giovedì 15 luglio 2010

there ain't no easy way out

"I presentimenti sono cose strane, come le simpatie e i presagi, e le tre cose messe insieme un mistero di cui l'umanità non ha ancora trovato la chiave" - Charlotte Bronte


Ecco. Succede no? Di avere presentimenti, dico.
L'altro giorno era tutto strano: la giornata non era iniziata molto bene, chi mi sta accanto era molto nervoso per questioni di lavoro e di rotture di palle che si presentavano una dietro l'altra senza dargli tregua. Ed io stavo lì, un po' cercando di distrarlo, ma in modo delicato, un po' cercando di non dire nulla, per non aggiungere pensieri al suo testone.
Nel tardo pomeriggio mi arriva un suo sms con una sola parola: operativi.
Il che significava che i piccoli problemi accomulati si erano risolti - ovviamente non da soli - e che il nervosismo se ne stava andando via di corsa.
Bene, sul viso mi si è illuminato un sorriso e la risposta all'sms è stata: evviva. compro l'anguria, la vuoi l'anguria? anguria per tutti.

esco dall'ufficio scoppientante, rapidamente e sinuosamente, con i passettini che solo io so fare, mentre sorrido, leggera come se pesassi quanto un granellino di sale, impaziente di comprare una cacchio d'anguria.
fuori fa caldo, ma di frenesia, a parte la mia, ce n'è poca.
non ve lo so spiegare proprio bene, ma in quel momento, dopo giorni di tensione, dopo giorni nei quali vedevo chi mi sta accanto pensieroso e nervoso (tranne che con me, ma lui per queste cose è speciale), non vedevo l'ora di riportare in viso tutti quei nostri sorrisi che si erano un po' tirati indietro.
così, sono uscita, gioiosa, e mi sono avviata dal fruttivendolo per poi avviarmi con unidici chili sulla spalla al pub, dove, entrando, ho mollato l'anguria, ho sorriso da far splendere tutto e mi sono ordinata una birra.

mi sono seduta fuori, sulla panchina, schiena al muro, braccio sinistro sul tavolo, piede tirato su sulla panchina, con il ginocchio pegato.
sigaretta in bocca, sguardo attendo e sognante, diretto verso corso san gottardo, con a sinistra l'auditorium gustav mahler, davati un'aiuola tutta verde e sulla destra negozi e bar che brulicano di persone.
intorno c'è calma, a dire il vero c'è anche un'arietta che soffia fresco ogni tanto, mentre il caldo, che per esserci c'è, si sente piacevolmente.
ecco.
sono lì, penso a quanto sto bene, a quanto sono serena, nessun problema nemmeno al lavoro per quel giorno, quindi in testa non mi balla che niente che non sia il mio stato d'essere sollevato e rilassato.
osservo la gente che passa, l'estate che splende, la gente che parla e cammina, e un secondo dopo, mi inchiodo.
mi inchiodo e penso che mio padre potrebbe morire.
mi inchiodo e penso alla sofferenza delle persone, ma forse penso di più alla mia.
mi inchiodo e penso che se in quel momento mio padre, a Melzo, morisse, io sarei troppo troppo lontana, e lo sarei per sempre.
mi inchiodo e penso che se in quel momento mio madre mi chiamasse per dirmi che mio padre è morto la mia vita si spezzerebbe e non si aggiusterebbe mai più.
prenderei di corsa la macchina e tornerei a casa, salvo forse rendermi conto di quello che è successo in circonvallazione, scendere e urlare e fare la pazza, perché papà è morto e nulla ha più senso.
mi manca il fiato.
non riesco a pensare ad altro.
cerco una scusa per chiamare a casa, perché li avevo sentiti al mattino i miei, per cui non c'era molto senso di richiamarli.
prendo il telefono e faccio il numero.
risponde mia madre.

pronto
ciao
ciao dani, tutto bene?
si si, voi?
bene. dove sei?
al pub, ho preso l'anguria, la mangiamo tutti insieme stasera.
ah, bello.
ho comprato anche il costume nuovo oggi, alla fine l'ho cercato ovunque e poi sono entrata da calzedonia, alla fine ne vale la pena, coi saldi l'ho pagato venticinque euro
eh sì, hai fatto bene. è bello?
è come quello che ho già marrone e panna, solo che questo è bianco e blu, stesso modello, a fascia e con lo slip.
bene.
...
...
...
...
papà è lì? (lo dico, ma si vede che farfuglio...)
cosa?
il papà, dico, dov'è?
è andato a farsi una doccia.
ah.
c'è qualcosa che non va dani?
no no sono solo un po' stanca. dai, salutamelo
va bene
un bacio
ciao, passa una buona serata
anche voi

metto giù il telefono.
al pub cominciano arrivare persone simpatiche che aspettavo.
si mangia e si beve, si sorride e si ride e si taglia l'anguria.
i pensieri brutti se ne vanno, ed io rimango lì estasiata dai miei cambi d'umore.

d.



ah, mio padre non ha nulla che non vada, gode di ottima salute.
e non è se venisse a mancare mia madre sarebbe diverso, è che mi è venuto in mente mio padre.
tutto qui.

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