venerdì 16 dicembre 2011

exit music


difficile che mi piacciano cantanti femmine. solitamente prediligo le band maschili, specialmente se folk rock. o meglio, questo è quello che ha caratterizzato il mio anno scorso.
a questo punto devo arrendermi all'idea che il nuovo anno probabilmente sarà centrato per me sulle cantautrici. femmine, insomma. e che femmine. 
dopo quel gran bel pezzo di Feis, oggi vi parlo di Lana Del Rey. 
lei a dire il vero mi sta un po' sul culo, a 'sta faccetta da strafottente casalinga anni Cinquanta e deve ancora conquistarmi, ma è gggiovane (classe 1986), newyorkese trasferitasi a Londra, perciò le darò ancora una possibilità. e poi... diamine che pezzi che fa.
stamani in radio ne ho sentito uno e sono rimasta ipnotizzata. mi veniva da fermare la macchina, scendere e dire al mondo 'hey gente, questo è il genere di canzoni che piacciono a me'.




Non ha ancora pubblicato il suo album d'esordio "Born to die" perché uscirà nel 2012 e devo dire che sono ricca di aspettative. Mi sono lasciata scappare Anna Calvi quando era uscita perché non avevo avuto tempo e modo di seguirla come si deve, ma con Lana voglio spendermi bene.






Il brano che a me fa impazzire si intitola "Video games" (ha ricevuto oltre 8 milioni di visualizzazioni solamente su YouTube) e fa più o meno così:








Lana di vero nome fa Elizabeth Grant e ha definito la sua musica “Nina Simone che canta una canzone di Cat Power su un brano di Lil Wayne". Modesta la fanciulla





martedì 13 dicembre 2011

io rinascerò, cervo di montagna

dai, veloci... veloci!!
stasera il cavaliere mascherato va a casa di sua moglie, dopo cena, per firmare delle carte.
dopo cena.
dopo, cena.



io non ho fatto una piega a parte chiedergli due tre cose:
- ma proprio dopo cena oggi, non potevate fare un pomeriggio, che ne so, a pranzo?
risposta: no
- no va be' ma quanto ti ci vorrà, non fai tardi vero?
risposta: ma va', un paio d'ore, vediamo le carte, due chiacchiere, cose così...

(lì volevo fermarmi con le domande, ma figuriamoci...)

- vero che non mi torni nervoso nervoso nervoso?
risposta: ci proverò.


eccoci.
dalle 21.30/22 che lui uscirà di casa alle due ore (e mezza, vedrete) successive che lui sarà a farsi un dopo cena a casa di sua moglie (bella, m'han detto che è un gran bella. bionda. mi fermo qui...), vi chiedo di pensarmi intensamente.

intanto consigliatemi come occupare quelle due ore che dureranno due anni:
film (niente ritorni di fiamma, grazie), attività, ricette (giuro, sono disposta a fare anche qui cazzo di biscottini di natale che fate tutte)... trovatemi qualcosa da fare nel ridente paesino di Chuckrnusco sul Naviglio immerso nella nebbia.

(eh no, la macchina la usa lui per andare dalla moglie, quindi non posso nemmeno uscire.
e no, non abbiamo il televisore, quindi solo film reperibili in streaming).

grazie

d.


lunedì 12 dicembre 2011

quella gran culo di Cenerentola

va be',  a parte quella cazzata sul compleanno che avevo scritto qualche giorno fa e che ho pubblicato, per tempo, solo oggi, è un periodo in cui sono molto nervosa.
è buffo perché ho aperto questo post per scrivervi che sto bene (e anche che stasera mi guardo la juve e che se non ve ne ho ancora parlato quest'anno è perché mi sono scoperta molto scaramantica).
e che infatti è così, sto bene.
sono stata in Belgio (eheh, arriveranno le foto, sperateci) e mi sono goduta casa e cavaliere mascherato per qualche giorno, con pranzetti da leccarsi i baffi e scatti d'amore pazzeschi.
infatti va tutto bene.
ma io sono nervosa, cazzo.
penso di essere arrivata ad un livello di sopportazione di alcune persone che va oltre la soglia comune.
cioè, io sono così:
ti reggo, ti considero stupido ma ogni tanto due risate con te mi scappano, ma quando continui con frasi volgari, concetti bassi, ignoranza politica, frenesia del dover fare il figo su cose che a nessuno sembrano da figo e - soprattutto - se continui ad annunciare tutto quello che fai diventando didascalico e noioso, nonché banale e fuori luogo/irrispettoso/imbarazzante, ecco, io mi rompo le palle.

