giovedì 4 febbraio 2010

l'ombra del vento

"dani, ma sei tu?"
"io? sì..."
"ma ciao, quanto tempo!"

cerco di ridimensionare nel mio volto quel viso vagamente noto ma che, sinceramente, nulla mi fa accendere nella testolina rosso fuoco (va be', rame, ma oggi sono estrema).

"betta?"
"sì, allora ti ricordi.."
"be', sono andata per esclusione..."
"ma come stai?"
"be', insomma, dipende. quando, ora?"

giuro.
io sarò anche cinica.
ma frasi così mi escono soprattutto quando sono molto stanca.
e sarà il pre sanremo, saranno tutte le interviste e le videointerviste che sto facendo, saranno i turni al pub che mi piacciono ma non mi danno tregua, sarà la casa nuova, saranno gli amori mandati a fanculo, saranno le amicizie accantonate, sarà la notte insonne di martedì dovo ho vomitato e dato di corpo dalle 23.05 alle 07.10 del giorno dopo, non lo so, ma sono un po' stanca, quello sì.

e poi, una che non mi vede da dieci anni, come fa a chiedermi come stai?
davvero mi viene spontaneo rispondere: dove, quando, perché?
perché c'è un contesto per tutto, diamine.
quando stavo come, appena uscita dalle superiori? da dio
un anno dopo? di merda
un anno dopo ancora? recuperavo
gli anni successivi? i più belli della mia vita
fino a tre anni fa? una figa sicura di sé mai vista prima
due anni fa? sotto un treno
l'anno scorso? raccoglievo i pezzi sotto il treno
adesso? bene.
rispetto a tutto il resto. quindi ti dovrei raccontare tutto il resto, altrimenti quello sarebbe un bene qualunque.
e il mio, cara betta, è tutto tranne che un bene qualunque, dopo tutto quello che mi ci è voluto.
ed è mio.
e non te lo racconto.

perché non posso raccontarti di me in due minuti mentre come sempre sono di fretta.
e non posso perché dopo che ti avrò raccontato di me, tu vorrai raccontarmi di te, e a me non importa.
perché poi comincerai a chiedermi chi dei vecchi compagni vedo ancora, chi si è sposato, chi è morto, ti ricordi che bella la gita a firenze, ti ricordi che bella la gita in liguria, ti ricordi che bella la gita a bercellona a no tu a barcellona non c'eri perché non avevi i soldi per venirci, ti ricordi che carino quello con gli occhi verdi che ci provava con te ma che alla fine in gita a barcellona me lo sono fatta io, macché mica ti dispiacerà ancora, vuoi dire che ancora ti rode..

SI', CAZZO!
mi rode ancora.
specie ora che ci ripenso.
e poi, cara betta, ti sei rifatta il naso, e anche molto male.
quindi, non stupirti se quando ti vedo dopo dieci anni nemmeno mi ricordo chi tu sia.

vai, vai a barcellona che ancora si chiedono come quel tamarro abbia scelto te al posto mio.

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