mercoledì 24 giugno 2009

random

- come si fa a rubare a casa di Renzo Arbore?
cioè dico, entri in casa con il passamontagna, ok, ma appena ti rendi conto che è Renzo Arbore chiedi scusa, prendi e te ne vai. No?


- mentre ero a Roma (poi arriverà anche il racconto), mio padre mi ha chiamata per avvisarmi che finalmente gli ammortizzatori della mia Punto Sole sono stati cambiati
mi sembra di guidare una jeep.
in realtà dovevano essere ricaricati, ma erano talmente conciati che il meccanico ha preferito sostituirli del tutto.
con una piccola variante: per rimanere fedele al preventivo iniziale, non me li ha rifatti nuovi tutti e quattro.
o meglio: due nuovi di pacca li ho pagati.
gli altri due, li aveva già lì, un vecchio ordine di un tamarro di periferia che ha pagato due ammortizzatori da gara e poi non li ha più rititati.
ora li ho sulla mia punto.


- ieri ho intervistao Bobo Rondelli.
arei dovuto itervistarlo l'altro ieri, ma si era scordato che aveva i bimbi i piscina per cui l'intervista è slittata ad oggi.
non saprei come descriverlo, Bobo.
forse l'unico aggettivo che rende il tutto è 'livornese'.
è stata una bella chiaccherata. mi da un po' i nervi qusto vizio che hanno loro di parlare per citazioni ed iniziare o chiudere le frasi con 'come disse...'.
ad un certo punto mi ha fatto l'imitazione di Mastroianni: sono morta dal ridere.


- devo recensiere Neffa. Ho sentito il singolo in radio ma non mi piace.
chissà che combinerò. L'ultima rece sui Perturbazione mi è uscita proprio di fretta e come si dice dalle mie zone 'sensa sentiment'.



- pensavo che quest'estate niente concertoni: niente Boss, niente U2, niente Depeche, niente... Forse mi saltano anche i Calexico a Villa Arconati e James Taylor... anche perché la stessa sera, il 13 luglio, c'è Fossati. Boh.


- mi ha fatto molto ridere la pagine sportiva de La Stampa di lunedì.
c'era una foro di Marcello Lippi, e una sola parola come titolo, sotto la foto a caratteri cubitali: MACELLO.

mercoledì 17 giugno 2009

olive taggiasche

è pazzesco: ho aperto il sito della warner per cercare un'informazione ed è partito il banner musicale di Arisa, con in promozione l'ultimo singolo, 'Io sono'.

sono stata immediatamente catapultata a febbraio, a sanremo, al ritorno in auto con zanetti, al primo ascolto di quel disco, ai nostri commenti, alle canzoni risentite.
e poi via.
le cinque del mattino tutte le sere, l'incontro con agnelli che pensavo fosse antipatico e snob ed invece si sa davvero divertire e sa davvero stare dove lo si mette.
l'incontro con simona orlando del messaggero, persona fantastica.
la doccia delle sei e mezza per essere a cena con capitan zanetti e poi in sala stampa per le otto e mezza.
l'odore del palmolive alle olive verdi, o una cosa simile.
il sottocantina che condividevo con porfirio rubiriosa e i suoi simpaticissimi (davveo) amici di san donà di piave.
l'entrata in sala stampa alla sera, puliti, profumati, vestiti a nuovo.
gli sguardi, i copmplimenti, i battiti, le attese, gli sms, i sospiri, i caffé e gli ammazza caffé.
la venegoni in bagno che fuma di nascosto.
l'odore della carta, dei giornali.
il ticchettio dei tasti della tastiera del pc. moltiplicato per cento e passa.
i quotidianisti che saltano sulle sedie e corrono a destra e a sinistra per uno scoop che non c'è.
loro, gli ultimi ad andare via la sera, gli ultimi ad arrivare alla mattina.
noi, i primi ad andare via, i primi ad arrivare.
e mi sembra giusto.
alessandro haber.
zanetti che saluta agnelli e si baciano sulle guance.
il mare.
patty pravo che mi apre la porta del bagno.
le focacce.
il cesto di benvenuto con i prodotti tipici la prima sera di gala.
vincent cassel.