c'è una persona con cui sono a stretto contatto quasi quotidianamente che è così e non la sopporto più.
non posso lasciarla perdere perché mi tampina e chiede sempre il mio parere e come i bambini dell'asilo se si accorge che il livello di conversazione è troppo alto attira l'attenzione con un rutto (cose così, per capirci). il problema è che non posso fare finta che esista.
devo mantenerci dei rapporti e non so cosa fare.
voglio bene a questa persona, forse meno di quello che pensavo perché altrimenti farei qualcosa per aiutarla, perché so che il suo problema di fondo è un altro. ma tanto da parte mia aiuto non lo vorrebbe, e sinceramente  non so se avrei la forza, la voglia e gli strumenti per farlo.
in ogni caso non la sopporto più.
e io quando non ti sopporto più divento proprio stronza, del tipo che ogni cosa che dici, anche se non è niente, anche se è sensata e magari carina, io ti guardo male come dire 'basta cazzo!' e ti maledico con gli occhi.
e mi dispiace per questa persona perché non è che ha proprio tutte 'ste colpe, è che io sono arrivata all'esaurimento.

per fortuna il cavaliere mascherato è un periodo che - a parte l'idea di diventare il super eroe degli evasori fiscali - è in buona e discutiamo sempre tanto. discutiamo, parliamo, ci baciamo un sacco e altro.
e allora quando qualcuno mi dice: "dani sono stufa, voglio una storia normale, voglio qualcuno che mi ami e mi coccoli... come fa il cavaliere con te, ecco", allora mi rendo veramente conto di quanto sono fortunata e allo stesso tempo esigente.
sapete cosa fa il cavaliere? dopo quasi due anni ancora ogni volta che mi passa dietro, affianco o davanti, mi tocca. sempre. mi tocca in continuazione.
e lo adoro anche per questo.





solo una volta o tutta la vita

la frase che più mi sono ripetuta il giorno del mio compleanno, qualche settimana fa?
una storia normale, una cosa facile, per favore, almeno una volta...



e invece no. io di cose normali proprio non sono il tipo.
effettivamente capisco anche il perché: troppo anticonvenzionale per gli uomini mediocri, ma ancora troppo poco cinica (tsé, e io che pensavo di esserlo troppo...) per una relazione con un uomo di quarantaquattro anni con un matrimonio alle spalle.
no, forse non è nemmeno così: forse per una volta quella che si deve fare i conti in tasca non sono io.
sta di fatto che il cavaliere mascherato il giorno del mio compleanno, quando ci siamo svegliati insieme e poi fino all'ora di pranzo, non mi ha fatto gli auguri.
perché? ma semplice, diamine: lui non li fa gli auguri!!
annò?? e a tua mamma, a tua moglie, a tuo nipote, alle ragazze al pub.... non hai mai fatto gli auguri?
ma 'fanculo!
che cazzo ci vuole?
buon compleanno
cristo, non è mi vuoi sposare, è buon compleanno...
voglio dire, ti sforzi più a non farli che a farli, no?
perché poi io mi fisso e sembra che sono io quella strana.
ma cristo diddio!
e il bello è che io pensavo se ne fosse scordato, e giuro che l'avrei preferito.
e invece no, quando bepi mi ha chiamata e in auto il cavaliere ha sentito che alla cornetta uno strillava 'tanti auguriiiiiii', ha avuto il coraggio di punzecchiarmi il fianco e dirmi: "cos'è, sei una di quelle che il giorno del compleanno si agitano? ti vedo un po' nervosa..."

