mercoledì 23 febbraio 2011

there is only one thing to do: drive

ehhhh, allora, isomma. sono piena di attenzioni in questi giorni, si vede che i miei giorni sanremesi hanno fatto bene a chi mi sta accanto e anche a me. non vorrei urlarlo troppo, un po' perché mi fa senso sentirlo dire, un po' perché immancabilmente dopo succederà qualcosa... tant'è: sono contenta. (che ho scoperto essere un sacco diverso dall'essere felice... è meno impegnativo, diciamo).

Oggi lavoro da casa, ho fatto turno in croce bianca ieri notte e ne ho uno stanotte, così non vado avanti e indietro da milano ma mi fermo direttamente a casa dai miei. Miei che essendo a farsi la settimana bianca con tutto il resto della mia famiglia (due fratelli, due cognate e un nipote), non mi hanno lasciato in casa nemmeno il dentifricio, figurariamo da mangiare. Sono passati i bei tempi delle castagne nel forno, del gorgonzola in frigo, del nodino di vitello, della pasta fatta un chilo in più che se avanza c'è la piccolina (cioè, io) che la mangia, delle polpette lasciate sul fornello spento per la fame chimica delle tre del mattino... ahhh (sospirone), che ci dobbiamo fare, il tempo va avanti e la gente ci dimentica. Certo almeno l'acqua e il gas potevano lasciarmeli aperti.






ah!!! (quante cose che ho da dirvi e che mi dimentico di fare)
sono andata a ritirare l'auto dal meccanico: non ha nulla. Era solo il copricerchione che faceva rumore, ed io già che pensavo dover spendere centianai di euro e di dire addio allo scarabeo blu che attende solo la mia pietà per essere aggiustato! Poi, non ve l'avevo mai detto ma tre settimane fa sono andata a vedere in ateprima per la stampa True Grit, remake de Il Grinta, ricordate? Be', bellissimo, commovente, ironico e cinico come piace a me (e al Panz, grande compagno di cinema come sempre). Comunque, se posso darvi un consiglio, guardatelo in lingua originale (con i sottotitoli, ovviamente - per me), perché è davvero eccezionale sentire borbottare e biascicare quel gran pezzo d'uomo di Jeff.


martedì 22 febbraio 2011

there is no reason to feel bad

cosa volete che vi dica, ieri ho assistito a uno dei concerti più belli di questi ultimi tempi, e mi spiace per voi,  umani, che ieri sera non eravate al Tunnel di Milano a vedere uno degli ometti che a me piacciono di più in assoluto, uno dei cantautori più sottovalutati degli ultimi dieci anni e una delle voci più commoventi che abbia mai sentito.


Fran Haely - per chi non lo conoscesse per nome, leader indiscusso dei Travis - ha tenuto un concerto di due ore come in pochi riescono a fare. E' uscito sul palco, chitarra e voce, con quell'aria da scappato di casa pieno di emozioni e anedotti da raccontare, e l'ha fatto. Si è rammaricato del fatto che i suoi fan italiani abbiano dovuto aspettare sette anni prima di rivederlo suonare, ha raccontato che con i Travis va d'amore e d'accordo e che quando stava con loro era come essere sposati con quattro maschi e le canzoni erano i loro figlioli, per cui aveva bisogno di avere una 'famiglia' tutta sua, e così ha fatto uno splendido disco solista dal titolo "Wrecorder". Disco nel quale ha chiesto a Paul McCartney di suonare il basso in "As it come", e quando ha raccontato come è andata, è stato divertentissimo, imitava pure la telefonata fatta a sua madre quando il bassista gli ha detto di sì, e ha raccontato che quando è tornato a casa, dopo quell'esperienza straordinaria, ha guardato sua moglie e ha pensato "forse non mi piace così tanto...", pensando ancora al grande Paul.
Ha spiegato di come ha copiato il giro di accordi di "Wonderwall" degli Oasis per la sua "Writing to reach you" senza farsi troppi problemi, salvo poi essere chiamato con i Travis a fare da gruppi spalla ai fratelli Gallagher, in un imbarazzo totale, specie quando Noel gli dice: "Bel fottuto giro di accordi, amico".
E' stato fantastico sentire la sua voce che racconta, e immaginare come sarà quella voce che hai ascoltato cantare per anni da uno stereo quando la sentirai dal vivo. Ed ecco che succede, ed ecco che ti avvolge e ti fa ridere e ti regala un po' di malinconia ma tanta serenità.

Fran Haely è un artista eccezionale, e ieri sera al Tunnel ne abbiamo avuto la conferma.

sabato 19 febbraio 2011

la comedie



ora, è l'una e in realtà non è ancora finita.
dovrebbe passare dalla sala stampa gualazzi per farsi tirar fuori dalla bocca qualche frase sensata, ma forse si rimanda a domattina (sperèm).

intanto si pensa al post serata, il vero festival comincerà tra un po' tra i barettini di sanremo.
niente a che vedere rispetto all'anno nel quale vennero gli afterhours... ci si faceva dei gran dopo festival.

ah: hanno eliminato pezzali e tricarico.
ogni anno è così, ci si stupisce e ci si rattrista, ma tanto sarà sempre così.