faccio inversione e ritorno al sito della warner.

com'è facile

piango ovunque e per qualsiasi cosa, ultimamente.
sono entrata in un loop di telefilm per cui mi sto riguardando le serie che mi erano piaciute di più.
ho venticinque anni.
lo premetto, così non storcerete il naso quando leggerete che serie mi sono brutalmente scaricata.
Dawson's Creek e Gilmore Girls (Una mamma per amica). 



ho iniziato a vedere mamma e figlia Gilmore alle prese con la ridente cittadina di Starshollow (che come tutti i posti magnifici non esiste, è preconfezionata...).
mi sono ritrovata a piangere quando Rory, seduta accanto al suo fidanzatino in sala, si alza di colpo e va dalla mamma dicendo: 'vieni di là per favore...'.
la mamma chiede perché tutta quell'agitazione, e la piccola Rory con gli occhi sbarrati e sospresa dice 'ha un buon odore... vieni di là ti prego'.

ecco, io sul 'ha un buon odore' sono andata giù di kleenex.

domenica sono andata a Monticello di Brianza (Lc) per i MusicComedians di Flavio Oregli. C'era uno dei miei, Tessadri, e poi il concerto di Vecchioni.
Vacchioni, cazzo.
su "Viola d'inverno" ho singhiozzato.



poi.

sono un po' troppo sballottata.
mi è uscito l'erpes, dormo poco.
patisco.
qualsiasi cosa.

non faccio in tempo a salire sulla metro che appena poggio la testa al finestrino sto già dormendo.
ma un sonno profondo, un sonno di quelli che ti fa sballotare la testa a destra e a sinistra addosso alle spalle degli altri passeggeri.
secca, come se mai avessi dormito prima in vita mia.

sarà il caldo?
sarà il caldo.
sicuro.

o forse sarà il lavoro al pub, i turni in croce, i concerti, la redazione, l'etichetta... la vita sociale.

azz.



venerdì 12 giugno 2009

tender is the touch

allora, allora, allora.

mi hanno regalato il libro di Umberto Ambrosoli, "Qualunque cosa accada" (Sironi Editore).
Umberto è il figlio, il secondo genito, di Giorgio Ambrosoli, avvocato ucciso nel luglio '79 per mano di Michele Sindona

chi mi ha regalato il libro, mi ha anche raccontato un pezzo della sua storia, della sua infanzia, passata in quartiere di milano tra le abitazioni di Craxi, Calabresi, Colombo e lo stesso Ambrosolie altri che non ricordo.
quasi normale, quindi, la frequentazione tra i figli e la consocenza tra alcuni dei genitori.

ho inziato a leggerlo poco fa in metropolitana.
sono riuscita a piangere cinque volte.
sono alla pagina 17, Capitolo Primo.

la prima lacrima è scattata alla seconda di copertina quando viene ripreso un testo che Ambrosoli scrisse alla moglie: "Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo lo farai benissimo";

la seconda alla prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, scritta in un italiano di altri tempi (e un po' di commozione la meriterebbe solo questa differenza), specie su: "l'impegno 'militante' per l'affermazione dei valori dell'onestà"; (lo so, è fuori contesto)

la terza, quarta e quinta lacrima, sono cadute le volte che ho letto la parola 'papà'.

bene, vado, ciao.

volevo raccontarvi di come sono andata a Milano in macchina e sono ritornata in metro, salvo poi ricordamelo alla fermata di Gioia, ma non importa.