no amiche, non potete capire.
nervosa?
"no, non è che sono nervosa il giorno del mio compleanno. io lo adoro il giorno del mio compleanno. mi piace proprio, mi emoziono, sono felice, non vedo l'ora... diciamo che mi innervosisco se il mio compagno non mi fa gli auguri"
"ah, scusa, non pensavo ti importasse"

....
cristo, un'altra volta, cristo!

alla fine sono scoppiata in lacrime dal nervoso (sì, ecco, forse ero nervosa!) proprio sotto casa dei miei, e lui ci è rimasto male, certo non intendeva farmi piangere il giorno del mio compleanno (figuriamoci, è solo il terzo compleanno su quattro che lo passo a piangere...), ma lui non fa gli auguri e non ha pensato che a me potesse fare piacere. era davvero dispiaciuto, ci credo, lo so, l'ho visto e sentito.
macheccazzo!!!!!!

ma una cosa normale no?
facile. auguri. cazzo. ci vuole così tanto?
auguri
.
auguri e basta.
io  non ne esco viva da 'ste cose.
poi sono innamorata pazza e ridiamo tutto il giorno sempre e sempre.
ma cazzo.
auguri.
no?
e un altro compleanno a 'fanculo.
basta, l'anno prossimo cancello dal calendario il 27 novembre.

(ah, non commentate, non ce n'è bisogno)




sabato 26 novembre 2011

"e spegni quella sigaretta"


Buonasera ragazzi, chi vi parla è d. (scusate ma mi sento molto deejay notturna che trasmette su una web radio sfigata).
oggi sono stata dal Lellone nazionale e… va be'.
ho chiesto al panz se voleva venire con me (per ovvi motivi) e lui ha accettato con piacere.
poi mi ha scritto stamani, poco prima della conferenza, che sarebbe venuto con il mio caporedattore, e lì ho capito che non sarebbe mai arrivato (in realtà sono arrivati con un quarto d'ora di ritardo…).
anche il mio direttore mi ha scritto stamani, mi ha chiesto a che ora iniziava la presentazione del nuovo disco - tremendo - del Lellone, e lì ho capito che sarebbe venuto anche lui.
bene, in quattro della redazione tutti lì.
la conferenza è stata quel che è stata, ma signori, il vero trauma è stato incrociare il Lellone per la video intervista che avevo poco dopo (ed io sono una che gli vuole un sacco di bene, ma veramente tanto).
aspetto mezz'ora abbondante, vedendomi sfilare sotto al naso tutto il mega buffet.
mi sento ripetere ininterrottamente che sono di fretta e che lo sanno, cari tesori, che io sono brava e veloce, ma mi chiedono di essere ugualmente il più rapida possibile.
sono in ritardo.
veloce, devo essere veloce.

entro nello stanzino e il Lellome accende una sigaretta: "Massì, chettefraga, tanto semo onlaineeeee, chessaràmmmmai una sigaretta"
io lascio correre e mentre l'ufficio stampa incalza con lo sguardo l'intervista (povero, non sa con chi ha a che fare), la truccatrice (sì, avete capito bene: ci sono una giornalista, un cantautore sessantenne e un ufficio stampa e in tutto questo la truccatrice pretende anche di avere voce in capitolo…) guarda l'inquadratura della mia videocamera e dice: "no non va bene, è ancora troppo lucido", e corre a spolverarlo di fard che nemmeno Valentino alle sfilate di moda.
riprendo l'inquadratura e cerco di iniziare: "Un nuovo album, 'Unica'…."
"Vabbe' ma che vorddddì, nun comuncià con 'ste cose. C'eri onnnò alla conferenza, l'hai ascortato onnòòò er disco"

basita riguardo l'ufficio stampa, sperando che quasi intervenga al suo posto nuovamente la truccatrice.

