venerdì 2 aprile 2010

sembra impossibile (che seguo ancora te...)

E' un periodo di filmati, di canzoni, di dischi nuovi, di contributi audio, di immagini, di cori e di gran calcio.

Martedì scorso sono andata allo stadio. Io, juventina fino alla morte, sono andata in curva Maratona del Toro a vedere Torino - Ascoli, finita per mia fortuna 1 a 0 per i granata.
Sotto invito del gestore del pub in cui lavoro, c'ho pensato seriamente se accettare la mia trasferta o meno. Io, juventina odiata da tutti i torinisti che frequentano il pub, allo stadio con loro, nella loro curva a vedere il loro toro?
Sì. Ed è andata anche bene.
Mi passano a prendere alle cinque, ritrovo in periferia a Milano, e quando meno me lo aspetto, ecco la macchina che svolta nel parcheggio dove ci si ritrova prima di partire.
Eccoli lì, tutti schierati con le loro sciarpe del Club, con le loro maglie granata, tutti carichi e pronti. Ed io ho quasi paura a scendere dall'auto. Guardo ancora una volta il gestore del pub negli occhi, lo maledico, lui sorride, e metto la testolina fuori dalla portiera.
I più lo sapevano, erano preparati a ricevere la gobba, i meno, no.
Alcuni mi guardano incuriositi, altri sono felici di vedermi, certi non capiscono.
Il cinese, quello con cui vado meno d'accordo, come suo solito mi parla passandomi accanto ma senza guardarmi negli occhi. Mi chiede cosa ci faccio lì, presumendo che sia un'azione di mobbing da parte del mio datore di lavoro al pub, cioè il Pres.
Io me ne sto quasi in silenzio, saluto e bacio i più simpatici, quasi contenti che io sia lì, mentre altri sogghignano pensando già a quali cori contro la juve far partire.
Io forse ancora non mi rendo conto di quello che sto per fare, sono agitata perché non so cosa e chi mi troverò davanti, sono in tensione perché allo stadio non ci vado da una vita, specie in curva, e sono spaventata all'idea di non riuscire a sopportare tutti quei cazzo di granata e i loro insulti a noi bianco neri. Perché ho accettato? Porca miseria...

Si parte, ma prima di salire in macchina (siamo io, I. alla guida, il cinese, Max, uno che non conoscevo, e il tuttologo Luca, mitico), il cinese conta i tifosi e dice: "bene, a questo giro siamo in venti". Io, che zitta non so stare, senza guardarlo in volto, sussurro: "siete in diciannove, casomai...". Lui, senza fare una piega e guardandomi (per la prima volta!!) come se non aspettasse altro, mi dice: "in venti senza di te, ti avevo già esclusa...".

bene, pronti via, palla al centro, Torino ci aspetta.

Passo il viaggio pressoché in silenzio, ridendo si e no a qualche battuta, in sbattimento totale.
Prima sosta in autogrill e già sto male al pensiero degli scippi dei tifosi per i rifornimenti.
I. mi guarda come per dire di non preoccuparmi, che non sono degli animali, e infatti non succede nulla che non sia solo divertente e goliardico.
La mia tensione comincia a scemare e comincio a prendere posto in quel gruppo di estranei tifosi.
Arriviamo a Torino, l'aria è fresca ma si sta bene, il capoluogo piemontese alle sette di sera è stupendo, mi mancava questa città.
Parcheggiamo e ci dirigiamo verso il piazzale davanti all'Olimpico, e mentre ci muoviamo in gruppo mi viene l'impressione di far parte dello squadrone della morte, ma senza cattiveria, anzi, con un briciolo di orgoglio.
Mi sfrecciano accanto ragazze della mia età e gente di ogni tipo, tutti diretti allo stadio, tutti torinisti.
Quando mi ritrovo davanti allo stadio, mi manca il fiato.
Una bolgia di gente mai vista, una macchia granata che acceca quasi gli occhi e si confonde con la sera che sta calando, illuminata solo dai riflettori dell'Olimpico.
Il Pres è carico ma sempre molto diplomatico, mi lascia con L., M. e il Cinese che oramai comincia a fidarsi un pochino di me e si spinge ad offrirmi anche una birra.
Io osservo il Pres, mi rendo conto di guardarlo quasi ammirata, ma cerco di nascondere il trasporto. Lui intanto tra saluti, discorsi e vendita delle sciarpe e telefonate varie, sembra un manager di tutto punto, serio e consapevole, dall'alto della sua stazza e del suo ruolo lì.
Ci ritroviamo tutti ed è il momento di entrare.
Il Pres mi da in mano la tessera con il cambio nome per farmi accedere ai tornelli.
Quando la prendo in mano, mi sudano i palmi e il cuore mi finisce in gola, mentre per l'ennesima volta la vocina infondo alla testa riaffiora e mi urla: "dani sei ancora in tempo! vattene!".
Deglutisco e mi avvio all'ingresso. Sono davvero agitata.
Cosa faccio, entro o scappo?
Io tifo la Juve. Io ho sangue bianco-nero e sto andando a vedere il Torino.
Il Torino che ho sempre seguito per vie traverse, ma che è un mondo a parte a tutto.
Ed io sono lì, mezzosangue, sporca di granata, con tutti loro intorno e penso che mi guardino pensando: "che coraggio che hai... io non andrei mai a vedere la Juve".
Faccio un respiro profondo ed entro.
Ci siamo. Ci avviamo verso la curva e sono emozionata.
Saliamo e ci fermiamo ai bagni, vado velocemente anch'io e quando esco c'è L. che mi sta aspettando, penso sotto comando del Pres. L. sarà quello che si prenderà cura di me per tutta la partita. Sobrio e intelligente, non potevano affiancarmi personaggio migliore. Anche M. continua a guardarsi in giro e a vedere dove sono finita... in fin dei conti lo fa anche il cinese, ma cerca di non farsi notare.
Quando saliamo in curva sono già tutti ai loro posti, non manca molto alla partita e il Pres e LL sono già sulle transenne a cavalcioni, incitando i tifosi ad alzare le mani e facendo partire dei cori quasi fossero di riscaldamento.
L. mi spinge sul primo seggiolino di fronte alla balconata, e lì così in piedi con sotto di me lui e il Cinese, sono praticamente di fronte al Pres che non appena finisce di spaccarsi la gola urlando ai tifosi, mi guarda e sorride, contento che sia lì.
Io sono meno agitata, ormai ci sono e c'è poco da fare.
Mi guardo intorno: cazzo sono in curva Maratona all'Olimpico di Torino.
Mi trema il cuore ma cerco di non far notare ai miei 'compagni' di viaggio la mia emozione.
Guardo attentamente la partita, facendomi largo con lo sguardo tra le gambe del Pres e di LL che urlano e cantano come pazzi, incitando la curva come mai.
Ascolto altrettanto attentamente i cori, e non c'è niente da fare: a me manca proprio questo senso di appartenenza. Per come sono io, passionale e sanguinia, dovrei avere e possedere e essere posseduta da una cosa almeno coinvolgente come questa. E invece no, io tifo la Juve.

