lunedì 15 febbraio 2010

ciao amore ciao

Non male come inizio.
Ieri sera, recuperati i pass, passiamo a casa sanremo, e chi ti incrocio subito? Lui.
Saluta calorosamente il capo, ci presentiamo.
Cena poi con Cotto e il capo, rivelazioni scottanti (ehehe), ottima mangiata con bevuta e grasse risate.

Stamani alle dieci entro in sala stampa: caldo, ticchettio sulle tastiere, i miei quotidianisti che mi vengono in contro, odore di carta e giornali... ecco il mio paese dei balocchi.
La conferenza inizia un poco in ritardo: risolti i primi problemi con le varie connessioni etc. si comincia a lavoricchiare. Morgan la fa da padrone, monopolizza tutte le domane dei giornalisti e il capo comincia a sbottare. Tonino Manzi, l'Uomo che è responsabile della sala stampa e media e coordina tutti gli interventi, è un romano vorace e mi fa impazzire sempre per come interviene, azzitisce, prende in giro e sdrammatizza con professionalità chi si prende troppo sul serio.

Pranzo salutare (focaccia untissima con acciughe e olive, farinata con un chilo di pepe e torta di mele con cappuccino doppio) al barettino verso il mare, dove ad un certo punto chi ti entra?Lui.
Che già mi ha perso di fascino, dopo tutte 'ste volte in cui ci incrociamo.
Chicchierata movimentata con il capo, che dice che i giornalisti dovrebbero fare i giornalisti, non continuare a commentare e a fare considerazioni sul caso Morgan.
Nessuno - dice sempre il capo - che si sia mai posto il problema di chiedere a Max e al giornalista di far ascoltare la registrazione dell'intervista. Nessuno che si sia mai concentrato sull'altra parte dell'intervista rilasciata a Max, ovvero quella in cui Morgan dice che la De Filippi è ovunque e sta mettendo lo zampino anche in Rai.
Gli chiedo allora perché non l'ha fatto lui, tutto questo.
Il capo mi risponde che lo farà, a fine Sanremo magari. Così giusto per dimostrare che non gli importa nulla di apparire o fare la voce grossa per puro egocentrismo.
Parla quando vuole, e questo lo dico io di lui. Parla quando vuole e solo quando ha qualcosa da dire.
Vorrei arrivare un giorno ad essere quasi inattaccabile come lui, ma per esserlo ci vorrebbe la sua saggezza, e quest'ultima arriverà con il tempo.
intanto ascolto.

Ieri sera Cotto a cena ha raccontato a me e a Zanetti di un suo incontro con Arbore (!!!!!).
Ha detto che dopo una cena, Arbore lo chiama dicendogli che gli deve parlare.
Cotto va a casa di Arbore (saranno stati a metà degli anni Ottanta) e Arbore gli dice che ha molta stima di lui, ma che è troppo entusiasta quando racconta le cose. Dice a Cotto di essere meno coinvolgente e felice quando parla del suo lavoro, per diversi motivi: "la gente poi te la tira", "la gente poi è invidiosa"... e gli suggerisce infine una cosa, cioè di dire che sì, va tutto bene al lavoro, ma "è appena venuta a mancare una zia a cui ero molto affezionato...".

Così, nessuna morale, avevo solo voglia di raccontarvelo.

Ora sono qui, al caldo, con Springsteen nelle orecchie perché devo lavorare e se non mi isolo un poco rischio di non combinare un cazzo come al solito. Devo fare qualche news sulla serata di Sanremo Story per i sessant'anni del Festival.
Zanetti mi ha appena portato una grappa e mi ha lasciato qui per uscire a fumarsi il sigaro.
Dondoni è appena passato infilandomi in bocca un cioccolatino e tra poco staccherò per una sigaretta. La Venegoni stamani mi ha stampato un bacio rosso fuoco e mi ha regalato un sorriso.
Sto bene, ma forse ve l'ho già detto, forse lo ripeto troppo spesso e forse dovrei smettere anch'io di essere sempre così felice... quasi quas, chiamo Arbore e glielo chiedo.





buon lavoro

ps. è appena andato via dalla sala stampa un ottimo quanto invecchiato Maurizio Costanzo

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