attonita cerco di riprendere l'intervista. nel frattempo speravo tra me e me che finisse 'sta cazzo di sigaretta.
gnente. la belva continua a muoversi e ad agitarsi nello stanzino: "Ti spiego, se continui a venire in avanti, per farti entrare nell'inquadratura sono costretta ad andare indietro e la stanza è finita"
"Vabbeeeee' rooooccckoonnn", sbagliando tra l'altro il nome della testata per cui lavoro, "chettefrega, nun stamo qui ad analizzàtttuttto"

intanto i minuti passano, nella stanza entra anche l'altra ragazza dell'ufficio stampa e la sua entrata è un messaggio chiaro: veloci, fuori c'è gente che aspetta, siete qui dentro da troppo tempo.

l'intervista si risolve con due domandine del cazzo fatte male e da ebete.
ecchessarammmai, daje!

(mavaffanculo)





giovedì 24 novembre 2011

intolleranze /18


allora.
se mi regali un portachiavi che suona, mi devi chiamare tutti i giorni seguenti ricordandomi che me l'hai regalato e io l'ho messo in borsa.
anzi no, non mi chiamare che mi sta sul culo, mandami un sms che è meglio.
ma fallo.
così io almeno me lo ricordo e ogni volta che qualche oggetto presente nella borsa urta il portachiavi e lo fa suonare per sbaglio, non mi guardo attorno attonita, non penso che mi abbiano rapito gli alieni, non penso qualcuno stia male e stia urlando, non penso che l'allarme dell'ufficio sia partito.
grazie

mercoledì 23 novembre 2011

auguri cami

               
                                                                 zeldawasawriter.com

giovedì 10 novembre 2011

il mio sbaglio più grande (ma...)

bene, una passa metà della vita a fare l'alternativa e l'altra metà a rendersi conto che lo è diventata per davvero a suo malgrado, e poi invece per lavoro si fa tutta una giornata dietro alla Pausini, con tanto di intervento a radio 105 (gentilisssssimiiiii!!!) per parlare del nuovo album della Pau.

altro che Violent Femmes, eels, Calexico, Marta sui Tubi, Feist...


lunedì 7 novembre 2011

a casa.

è questione di ore.
non ci posso credere.
è davvero questione di ore, e questo cielo grigio piovoso potrebbe colorarsi all'improvviso.



exit music

ecco, mi ero dimenticata che mi ero anche inventata una mezza rubrica per parlarvi di musica a caso, magari nuova, da segnalarvi.




il consiglio della settimana è lei,  Feist.  Una gran figa, poco da dire: 35enne, artista canadese indie-folk, fa parte del grande collettivo dei Broken Social Scene e ha collaborato con molti artisti tra i quali mi permetterei di citarne almeno un paio, Wilco e Beck.
Mi piace da pazzi, non è un'emergente, ma sono certa che molti di voi non la conoscano, quindi, è arrivato il momento.








   Eccovi un paio di canzoni: la prima è la mia preferita del suo ultimo album "Metals" pubblicato ad ottobre:





La seconda è invece un po' più rock'n'roll e si tratta di un'esibizione della nostra al Devid Letterman:



venerdì 4 novembre 2011

un tempo distante che è roba degli altri

Allora, ragioniamo: non sono per nulla tempestiva, se non nel rovinare le cose, per cui è difficile che possa mantenere questo blog seriamente. Me ne vado. Mannò scherzo,  resto. E' che mi spiace lasciare le cose a decantare.
avrei potuto farvi uno splendido report della mia trasferta a Colonia per i Red Hot, con le emozioni calde prese al momento, e invece è passata una settimana e un giorno da quando ho ricevuto la telefonata del mio caporedattore:
"Ciao, non riesco ad andare a Colonia domani, vai tu?".
"No".
"Ok, ciao"

quando ho messo giù il telefono ero al pub, erano forse le 21.30 e stavo lavorando.
ho guardato il cavaliere mascherato e gli ho detto:
"ho appena detto no ai red hot"
"perché?"
"be' sai, l'inglese, colonia, malpensa domattina alle nove e mezza..."
"richiama e dì che ci vai"

...

