martedì 6 ottobre 2009

arrestare l'angoscia che sale

Franco mi tocca la spalla, mi punzecchia la spalla, come fanno i bambini con il papà: "ho un po' di dischi di là per te, vieni a prenderli?".

mi alzo e raggiungo il mio capo nel suo ufficio per la nostra chiaccherataconsigarettaesigaro pomeridiana (quando è possibile).
ovviamente i dischi sono l'ultima cosa che guardiamo.
tiro una boccata e comincio a raccontargli dei miei cinque giorni.
sono un treno in piena, a volte buffa perché imito tutte le scenette e sceneggiate che mi ricordo; lui ride, dietro agli occhialoni e dietro al sigaro.

tocca a lui.
"avresti potuto tornare e non trovarmi più..."

mi si secca la bocca, la lingua, tutto quanto.
deglutisco, ho lo sguardo nel vuoto.
mi mordo il labbro, tiro il fiato.
"Perché?"
"Mi hanno finalmente offerto un posto di lavoro, con il doppio dei soldi..."
"E...."
"E non posso accettare, dovrei cominciare lunedì. Non posso adesso, con il trasloco, il bimbo in arrivo, i miei lavori. Non posso"
"Non se ne può riparlare più avanti, quando ti sistemi un po'?"
"Non lo so, hanno bisogno che inizi lunedì. Ci siamo incrociati nel momento sbagliato..."

L'ho visto davvero dispiaciuto.
Ha tirato indietro al testa poggiandola sullo schinale alto, ha steso le gambe e guardato il soffitto.
Non l'ho mai visto così.
Abbiamo parlato anche di altro, e mi sono sentita quasi una sorella maggiore.
E mi fa specie.
Poi spengo la sigaretta, mi alzo, vado verso la porta.
Mi volto a guardarlo e sorrido.
L'idea di perderlo, di non lavorare più per e con lui, mi ha fatto tremare.
Mi ha fatto venire le gambe molli.
Mi spaventa.
Mi spaventa reagire così.
Io senza di lui tutto questo non lo sopporterei.
Se non ci fosse lui con il quale riderci su, al quale raccontare tutto, nonostante sia il mio capo, non ci so stare.
Perché lui capisce, cazzo.
Capisce tutto quello che dico, senza dover decifrare ciò che mi passa nella testolina.
Ma poi il sorriso diventa risata, ci penso bene e so che forse non cambierebbe nulla.
Forse lo seguirei nel nuovo lavoro, forse no.
Ma non cambierebbe nulla...






Se un giorno qualcuno venisse a spiegarti con massima conoscenza dei fatticome funzionano le cose,
se dopo anni di studi, discussioni, fatti, evidenze, qualcuno volesse spiegarti
come va avanti il mondo: quale peso preciso abbia l'ansia, la velocità delle lacrime, perchè mai l'ombra è sotto alle tavole...
perchè mai, come mai, perchè mai, come mai, questo e quello...

Se un giorno qualcuno venisse a indicarti con massima conoscenza dei rischi cos'è che tu dovresti fare, e portando molteplici esempi di persone e fatti compiuti ti mostrasse la strada più semplice senza intoppi nè cadute: per stare fra chi se la sente, arrestare l'angoscia che sale, se non resta da scoprire niente...
perchè niente di niente, più niente c'è da misurare...

Non fidarti ti prego

Non fidarti ti prego della gente senza errori
di chi vuol dare risposte anche ai fatti misteriosi
di chi vuol veder le cose misurate, messe in ordine
perché l'ordine è la fine, è un principio già di morte.

Se un giorno io stesso venissi a spiegarti con massima conoscenza dei fatti come sono fra noi le cose; e con la freddezza un po' ingenua che spesso mi contraddistingue, mi perdessi in mille discorsi per riuscire infine a convincerti...
che per noi ci sia un'unica strada, con un bravo pilota automatico, che ci guida senza mai sbagliare...
e non c'è proprio niente ma niente più da temere...

Tu diffida ti prego.

Preferisci i discorsi che non tornano mai, per fortuna i discorsi fra noi non tornano mai.
Metti cura e rispetto per tutti gli sbagli che fai, grazie al cielo con me tu ne farai

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