mercoledì 10 giugno 2009

fresh feeling

ho litigato con la vodka e dei cubetti di ghiaccio ieri sera.
ho coccolato dei gatti e non lo facevo da due anni quasi.
ho mangiato del sushi fatto in casa.
ho visto un uomo felice e che era un po' che non vedevo.
ho detto una frase pessima, cinica ma davvero brutta che è stata ripresa più volte.
ho fatto si che qualcuno mi sfiorasse i capelli e la nuca.
ho litigato una seconda volta con la vodka e dei cubetti di ghiaccio, ma questo turno ha vinto lei.

butto lo straccio, oggi sono distrutta.

mi fanno male le gambe come se avessi fatto l'amore tutta la notte.
e invece no.

mi sento gli occhi come due dirigibili, e alla frase:
'cosa posso fare per sentirli meno gonfi?'
la mia gentile collega mi risponde:
'metti due cucchiani in frizer e poi li metti sugli occhi'
la mia risposta è stata:
'due cucchiaini con dentro cosa?'.

è calato il gelo polare.
ad aver avere du chucchiaini con me li avrei tirati fuori al volo.

lunedì 8 giugno 2009

special one

l'altro giorno di rassegna stampa ho scritto una notizia.
così:

"Steve Jobs ritorna alla guida della Apple dopo la malattia che lo aveva colpito, una rara forma di tumore al Punkreas".

non male, direi, non male.
grandi pacche sulla spalla, e via così.

you can't always get what you want

sabato ho finito di vedere la prima serie di Californication.
ne sentivo sempre parlare il Panz, ma non capivo perché non riuscivo a seguirlo in tv.
diceva che voleva essere David Duchovny, il protagonista.

mah.

be', me lo sono visto.
e penso sia strepitoso.
banale ogni tanto, ok.
ma lui, cavolo lui è davvero fantastico.
ottima interpretazioni, ottima faccia da culo per fare il ruolo che fa: latin lover cronico, scrittore in crisi, separato dalla donna della sua vita, figlia punk eccezionale, cinico, disattendo, gran bevitore....
e poi anche gli episodi, alcune scenette, sono davvero divertenti.

bello, bravo.
aspetto la seconda serie.

sabato 6 giugno 2009

sulle strade della gente che sa amare

ieri sono andata al Mi Ami.
mi sono divertita.
ci sono arrivata da sola, dovendo poi incontrare mille persone.
mi sono invece accucciata al banchetto degli Odp con Collini che non vedevo da tempo.
ci siamo fatti delle grasse risate, tranne quando una super indie accanto, alzandosi dal suo banchetto, ha rovesciato la birra sui poster, gadget e vinili degli Offlaga.
una sonora bestemmia è partita da un Collini scatenato, ma poi pentito.

ho sentito i Mariposa che non avevo mai sentito e che tutti mi dicono essere noiosi: a me non hanno annoiato, il che è già molto.
dopo di loro non mi ricordo, so che poi è stato il momento di Dente, che Collini dice essere davvero bravo.
Io l'ho sempre un po' snobbato, salvo nel disco Il paese è reale, quando mi sono accorta che il suo brano era uno dei migliori.

devo ammettere che ieri sera mi è piaciuto. Non è niente di stravolgente, ma mi sembra sia bravo a scrivere e le canzonette, per quanto tali, sono divertenti.

Poi è toccato ai Ministri: loro mi piacciono, mi sono sempre piaciuti, poco c'è da fare.

Ho fatto due chiacchere anche con i Masoko, che mi sono sembrati meno menosi di come me li aspettavo. Lei è molto caruccia. Il tipetto bassettino è davvero un tipettino bassettino, altro non so dire. Però simpatici, ho visto come parlavano a Collini di musica e del loro disco etc. e mi ha fatto piacere.

Ho intravisto Toffolo. Sempre in grande forma.

Ho conosciuto Matteo B. Bianchi e Marozzi: troppo forte, le cose che scrive sono molto divertenti, e anche lui lo è.