Ero un po' agitata perché quelli dell'etichetta dei RHCP che si occupano dell'internazionale non li conosco molto bene, e non sapevo chi mi sarei trovata davanti.
ho trovato delle persone fantastiche - per passarci due gg, dico - con le quali sono entrata da subito in sintonia, ironiche e gentili.

la cosa tremenda della due gg è stato il viaggio; non c'entra il volare, a me piace, non ho per nulla paura... ma quando l'aereo è un privato di una radio nazionale commerciale (non cito), e sul volo con te ci sono anche gli ottanta o quanti cazzo erano che hanno vinto il concorso per andare al concerto dei RHCP, be', vi assicuro che sembra di essere in crociera con il gruppo vacanza Piemonte.
Cristo!
non li sopportavo più. Non loro, ovviamente, quanto il team sull'aereo sentitosi in dovere di fare battute al microfono ogni due minuti come fossero in trasmissione. Ah!

Arrivamo a Colonia e ci dirigiamo all'albergo, che chiamarlo così non ha senso.
Ci dirigiamo verso... la reggia, ecco, così va meglio.
Il Hyatt Hotel è una cosa che forse la capite se siete abituati a viaggiare all'estero per lavoro e di default vi fanno alloggiare in cinque stelle plus. Altrimenti, anche l'hotel goooolf parco di 'sto cazzo de medici sheraton di roma (metto sempre le parole a caso), dove ho alloggiato più volte per lavoro e dove sono stata protagonista in solitaria di una delle figure di merda più belle della mia vita, vi sembrerà una bettola.

vi dico solo che sono entrata in stanza e lo schermo quarantadue pollici mi dava il benvenuto.
poco dopo sono scesa al bistrot o pub che dir si voglia dell'albergo.
stupendo. un posto che vorrei a casa mia. non come stanza a parte, sia chiaro, come casa e basta.
ci sediamo tutti insieme e mi presento meglio a un paio di giornalisti romani che abitualmente, se non al sanremo, non incrocio. sfoggio tutta la genuinità che ho capito colpisce molto: mette chi mi sta di fronte su un gradino più alto (adoro stare sotto le aspettative...) ma li fa sentire anche più vicini alla mai persona, guadagnandone in confidenze e gentilezze gratuite (sono una paracula pazzesca) e fa un po' ragazza di campagna quale sono, tiè.
i pochi con cui non faccio così sono quelli che frequento per lavoro a Milano (di giornalisti dico).
ci sono due quotidianisti con cui vado d'accordo, con altri non me frega nemmeno un cazzo di starci bene.

   



Il concerto è stato così così. Oddio, sempre dei Red Hot si parla, mica cazzi. Solo che io avevo già dato al funky con i Jamiroquai, per cui risucarmi altre ore di basso e batteria funkeggiante non è stato il massimo della vita. Tant'è è stata una bella serata, il palazzetto una cosa mozzafiato, la gente super, la birra scorreva a fiumi e se non volevi farla scorrere troppo bastava appenderla sul sedile davanti al tuo ('sti tedeschi oh, ne sanno una più del diavolo!).

Eccitante, più perché mi cacavo in mano per l'inglese, che per altro, è stato l'incontro con la band nei camerini prima del live. E' entrato prima di tutti il batterista, alto ottocento metri, un po' butterato in faccia, un cappello azzurro elettrico e una giacca di pelle tutto stile yeahhhh, it's ok, how are you, reeeealyyyy?, wow, ahahaha e cose così.
appena è entrato mi ha subito guardata e detto "hi", ed io "hi", e lui "hi", ed io "hi", finché non ha posato gli occhi su quello accanto a me e io ho smesso di sudare.
rotto il ghiaccio sono andata via liscia... non facevo 'sti grand discorsoni con anthony e compagni bella, ma almeno capivo tutto e qualche parolina la dicevo.











