sabato 20 febbraio 2010

ricomincio da qui

si, lo so: non sono proprio capace di tenere un blog.
aspettate, mi correggo: non sono proprio capace di tenere un blog da sanremo.
il tentativo mal riuscito dello scorso anno (mi ero fermata, dopo soli 4 post, al secondo giorno) mi avrebbe dovuto far riflettere e avrei dovuto capire che non era il caso di riprovarci anche quest'anno.
come per lampedusa (tentativo fallito, anche quello al secondo giorno) mi sono prontamente munita di macchina fotografica, e come per lampedusa, mi sono ricordata solo qui di avere le batterie scariche.
poco importa.
le mie giornate sono scandite dalle prime conferenze in sala stampa, dal question time in diretta su raiuno con un moderatore di nome maurizio costanzo che devo dire non è niente male.
poi corro a radio italia, all'hotel Lolli per tre ore di diretta, per poi ricatapultarmi, attraversando corso matteotti, al palafiori per un'altra ora e mezza di riprese.
I tecnici di radio italia (fonico, regista e un altro tecnico) mi hanno praticamente adottata. sarebbe meglio dire che, suscitando in loro un pena infinita per la mia poca praticità con il mezzo, mi fanno trovare sempre tutto pronto e mi assistono in qualsiasi momento (in realtà, penso sia un modo per impedire ogni mia richiesta. e con richiesta intendo 'rompimento di coglioni continuo').
a fine riprese, intorno alle 18.30, faccio capilino in sala stampa, saluto la simo orlando, un mito, e mi fiondo in camera a fare la doccia, perché alle 19.30, puntuali, si va a cena con zanetti. sempre alla cuvéa, un posto fantastico, con un gestore fantastico.
alle 20.30 sono già in sala stampa per la diretta sul mega schermo, alternando la mia bella presenza ora alla mia postazione ora fuori a fumare ora a bere il caffé ora a bere una grappa ora a chiacchierare con gli uffici stampa e i colleghi.
Il post festival è sempre a dir poco delirante. Con simona andiamo ogni sera a casa sanremo, sperando di poterci intrattenere in interessanti conversazioni con altrettanto interessanti personaggi. ci è rimasto in bocca il sapore delle sei del mattino fatte con gli afterhours l'anno scorso. confronto difficile da reggere, ma quasi lo abbiamo superato la prima sera, quando sul terrazzo di casa sanremo, ubriaco e nervosissimo, si è palesato il principe di savoia. ero con simona e un ufficio stampa, ed è stata una conversazione a dir poco surreale e delirante.
la serata successiva non è stata da meno. mi suona il telefono alle due e mezza di notte, vedo che a chiamarmi è elena di warner. mi cerca perché con lei c'è francesco (giuro, cercherò di non fare cognomi. dico solo che è un cantante, musicista e autore perfetto - no, cantante allora è meglio toglierlo - che io adoro da undici anni a questa parte). subito scatta la scenetta del 'te lo porto lì e lo saluti', scenetta che si movimenta quando - chi mi conosce - si accorge della presenza di francesco, cercando di spingermi tra le sue braccia. la festa delle medie, a confronto, uno spasso pre adolescenziale. alla fine, per i fatti nostri e senza nessun intermediario, io e fracesco incrociamo lo sguardo e ci facciamo scappare un timido 'ciao', che per me, credetemi, è più che un ottimo traguardo. via da lui io e simo incrociamo il direttore d'orchestra. un pazzo. un pazzo furioso. divertentissimo.
la terza sera niente da fare, tutto morto e spento, nessun incontro da menzionare, se non una piacevolissima chiacchierata con un piacevolissimo editore della warner.
ieri invece seratona. dopo il festival passiamo da casa sanremo, dove simona incontra il suo amico marco cocci. ci fiondiamo poi al morgana, un posto che non potete capire, una sorta di disco bar centrato tutto intorno al mega bancone circolare piazzato in mezzo alla sala. dà sul mare, e quando si esce a fumare, gli occhi si illuminano un po'. quegli stessi occhi si riempio di incredulità quando ci rendiamo conto che la prima consumazione costa quaranta euro. quaranta euro. poi ci ricordiamo che la festa è organizzata da lele mora. e ce ne andiamo.
stamani, anche adesso se è per questo - ho due occhi pesti e la faccia che non sta su. devo fare tre interviste in due ore, e ho solo tanto sonno.
accanto a me c'è simona che scrive, e ciondolante in giro per la sala stampa, con una t-shirt personalizzata, c'è Gabriele Ferraris de La Stampa con scritto sulla schiena Survived 60th Festival Sanremo. è un uomo fantastico, e i suoi articoli pieni di cinismo mi regalano un ottimo buongiorno mentre faccio colazione.
poi, che altro vi devo dire.
è uscito il sole, finalmente. sono stata a dare un occhio al mare, e si stava bene.




questa sera è iniziata alla grande.
giuro che aggiornerò tutto quanto.
nel frattempo, noemi-irene grandi e malika ayane, mi fanno impazzire.
(in ogni dove, in ogni modo, in ogni lago) *


*solo per Assante.

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