martedì 14 luglio 2009

stessa storia, stesso posto, stesso bar

a dire il vero, ieri sera pensavo che sarei morta un po'.
non ero decisa se andarci o meno a quel concerto.
tutti quelli che lo hanno visto dal vivo e che lo apprezzano, mi hanno detto che è uno che non ti lascia scampo, che ti prende dentro con una mano e ti rivolta come un calzino.
del tipo che è meglio non andarlo a vedere, se non è un buon momento.

contromano in tutto, ho scelto di andarlo a vedere: Ivano Fossati, Villa Arconati - Castellazzo di Bollate.

ci vado con il Panz.
e con chi se no.

mentre ci avviamo in auto, scorgo nello specchietto retrovisore una faccia familiare.
cazzo, gurdo bene e vedo Pacifico che guida con accanto Riccardone Vitanza.
io e panz cominciamo a ridere, pensando che Vitanza stia tirando un pippone al suo pupillo Gino.
gli mando anche un sms: ti sono davanti in auto.
Vitanza mi chiama: chi sei?

e via così, li troviamo all'ingresso, baci e abbracci.
sono contenta di rivedere Gino, lui mi piace.

entriamo, Panzeri mi allunga il pass.
perché si, con la redazione abbiamo due pass fissi per ogni serata.
non personalizzati.
prendo il pass e leggo la testata e poi la frase 'Valido sempre'.
che ridere.

entriamo, facciamo un giro della villa, bellissima.
ci facciamo tramortire dalle zanzare e poi inizia.
ivo esce sul palco e prende il via.

cavolo, che roba.
non è che mi abbia fatto impazzire.
era tutto un po' troppo suonato, un po' troppo rock, un po' troppo riarrangiato... tanto da non riconoscere nemmeno il ritmo su 'Buontempo'.

va be', me lo rigioco in teatro quando mi ricapiterà.
questa di villa arconati la tengo come data divertente e gicocosa.

giocosa un cazzo però.
quando mi ha fatto 'Di tanto amore', sono cascata con il culo a terra per davvero.

da dimenticare.
la canzone, lui, il tanto amore, il ciao come stai, l'anno e più che non è uno schezo, per nulla!!
fanculo il sapore amaro, la paura, io che non sono una da piegare, io che non mi importa di quelli che ancora mi cercano e di quelli che mi odiano.
al diavolo l'acqua giù dal cielo in agosto, i pensieri buoni e le intenzioni che tradiscono.

da dimenticare... da dimenticare quella stupida parola che mi farà avere la faccia più dura.

the white light

altro che Bono e compagni: Joey Burns e compagnia bella (specie il mio amato Convertino), a Castellazzo di Bollate in quel di Villa Arconati, mi hanno piegata in due!

a parte che arriviamo e penso sia già iniziato, invece è il chitarrista Del Pedro che presenta i suoi brani solisti accompagnato da tutta la band.
Burns annuncia che ci si rivede da lì a cinque minuti, il giusto tempo per una birretta e per beccare il mitico Ancordi che da Bergamo con furore mi racconta del concerto degli Afterhours al Lazzaretto (BG): "Tè - tipica espressione bergamasca - a un certo punto ha cominciato a piovere, il pubblico si è messo sotto la grondaia e Agnelli ha detto al microfono: 'siete proprio dei froci'".

In effetti...

va be', dai. ci siamo, il concerto inizia.
che botta, diamine.
per un attimo ho davvero la sensazione di trovarmi a Tucson, di sentire il vento caldo sul collo prendermi da dietro, spettinarmi i capelli.
la percezione, per un istante, di vedere in fondo ai miei occhi un orizzonte bollente, una palla di rossa che infiamma l'asfalto e il calore che sale e ti entra nella pelle.
aria mossa dal fuoco delle trombe e da quelle mani che Convertino muove così bene da farmi impazzire.
quella pedal steel suonata da uno che non poteva essere di Nashville, con quella camicia e quell'atteggiamento da Conte, che non si scomobda mai, salvo incendiarsi sul finale.
come il bassista... là, nelle retrovie, l'uomo più solitario della band, ma che scoccate di corde, ragazzi!
e poi i fiati: quelle trombe lasciate a un messicano doc e a un tedesco, fantastici!

non che non me li ricordassi così bravi dal vivo, ci mancherebbe, ma è stato devviro un tripudio di suoni che ti prendono la pancia.
e che pubblico: sembrava che ogni canzone fosse l'ultima, talmente applaudiva.

bravi Calexico, ancora una volta, i migliori.