 




Ecco, Colonia tra le altre cose è pure caruccia, ma una cosa che mi ha sconvolto letteralmente è questo: l'intero ponte della ferroria ricoperto di lucchetti, ma mica quelli alla Moccia eh...
qui roba di categoria, alto livello





                                           










 






giovedì 3 novembre 2011

all saints

va be', ieri ho fatto un numero dei miei.

"ciao dani, ti ho girato un paio di mail con delle news da fare... se non riesci dimmelo che lo faccio io"
"hei ciao pol, no no tranquillo. ma vuoi che le giri io a chi è reperibile oggi?"
"reperibile? dani, siamo tutti in ufficio..."





eh certo.
tutti tranne io.
io che non ho ancora capito quando cazzo sono i santi e i morti e soprattutto quale cazzo delle due è festa.
ieri, 2 novembre, so solo che ero in macchina con il mio bel cavaliere mascherato, di ritorno da imperia, e quando in radio tutti parlavano di rientro al lavoro, io guardavo il cavaliere e esclamavo: "tutti... col cazzo"
 

ho tutto in testa ma non riesco a dirlo

è così. ci sono, penso, elaboro, mi compiaccio, ma non riesco a scrivere.
ho incontrato millini dall'altra parte della strada qualche sera fa.
mi piace perché ci incontriamo sempre a caso.
abbiamo mail, numeri di telefono, posti che sappiamo che frequentiamo, blog, social network (io meno), e tutto quello che servirebbe agli umani 2.0 per scriversi e trovarsi, ma io e lei no. io e lei ci incontriamo a Fiumicino, tutte e due di corsa, e dopo mille risate ci liquidiamo velocemente perché ognuna deve ripartire, salvo poi ritrovarci poco dopo a Lampedusa, a pranzo insieme. Oppure ci troviamo così, ad un semaforo pedonale, io di qua e lei di là. E ci salutiamo, ci baciamo e ci abbracciamo, tutto condito da allegre risate.
e allora glielo dico: 'Millini come invidio te e la Zitella. Riuscite sempre a tenere aggiornato il blog, io no. Vero che io poco lo pubblicizzo e quindi chissene se non è aggiornato. Ma i miei due o tre lettori fissi li ho, e ho un sacco di cose da raccontare... è che mi perdo con le foto, non riesco a star lì ad elaborarle, impaginarle, scegliere.... come si fa?'

eh. ancora me lo chiedo. come fate amiche? siete bravissime.
io mi rompo il cazzo un secondo dopo.
ho nelle bozza i post su Colonia con i Red Hot Chili Peppers e la manifestazione a Roma del 15 ottobre.
ho lì i post aperti, lasciati al caso, perché finché non escono come dico io non li pubblico.

che demente.

vi ricordate di Lodra? a luglio ci sono andata... a luglio! cinque giorni bellissimi di foto e scatti stupendi al festival più bello che abbia mai visto. e le foto? mah, sa'l cazzo.




tant'é, eccomi qui.
un'osservazione la voglio fare:

la smettiamo con 'sto pelo? pelo ovunque. nelle scarpe, negli stivali, sui maglioni, dentro i maglioni, nei cappucci (ma ancora 'sti maglioni con i cappucci????), nei guanti, nelle borse... ma basta, pietà, vi prego, pietà.

martedì 11 ottobre 2011

e adesso lo sai

sapete cosa c'è? che vorrei raccontarvi della mia trasferta a Colonia per la prima data del tour europeo dei Red Hot Chili Peppers, ma prima volevo condividere con voi questa:



perché mi piace da pazzi questa canzone, dall'intro al finale dove ripetono mille volte cristina e io da piccola impazzivo letteramente.
e poi perché i miei fratelli si vestivano di brutto così, con le felpe color banana o verdino latte e menta dell'americanino.
cristina d'avena io ti amo!

giovedì 6 ottobre 2011

bella, non ho mica vent'anni


ho letto pochi minuti fa il post di p.m. dove parla anche di ivano fossati.
bene. lo sapevate sì, che si è ritirato dalle scene?
lo ha fatto con una bellissima conferenza stampa al piccolo studio, in via rivoli.
sono arrivata tardi, in realtà nemmeno ci dovevo andare visto che presenziavano già direttore e caporedattore. poi però, mentre mi dirigevo verso il mio lavoro mattutino in Ortica, ho sterzato forte con il motorino e due minuti dopo ero lì, parcheggiata in Lanza, con le gambe che tremavano un po'.


