nella malattia'.
ecco, questo no.

per molti è ovvio che sia una cazzata.
una roba per far felice lei, che a sua volta lo fa solo per l'abito bianco e per entrare in chiesa in quel modo, con la lacrimuccia pronta e i sorrisi da copertina.

per me, no.
se mai dovessi farlo, sarei davvero attenta a ciò direi e prometterei in chiesa.
ed è ovvio che non muore nessuno, ed ovvio che se dovessi promettere amore eterno davanti a Dio non mi autolesionerei se non dovesse andare così.

la vita, infondo, è tutt'altro.
ma essendo una che adora i particolari e non si perde mai una sfumatura, eccomi qui.

da piccina, quando ho imparato il padre nostro a memoria, lo dicevo stando molto attenta alle parole.
quel 'rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori', lo sentivo davvero in modo profondo.
non recitavo e basta.
me lo volevo proprio dire.
mi piaceva sentirlo.

perciò a 'ste cose ci penso.
mi interrogo, poi passa.

anche se oggi, su una frase, mi è venuto da fare un sospirone.
mi si alzava la frequenza respiratoria ad ogni parola di quella di frase:
'non osi separare l'uomo ciò che Dio unisce'.
ecco, questa mi sconvolge.
non ho ancora capito se in bene o in male.
ma è potente in me come frase.
e lì, l'occhietto lucido, un po' mi ha colto in contropiede.

bello è stato anche chri, che una volta sull'altare con la fede al dito da un secondo, ha guardato tutti noi e si è messo a ridere.

poi l'altro occhietto si è sentito in dovere di dimostrare che anche lui, quando vuole, sa inumidirsi a sufficienza da obbligarmi a non sbattere le ciglia per non inondare il mondo.

e ha deciso di dimostrarlo, l'occhietto, sul canto dell'eucarestia.
cavoli, 'fratello sole e sorella luna'.
bella, era una vita che non la sentivo, e non che in precedenza mi avesse sempre fatto questo effetto.
e poi.

e poi la cantavano due tenori, e io quando li ho visti mi son dette:'ma no che due coglioni. sempre con 'sta cosa della lirica, del tenore che canta l'ave maria e l'alleluja, non se ne può più. bastaaaaaa!'.

e invece, lo devo ammettere, su questa mi sono piaciuti, sarà che era un po' soffocata, non protagonista, cantata quasi da sottofondo, per quanto poteva esserlo.

detto ciò, il minuto dopo, a tutto questo, non c'ho minimamente più pensato.

ma ritengo che il credo e la fede siano cose che non si possano scegliere.
sono come il calcio, come la politica: non decidi tu da che parte stare, decidono loro per te.
e te ne innamori perdutamente.
ti appassioni, le difendi fino alla morte, credi in loro anche quando vorresti mandarli a 'fanculo.
ma loro sono lì, pronti a darti soddisfazione quando meno te lo aspetti.
pronti a farti sentire parte di qualcosa più grosso di te.
pronti a farti sentire orgoglioso di stare da quella parte.
quella parte che, con l'andare avanti degli anni, delle cadute e delle risalite, sei certa che non tradirai mai.

la fede per me è così.
io ci credo.
non mi sono mai vergognata a dimostrarlo.
non ho mai condiviso tutto, anzi.
ma l'ho sempre difesa.
la mia e anche quella degli altri.
ma odio i bacchettoni.

bacchettoni significa essere ignoranti, non cristiani.

l'intelligenza ti cambia la vita.
ti fa credere in Dio in modo incondizionato e indipendentemente da tutto.
ti fa andare allo stadio senza picchiare nessuno e senza insultare nessun celerino.
ti fa andare a votare (la domenica, e non il lunedì, che sia mai ti succede qualcosa, il lunedì), e se oltre ad essere intelligente sei anche paziente, ti fa votare dalla parte giusta.

e non è un peso, la fede
non lo è mai stato.

essere juventina e di sinistra, ultimamente, lo è un po' di più.

domenica 5 ottobre 2008

bring you up when you're feelin' down

"tieniti libera per il 2 ottobre, ci andiamo a vedere un concerto".

cavoli, proprio a me, ragazzetta nazional-popolare che non direbbe no a nulla, figuriamoci ad un invito musicale.
mi incuriosisco però, e nonostante il tempo per ragionarci sopra sia mancato, ultimamente, faccio una rapida ricerca e trovo due concerti in data 2 ottobre.

