domenica 9 gennaio 2011

basta saperlo, o capirlo da sé

che poi... ci mancava solo il tè che sa di me e lui (il che, ovviamente, è e sarà solo percezione mia).
avete presente? tè della Twinings che sa di camomilla, vaniglia e miele.
io che poi la camomilla e il miele li odio separati, figutatevi insieme.
tant'è, a casa sua ad imperia, la seconda volta, quello c'era, e non mi ha fatto poi così schifo, per cui l'ho ripreso per la terza volta ad imperia, e visto che la terza volta è stata due giorni fa, l'odore e il sapore mi ricordano noi.
non che 'noi' siamo scomparsi, per carità, ma lui sì.
scomparso dove? tra le sue cose da risolvere, i suoi più che ovvi problemi...
e quindi? se i problemi sono ovvi, direte voi, chi se ne importa?
io... 'me ne importo io', che alle cose ovvie non ci so stare, che avrei tanto bisogno di una cosa normale ma che normale non è, che avrei tanto nostalgia dei tempi indietro in cui le cose da risolvere erano solo all'inizio e tempo per noi ce n'era eccome, e adesso, quel tempo, chissà dov'è.
non ce la faccio.
non sono pronta.
non un'altra volta.
non io, mi spiace.

e che faccio?
io che parlo del pub in ogni dove e in ogni come,
io che del pub non ne so più, ahimé, fare a meno,
io che al pub ci vivo,+
io che lo uso e lo amo e lo sfrutto come voglio...
io che di giorno faccio la giornalista e la sera lavoro al pub per mantere un bel lavoro, che faccio?
cambio città
cambio lavoro
cambio pub
cambio vita.

per un uomo?
forse non ho pensato a lui solo come uomo, forse ho pensato a lui come 'troppe cose'.
e un uomo è solo un uomo.
non così tante cose.

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