Fossati è uno di quelli che ho sempre voluto intervistare e invece non ci sono mai riuscita, in sette anni di redazione. Una volta era troppo presto, la seconda ero via e questa se l'è presa il mio caporedattore, che Fossati lo adora. Giusto, direi.



Io me lo sono goduto alla conferenza, in quel silenzio rispettoso che girava intorno, con quei colleghi  giornalisti che mica li capisco io ogni tanto.
con quelle domane - alcune - proprio sentimentali e risposte altrettanto piene di amore e seduzione quanto di concretezza e cinismo.
mi è piaciuto molto quando ha detto: "adesso finalmente potrò girare il mondo, guardarmi in giro e sentire i discorsi delle persone senza dovermi preoccupare di prendere appunti per una nuova canzone".

penso che andrò a vederlo il 9 novembre agli Arcimboldi e mi farò tirare un po' di pugni in pancia.


martedì 4 ottobre 2011

girls in their summer clothes

basta, ma basta, ma la vogliamo smettere con 'sti cazzo di stivali che fanno e schifo e con 'sti cazzo di leggins portati come fossero dei pantaloni?!? fate ridere, bastaaaaaa!!!

vi vedo dappertutto, a tutti in concerti, in giro in centro, vestite tutte uguali, con 'sti stivali comprati dai cinesi a dieci euro per cui vi verranno i piedi di balsa tra qualche anno, e con 'sti leggins che va fanno la riga del sedere e non vi si può vedere.

a casa!


e anche con 'sto pelo morto ovunque... che noia. non ci sono più maglioni, felpe, giacche che non abbiamo appiccicato dietro o dentro pelo di gatto morto.

l'unica consolazione è che facendo un giro nei negozi ho visto che tutto ciò che andrà questo inverno è già nel mio armadio da anni. e poi, scusate, io sono anni che mi vesto di verde, marrone, ruggine e colori così, e mi avete sempre presa per il culo perché sono colori morti, e ora tutti a comprare 'sti vestiti in stile cacciatore di campagna?
ma va'....

martedì 27 settembre 2011

fiato alle trombe

vi voglio bene, ve l'ho mai detto? no, ecco, allora forse c'era un motivo.
comunque.
vi regalo questo video, una delle canzone più belle che i Wilco abbiano mai scritto.
ora ritornano, a due anni di distanza da "Wilco (The album)", rimetto il muso fuori dalla porta della loro amata Chicago con un nuovo disco di inediti, "The Whole Love"

lo che di loro ve ne ho già parlato, ma sono fantastici!




buona giornata

lunedì 26 settembre 2011

intolleranze /17


io: "permesso ragazzi, scusate... ecco, così riesco ad appoggiare il vassoio"
gruppo: "ah"
io: "ecco, sono trenta euro"
gruppo: "paghiamo dopo"
io: "chi, cosa, dove, perché"
gruppo: "paghiamo all'uscita"
io: "all'uscita di cosa, non siamo mica la cinema"
gruppo: "va be' ma l'altra volta abbiamo pagato all'uscita"
io: "e stasera paghi subito, sono trenta euro"

prendo i soldi, vado in cassa, locale gremito
mi si avvicina un cliente abituale: "c'è un tavolo che chiede dov'è il suo resto"




giovedì 22 settembre 2011

shock the monkey

va be', sto bene, contenti? io, sì.
ieri sera al pub è stato pazzesco: c'erano tre persone, due donne - una visibilmente fuori come un balcone, non in senso di ubriaca, in senso di fuori e basta - e un uomo, un piccoletto.