Il Cinese comincia a passarmi dei cannoni mai visti, e dato il gesto di condivisione, non me la sento di rinunciare e comincio a fumare come non facevo da anni.
Ridiamo e saltano, mentre io ho i piedi chiodati manco fossi Gesù Cristo in croce.
I cori sono sempre più coinvolgenti e a turno P. (che con me è stata molto carina), M., L. e Cris che avevo accanto, cantano e saltano cercando di spingermi e sballottarmi qua e là, ma io non cedo. Soffro come un cane quando alzano le sciarpe e sul mio viso e sulle mie spalle si appoggiano colori granata.
Mi vengono gli occhi lucidi, ma gli occhiali da vista nascono bene, sul coro più bello che abbia mai sentito: "sembra impossibile che seguo ancora te, questa è una malattia che non va più via... vorrei andar via, vorrei andar via di qua, ma non resisto lontano da te, ohooo ohooo oooooh".
E così via. Finisce il primo tempo, palo per il toro, il cinese si sposta da sotto di me perché pensa che porti sfiga, poi segnano e vengo travolta da spinte, gente, cori, mani, urla, risa... tutto quando.
E' bello.
Appena dopo il gol il Pres mi guarda e sorride.
Luca si gira e annuisce con il capo sorridendo, come per dire 'hai visto è?'.
il Cinese mi guarda di traverso come per non darmi soddisfazione, ma dopo la tensione accumulata pensando che portassi sfiga, sembra voglia mandarmi affanculo per sdrammatizzare.
P. mi abbraccia, M. anche, il Cris mi dice 'vieni sempre, devi venire sempre' e io mi sento una merda perché forse lui non lo sa che son della Juve (e invece lo sapeva, ho scoperto dopo...). LL mi guarda come per dire 'ti è andata bene', e anche il secondo tempo finisce.

Tutti a casa.

Sono contenta di come è andata, pensavo sinceramente peggio.
Ormai tra me e il cinese non ci sono più segreti, adesso il mio altro ostacolo è il Prof.
Un uomo sulla quarantina, o forse più, nativo di Formia, che parla poco, anzi mai, e sorride, a me specialmente, ancor meno. Allo stadio non c'era, ma quando al pub gioca la juve e lui è lì, il suo odio nei confronti della mia squadra è visibile a chiunque.
A me quasi nemmeno mi saluta.
Lui e il cinese abitano nella stessa casa, e la mia preoccupazione è che la mi presenza allo stadio abbia già fatto il giro di tutte le orecchie granata.

Mercoledì sera arriva al pub il Prof. che gentilmente e sorridendo mi saluta e mi chiede come sto. Non so se preoccuparmi o meno.
Durante la serata siamo entrambi tutti e due gentili, mentre con il cinese ormai si ride e si scherza. Il Prof. ad un certo punto mi dice che gli sono giunte delle voci e che mi deve parlare, allora penso che ha saputo che sono stata allo stadio e mi vuole dire di non permettermi mai più di andarci. No, il Prof. esce con me a fumare una sigaretta, fa anche il bel gesto di offrirmela e accendermela, quando poi comincia...

"Girano delle voci. Dicono che sei juventina, ma so che non è vero..."
"E' vero, è vero", rispondo, "sono voci assolutamente fondate, sono della juve"
"Non è vero. Mi hanno detto anche che non sei fascista e non sei nazista... che cazzo tifi una squadra che gioca in pigiama? Qui è questione di capire dove sta il bene e dove sta il male, tu dovresti essere granata..."
"Non si sceglie mica, io sono della juve e basta"
"Si sceglie, si sceglie.. è come guarire da una malattia, vedrai che con un po' di pazienza ci riesci..."

Quando il Prof. se ne va, mi salutata calorosamente (specie rispetto alle volte precedenti) e mi dice che va giù a Formia per Pasqua e quindi ci vedremo tra un po'.

Bene, ora mi sento in pace anche con il Prof. Quando sarò in pace anche con me stessa potrò dire di essere veramente a posto. Per ora, non ho tempo... alle tre meno un quarto mi passano a prendere: direzione Stadio Olimpico, Torino - Triestina.

"Sembra impossi - bi- leeeeee...."

2 commenti:

  1. ahahaha questa storia è mitica sembra un film! brava, dai che ce la fai!!!

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  2. Bravissima.... sei dei nostri ormai!

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