venerdì 10 luglio 2009

one more

non è vero, alla fine, che quest'anno niente concertoni.
mi sono concessa, per la modica cifra di ottanta euro, gli U2 a San Siro, seconda serata.
Be', niente a che vedere con il Boss, ma Bono e compagni mi hanno fatto passare una serata fantastica.
Ero con un vecchio amico, un fanatico del gruppo, mi piace vederli così i live, con qualcuno che sta per andare ad una messa, mentre per me è come andare a fare un giro in bici.
Bellissimo. Eravamo primo anello rosso. Siamo finiti nel prato giusto in tempo per mettere gli occhi al cielo, alzare le braccia con i pugni serrati e urlare alla notte: in the name of love, on more... in the name of love.

e adesso calexico. per la seconda volta in otto mesi.
e ne vorrei sempre e ancora.
sogno già le trombe e le spazzole di convertino.
sogno già convertino, a dire il vero.

martedì 7 luglio 2009

stromboli


e pensare che vorrei e dovrei scrivere così tante cose...

arrivo, faccio solo un po' tardi.

venerdì 3 luglio 2009

frammenti

- effettivamente Neffa mi piace. ascoltando il disco e il singolo in radio ammetto che ha fatto un bel lavoro. Ora mi serve solo avere tempo e voglia di dirlo e scriverlo;

- ho speso quaranta euro in libreria, come al solito, anzi, meglio del solito.
ho preso anche un regalo al Panz, il libro su Mike Bongiorno. Guardavamo le foto che ci sono all'interno, davvero da sballo.

- penso che si possa ricominciare. quando toglierò quel 'penso' e quel 'si possa' ed otterrò un 'si ricomincia', magari andrà meglio.



- penso che alcune persone siano eccezionali. intendo un tipo particolare di persone, ovvero quelle che  fanno davvero fatica a capire le cose, in qualunque modo glile vengano dette.

mi succede di conoscere persone, vuoi per affinità, vuoi per simpatia, vuoi per convenienza (nel senso buono, intendo magari per agganci lavorativi).
succede di scambiarsi numeri di telefono ("perché sai, vengo a presentare un libro a Milano, così ti dico dove e a che ora", o cose simili), cosa che penso non farò mai più in vita mia, o succede che qualcuno dia il mio senza chidermi se sia il caso o meno.

succede quindi di ricevere telefonate, ma senza essere grandi amici.
a volte è simpatico anche così, scambiare due battute con qualcuno che non conosci affatto. è simpatico se si tratta di una telefonata o un sms ogni cinque mesi.
ma non si può pretendere che io diventi quella che ha sempre una buona parola, quella che sempre risponde, quella che sempre sta ad ascoltare, quella che fai ridere con una sola frase: e che due coglioni!

Perché se non lo faccio, se non rispondo, allora dall'altra parte qualcuno ha sbagliato a capire che di me si poteva fidare (ma dove siamo????), allora vuol dire che 'si si hai ragione, scusami', allora vuol dire che non mi importa.

VERO. VERISSIMO!
Non me ne frega nulla della vita degli altri. Nulla.
Non mi interessa che un parente di una persona che non conosco non stia bene, e non mi importa essere aggiornata sull'evolversi degli eventi.
Non mi importa che uno cambi lavoro e che sTia in giro a dare curriculum, e non mi va che mi si chieda 'fammi l'in bocca al lupo'.
Non mi importa che uno venga a Milano per lavoro e con il semplice fatto che IO sono di Milano (che poi non ci abito... ma la gente non capisce) IO sia obbligata a presentarmi all'appuntamento "o almeno un caffé veloce, dai".

NO, cazzo, NO!

non mi posso giustificare per una cosa che si inventa qualcun altro.
il ragionamento NON può essere: "vengo a Milano - sei di Milano - ci vediamo - beviamo un caffé" risposta "Non ci sono, mi spiace" controrisposta "Perché non ci sei, scusa, sei di Milano - vengo a Milano - ci beviamo un caffé al volo - cinque minuti li trovi - vengo io dalle tue zone..."

ennò Cristo Santissimo, così non si fa.
non posso.

l'educazione e la normalità non possono essere sempre scambiate per amicizia ed interessamento.

e la cosa che mi fa impazzire è che io lo dico ogni volta.
ogni volta che qualcuno al telefono dice 'ciao, come va, non mi hai risposto ieri, volevo solo salutarti?', la mi risposta è:
'scusa guarda, non è un buon periodo, sono un po' incasinata'.
'cosa c'è che non va?'
'nula, alti e bassi. e' un periodo in cui mi stanno un po' addosso e dovere rispondere e tenere conto di tutti mi infastidisce... specie quando queste persone non capiscono e vanno avanti a farlo nonostante i miei segnali...'
'hai perfettamente ragione, guarda io stavo con un tipa che....'

e bla bla bla.

ed io impazzisco.

ho deciso, divento stronza.
tanto chi li conosce questi, li avrò visti si e no una volta.
li mando affanculo e basta.

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