questi praticamente sono usciti senza soldi: una aveva il portafogli a casa, l'altro non aveva contanti, una pagava con il bancomat...
dico io, va bene.
ma se ordini e la cameriera ti chiede di pagare, paghi.
qui funziona così.
non mi importa che sei lì 'bella tranquilla, ho anche i tacchi e il motorino, dove vuoi che scappi?'...
è che se fai l'errore di continuare a prendere per il culo la cameriera - che sta facendo semplicemente il suo lavoro - con lì, al tavolo accanto me e il cavaliere mascherato, ovvero il proprietario del locale, ieri libero da impegni lavorativi... be', non ti gira bene.

non saprei ripetervi il dialogo esatto, ma 'sta di fatto che all'ennesimo ridolino e risatina da ebete e frasi del tipo 'ma l'hai vista? ma ti pare questa che mi chiede i soldi? ma stai serena dico io, non scappo mica. rilassati cioè, ti ho detto che pago dopo e pago dopo...', io sono partita dicendo:
'ma scusami, alzarti e entrare a pagare è così tanto difficile?'

ahaha apriti o cielo.
queste evidentemente colte di sorpresa e con il culo che gli bruciava, sono impazzite.
hanno cominciato ad attaccarsi al fatto che se avevo ascoltato il loro discorso, non mi facevo i cazzi miei.
e che potevo girarmi e andare avanti ad annoiarmi con il mio 'bello'.

ahahah

la frase più bella - dopo che io ho ribattuto con tranquillità, cosa che ha fatto innervosire una delle due ancor di più - è stata: 'no perché io mi faccio un culo così tutti i giorni dalle otto fino alle sei di sera....'

mavvvva'? e invece cosa dovresti fare, scema?
tu, dico tu, che fai le tue ore normali, ti fai il culo e mi fai pesare il fatto che devi alzare le chiappe e pagare nove dico nove euro?


vi dico solo che è finita che quasi mi chiedeva scusa, dopo che io devo averle spezzato il cuore dicendole: 'zitta, radical chic di merda'

il cavaliere mascherato nel frattempo era impegnato con il nanetto che era tutto un 'qui vi faccio chiudere!'. la forza del cavaliere mascherato è che aveva ascoltato i ragazzi che parlavano durante la serata, e i discorsi erano 'berlusconi è una merda, il lavoro non funziona, siamo tutti compagni e amici', bla bla bla, per cui ha smontato il piccoletto in due nano secondi.


che vi devo dire, al pub non ci si annoia mai.
certo, stavamo giusto per andarcene a casa a farci un po' i fatti nostri, ma mi sono divertita un sacco ugualmente.


mercoledì 21 settembre 2011

ciao amore, ciao amore, ciao amore, ciao...

Gasperini (a caaaasa - come direbbe David Parenzo - a caaaasa!!)


ma tu, claudione, ti prego, resisti dal richiamo delle sirene. l'inter non vale un cazzo, non è capace di giocare a pallone come il milan (e detto da una gobba...), rimpiangono ancora quel fedigrafo di mourinho (ho le prove...) che sull'onda della vittoria li ha portati in capo al mondo e nemmeno se ne sono accorti che era solo per fortuna. è una squadra che non per dieci anni non ha vinto un cazzo e che crede di essere adesso al di sopra di ogni altro team calcistico, quando invece non si accorgono che il calcio è così, un giorno ci sei e quello seguente non ci sei.
e te lo dico, claudione, che tifo la squadra che hai allenato e che hai tutta la mia stima e la mia ammirazione e mi fa star male ripensare a come ti abbiamo trattato.
forse tu non stavi bene da noi, non ti piacevamo, certo, non piacciamo a molti, ma io ti volevo bene e te ne voglio ancora, quindi: CLAUDIO RANIERI NON ANDARE ALL'INTER, te ne prego.


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