lunedì 25 ottobre 2010

intolleranze /3

ho passato i miei ultimi turni di lavoro al pub in maniera davvero delirante.
la scena più bella ho avuto il piacere di gustarmela di persona, giovedì sera, dopo che la juventus aveva pareggiato, dopo che il club del toro se n'era quasi andato del tutto dopo le ultime tessere fatte, dopo che i miei soliti tavoli del giovedì (quello del club di pesca, quello con il tipo fissato che nell'hoegaarden ci vada il limone, quelli che vogliono mangiare a mezzanotte e mezza quando sanno che la cucina il giovedì chiude a mezzanotte, e così via...) erano stati luquidati con sorrisi e musi duri.

All'una e venticinque di notte, quando ormai alcune sale del pub (pub che come sapete devono chiudere alle due in punto altrimenti son cazzi) erano chiuse, mi entra un gruppo di quattro persone composto da due coppiette.

Non pretendo che tutti sappiano cosa significhi 'chiudere una sala', ma in sostanza quando succede si è ormai in dirittura di arrivo, la clientela è poca, si cominciano a chiudere le sale lasciando tavoli liberi in una sala soltando, cercando - nell'ultima mezz'ora di apertura - di raccogliere la poca clientela tutta insieme.

Non riuscirò a spiegarvela come si deve, ma sta di fatto che il gruppo di quattro entra, saluta un collega che però sta uscendo a fumare e decide di accomodarsi da solo. E dove va a sedersi secondo voi?
Il gruppo si dirige a l'unico tavolo 'tirato su' presente nella sala grande.
L'unico tavolo, dico, con la sedia ribaltata su panchina e tavolo.
E come fa ad accomodarsi lì, direte voi, se 'il tavolo è chiuso'?
Semplice: tirano giù la sedia, la sistemano e si accomodano.

Mi accorgo della scena e cerco di fare un respiro come si deve.
Mi avvicino al banco e al responsabile chiedo il permesso di spostare i clienti, a prescindere.
Lui mi dà l'ok.
Mi avvicino al tavolo e dico: "Scusatemi, vi farei spostare ad un altro tavolo. Qui c'era su una sedia, e quando c'è su una sedia significa che il tavolo è stato chiuso. Se mi seguite vi mostro il vostro il tavolo..."
Le due coppiette borbottano qualcosa, sinceramente penso che stessero pensando a cosa replicare, ma il fatto è che da replicare proprio non c'era nulla. E invece...

"Prego, vi tolgo le carte ele briciole che ci sono sul tavolo e vi faccio accomodare qui"
(una delle due ragazze): "Non ci sarebbe un tavolo più bello?"
"No, mi spiace, all'una e venticinque di notte, quando un locale chiude alle due, questo è il tavolo migliore che possiate trovare"

E vi assicuro: il tavolo era veramente in una bella postazione (salvo che ci siano postazioni di serie A o di serie B)

(sempre la stessa ragazza): "Ma scusa, ci sposti da un tavolo che hai già pulito per metterci su un altro tavolo, e ce lo pulisci al momento?"
"Potrei anche spiegarti la differenza tra 'chiudere un tavolo' e pulirlo semplicemente, ma non mi sembra il caso. E poi di solito si entra in un locale, si saluta e si aspetta che qualcuno vi faccia accomodare"
(interviene il fidanzato): "Noi abbiamo salutato, e quello è uscito a fumare. Ci stai dando dei maleducati?"
"Non ho mai detto che siete maleducati"
(fidanzato in coro con la fidanzata): "Senti guarda, siamo tutti stanchi e abbiamo tutti appena finito di lavorare, quindi capiamo..."
"Ma io non sono stanca", dico rilassata e scuotendo il capo
(l'amico, l'altro ragazzo dell'altra coppia): "No non hai capito, noi è una settimana che veniamo qui tutte le sere..."
"Be', io è un anno e mezzo che lavoro qui, cosa facciamo, andiamo avanti ancora per molto?"
(la ragazza che ha iniziato a rompere i coglioni): "Ve be' senti, se è un problema di pulizie te lo pulisco io tavolo"
Alché faccio un balzo giù dal banco, mi illumino d'immenso, e appoggiando la mia mano dietro la schiena della ragazza (da notare che i quattro ancora non si erano seduti dove gli avevo indicato io), dico sorridendo: "Perfetto! A me va più che bene, prego...".


Lì si vede che l'ironia delle loro anime è volata via all'istante, e anziché fare come avevano detto, hanno preso la porta e se sono andati.

Peccato, secondo me lei con il Pronto Legno Vivo in una mano e una spugna nell'altra sarebbe stata benissimo. Per non parlare di lui che pulisce le briciole, gusci di noccioline, patatine bagnare, scontrini spezzettati, e sottobicchieri inzuppati e fatti a pezzettini su tutte e tre le panchine che circondano il tavolo. E quanto l'avrebbe sollevata bene la sedia sopra il tavolo, il loro amico. All'altra ragazza, che con onestà intellettuale (mi piace pensarla così), non si è affatto pronunciata, farei scopare sotto il tavolo.
Il mocio lo facciamo riempire d'acqua e detergente sempre alla succhiacazzi di prima, e le facciamo dare pure una bella passata negli angoli spostando le panchine.


(segue...)

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