il primo è quello dei Living Colour, già sentiti tre-quattro anni fa al Motion di Zingonia (BS), e mi ricordo anche che non essendo di quella pasta lì e non sopportando molto il cross over, finito il concerto non avevo capito molto di quello a cui avevo assistito.
ma lo scarto.
lo scarto perché sono fiduciosa,

il secondo concerto è.. oddio.
non ci credo.. ahaha Bryan Adams al Teatro Smeraldo.
be', Heaven e Back to you quando ero più di ragazzina di ora mi piacevano abbestia.
e poi mi si invita, si presume che il biglietto me lo regalino, perché no?
e' Bryan Adams, infondo, mica uno degli ultimi arrivati.

giovedì 2 ottobre arriva.
si prende posto in platea e alle nove spaccate ecco uscire in total black il biondino più carino di Kingston.
alto un mentro e il nulla, si approccia al microfono e parte subito con un pezzo del nuovo album.

tra me e me, ma poi condivido anche il pensiero con chi mi sta accanto, mi chiedo come farà a sostenere due ore di concerto senza band, solo con chitarra voce e armonica non sapendo nemmeno una parola in italiano.

come fa?
fa che è un cretino allo stato puro.

non sta zitto un attimo, non sta serio un secondo, nemmeno sui pezzi lenti dove quando si accorge di essere un po' troppo 'acustico', si prende in giro da solo facendosi il verso.
poi vorrebbe spiegarci le canzoni ma.. 'scuate, non parlo italiano quindi non ve le spiego';
poi vorrebbe presentarci la sua band ma.. 'mi spiace, sono solo stasera';
poi introduce un brano che ha scritto per un film con sandra bullok.. "e ho pensato wow! sandra bullok, magari c'è la possibilità di.. consocerla? uscirsci? scambiare qualche tenerezza? baciarsi? no...";

poi scatta il un po' di anarchia tra il pubblico appena ci si accorge che risponde alle domande urlate.
ed ecco che le tre ragazze accanto a me gli urlano 'we love you', così una in mezzo si sente in dovere di farsi notare con un 'i love you too', finché un uomo dalla galleria urla 'ti amo', e il biondino canadese va verso di lui a braccia aperte.

è un pazzo.
davvero simpaticissimo.

dice che in hotel sono andati da lui due a chiedergli l'autografo e a dirgli "please please please stasera suonaci questa canzone".. "vorrei sapere se quelle due persone sono qui. eccovi.... questa è per voi".

poi vede una ragazza in piedi appoggiata al muro e le dice che in quarta fila c'è posto.
fa alzare tutti i distinti e la fa accomodare.. "Come ti chiami? Tania? ok, e lei come si chiama? Gaetano? ok, allora Tania lui Gaetano, Gaetano lui è Tania. scambiatevi due bacini".

poi a metà fa 'Summer of '69' che praticamente canta solo il pubblico.
qualcuno si è anche commosso :)
bello davvero.
poi tocca a quelle che mi ricordo io 'Run to you', 'Heaven', 'Please forgive me " e altre che invece non mi ricordavo esistessero.

poi alla fine - anche se 'I do it for you' non l'ha fatta, peccato - guadagna cento punti in un solo minuto:
"vorrei salutare due amici che sono qui, uno è John Ritchmon - e si alza per davvero lui - e l'altro è... Mourinho".

cazzo Mourinho?!?!
non ci credo e inceve è lì
si prende gli insulti e rido come una scema.


cavoli 'sto bryan adamas stasera mi ha fatto davvero sorridere.

non sarà il mio concerto della vita, per carità, ma non mi aspettavo nulla.
è un popolare che piace alle persone popolari.
lo trovo banale dopo un po' (quasi mi spiace di averlo stroncato nella rece del suo ultimo "11"), ma è pur sempre uno che c'è stato, che ha fatto, che ha scritto canzoni che rimarranno nella storia.

'Heaven' poi, è stato io mio primo lento, ballato ad una festa di carnevale.. mica si scordano queste cose.
poi c'è chi vuol farlo per forza, chi vuole rinnegare alcune sfigataggini del passato perché ridicole.
grazie a dio, io no.

quindi, banale, tamarro, fuori moda, imbarazzante, scoppiato che si possa dire, io al concerto di adams mi sono fatta quattro abbondanti risate, ho osservato la società milanese al suo cospetto per almeno due ore, ho sentito un cinquantenne ancora con una bella voce e bravo alla chirarra, ho vissuto una situazione intima per via del luogo e dell'affetto che il pubblico aveva nei suoi confronti, ma soprattutto.. ho urlato PIRLA a Mourinho.

perciò, avrei potuto fare a meno di andarci?
di sicuro, mai mi avessero invitato, mai nemmeno avrei povato con un accredito.
ci sono andata?
si, incuriosita anche, non mi sono mai posta la domanda di come potesse essere.. non mi è ami importato.
mi sono divertita?
si.

pensatela come volete.
io prendo e porto a casa

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