Ho fatto una cosa ridicola: Collini mi presenta Fabio De Luca.
Io un po' snob: "si, ci conosciamo già, piacere". E dico nome e testata

Poi lo becco a fare un dj set in uno spazio dedicato al reading.
Mette su un brano di Springsteen.
Mi avvicino, alzo il pollice verso l'altro, faccio 'si, si' con la testa e gli dico: "Graaaaan pezzo!".
Ci mancava che gli facessi anche l'occhiolino.
Che sfigata.

tant'è.
la serata è stata poco movimentata - per quel che mi riguarda l'ho passata gran parte seduta al banchetto odp a fare buone chiacchere, tra saluti, incontri, sigarette e birra - e molto curiosa.
Sono stata bene.
Non è che succeda sempre sempre.

venerdì 5 giugno 2009

pubblicità regresso

i fazzoletti di carta servono principalmente per una cosa: soffiarsi il naso.

ora, se il fazzoletto in questione sprigiona fumi balsamici che ti entrano in gola, difficile è riuscire ad avvicinarlo alle narici senza starnutire o per lo meno farsi lacrimare gli occhi.

ma come si fa? io avrò anche sbagliato a comprarli, ok.
ma come si fa a fare dei fazzoletti che solo ad aprire il pacchetto ti intossicano?
non possono farli soffici e morbidi senza l'eucalipto?
non posso fare dei fazzoletti bianchi senza winnie the pooh che sa di zucchero filato?
non possono fare fazzoletti, punto e basta?

ritorno a quelli di stoffa, ho deciso.

scelgo la persona

La politica è una brutta bestia.
quella del mio paese non mi ha mai coivolta più di tanto.
sono sempre stata abbastanza dell'idea che nelle cittadine di provincia conti di più la persona che il partito.
la lista civica mi ha sempre però fatto un po' storcere il naso.
per etica più che altro: vedere tutta quella gente di chiesa, con la puzza sotto il naso, paraculi, raccomandati, trentacinquenni non laureati che si fingono insegnati di ruolo, che si aiutano solo tra di loro... mah.

ora ci risiamo.
ho un caro amico che si candida per il centro per le provinciali.
è una brava persona.
è uno competente: laurea con lode, carriera universita, esperienze all'estero, consulenze.
è la sua vita.
lui, poi, è una persona educata, che sta tra la gente, che ha dei valori ben saldi; una persona con mi sono divertita da matti, tra serate a sbronzarsi e discussioni lunghe ore.

è il suo momento. e io ci sto.

compiti a casa

il panz ha smesso di mandare l'oroscopo del venerdì.
lo mandava sempre, quello dell'Internazionale.it.
io e lui poi, stesso segno, sagittario.
non me ne sono nemmeno accorta che ha smesso di mandarlo; forse ha smesso proprio per questo.

non credo agli oroscopi, ma questo è qualcosa di diverso.
son due righe messe lì, con la massima della settimana, la citazione del momento, il consiglio più assurdo che abbia mai sentito. e quindi mi diverte.

oggi va così:

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)

Come Sagittario, ti senti più vicino al modello dell’allegro vagabondo o a quello dell’eterno fuggitivo? Qual è la tua forza motrice: il desiderio di raggiungere una meta che ti attira o la spinta a fuggire da una situazione in cui potresti rimanere incastrato? Preferisci sparare a diversi bersagli sperando di centrare quello giusto, o cerchi di individuare quello giusto prima di sparare? Le prossime settimane saranno il momento ideale per riflettere su tutte queste domande.


commento: porca miseria.

ci sentiamo settimana prossima per le risposte.

giovedì 4 giugno 2009

su, coraggio

e maggio è andato.
adesso: non sto qui a raccontarvelo proprio tutto.
se ne è andato, così tra alti e bassi.
bene dai, via un mese.

ho delle proteste da fare, ora vado ad una riunione.

mi sa che mi è ritornata la voglia di scrivere.

ciao, miao, bau

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