trombato



morandi: "ciao raphael, grazie"
r. gualazzi: "buonasera a tutti"
morandi: "ciao e salutaci il tuo amico musicista"

per la cronaca, l'amico musicista che ha suonato sul palco con raphael gualazzi, è un certo fabrizio bosso.
dai morandi, vai a dormire, su

venerdì 18 febbraio 2011

dal blog di assante e castaldo (geniale)





“Battiato è bravo, Madonia mi piace, ma Mario Venuti me lo ricordavo diverso…”

assa
grazie a alberto cusella

odio



morandi: "cosa ti affascina degli uomini?"
bellucci: "non so... gli occhi, lo sguardo"
morandi: "solo quello?"
bellucci: "be', sì..."

vaffanculo Bellucci, tu ti scopi Cassel, io no.

trick

come dice Belen: "Abusssso delllll televottto", non lo dice nessuno

sliding doors

ascensore.
porte dell'ascensore.
pass in mostra.
io distratta mi guardo in giro.
arriva l'ascensore.
lui rapido e sicuro di sé sgattaiola fuori appena si aprono le porte.
fa un cenno di saluto al mio capo.
io annaspo.
no, non era bob de niro.
era a.s. con la barba.
cazzo

vado al bar.

sipario

Che poi, la sala stampa andrebbe raccontata, altro che il festival.
Immaginatevi una grande aula scolastica con tutti i banchetti attaccatti, a quattro a quattro.
Davanti i primi della classe: corriere, la stampa, repubblica, agenzie (ansa, bla bla), dietro gli altri, io, tgcom, siti internet, radio etc.
Poco a poco, giorno dopo giorno, la classe si trasforma in una piccola arena dove il volgo giornalistico commenta a gran voce tutto e tutti: esibizioni, vestiti, stacchetti. E allora partono fischi, urla, risate fragorose e via dicendo.
C'è chi il festival non lo segue per nulla, passando la maggior parte del tempo a corteggiare le ufficio stampa, e chi invece non alza il crapone dal pc. C'è chi lavoricchia, si prende qualche pausa, ma il festival lo guarda eccome. C'è chi lo scoop l'ha già trovato e arriva in ritardo a festival già cominciato, creando panico nei giornalisti delle altre testate che si domandano: "Chissà perché arriva tardi, chissà chi ha intervistato e quale scoop mi ha fregato", e il protagonista di tale pensiero, sornione, sorride e si fa bullo andando avanti e indietro dalla sua postazione al bar, scattando dalla sedia con il telefonino in mano, creando sempre più scompiglio tra i colleghi invidiosi.

Per fortuna ci sono elementi come Gabriele Ferraris de La Stampa, grande giornalista e uomo gentile, che mi diverte molto, ogni anno di più.

Ora ci sono, sono qui con il gioco dei pacchi che sta per finire e poi partirà la siglia dell'Eurovisione.
Vado al bar.

sale

Devo dire che per la mia prima serata in sala stampa ho fatto bene a preferire la camicia di seta blu di Pennyblack alla camicia di Tally Weijl: nei venticinque negozi di Tally Weijl che ci sono qui a Sanremo, la stessa camicia è in vetrina e costa - saldata, ci terrei a dirlo - cinquedicocinque euro.
Che classe

(altro che) sanremo

Eccomi arrivata a Sanremo, o meglio, alla sagra delle Hogan, delle sciure agghindate nella speranza di essere riprese dalle centinaia di telecamere di tv locali sparse per piazza Colombo, delle coppiette tamarre che sperano in un autografo dei Modà, delle signore - sembrava per bene - che cercano di raggirare in tutti i modi i vigilanti dell'Ariston che senza pass non ti fanno nemmeno stare a un metro, delle frasi del tipo 'ho una figlia piccola a casa che mi aspetta, entro, dò un occhio e scappo, la prego mi faccia passare', che nemmeno i rom sulla 90, delle macchine fotografiche ovunque e della gente che non c'entra un cazzo e ti guarda male se hai il pass, con il rischio che te lo strappino dal collo.

tra l'altro non so quanto convenga il mio, visto che la foto risale a 4 anni fa ed l'ho fatta direttamente nella sala accrediti, tramite web cam, con ancora la giacca indosso. In barba alle decine di euro spese in questi anni per le fototessere da fare nuove e mandare ad ogni edizione. mah...!

per ora non ho ancora incrociato nessuno. cioè, a dire il vero ho visto la Venegoni (La Stampa) che appena mi ha inquadrata (sapete, per via del nuovo taglio di capelli...) ha esclamato a gran voce: "Finalmente è Festival! Adesso che è arrivata la mia piccolina si può iniziare".
son soddisfazione èh! non ho mai capito perché mi adori così tanto, sta di fatto che l'adoro anche io... impossibile fare il contrario.

adesso sono nell'appartamento affittato da Zanna Bianca, devo dire niente male, anche se è un po' in culo al mondo, ma dopo che hanno chiuso il suo albergo preferito, hotel Colombo, che dava direttamente sulla piazza e che era a cinquecento metri dall''ariston, quest'anno ci è toccatospostarci.

fa un caldo che si muore, vado a farmi una doccia e poi raggiungo Simona (Il Messaggero) alle prove.

....e poi si comincia!

mercoledì 16 febbraio 2011

tienimi con te

«Sei immigrati nella villa di Baglioni: sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa, i tunisini hanno  trascorso un'intera notte nell'abitazione, senza fare danni»

Giuro: l'indirizzo non gliel'ho dato io


good times for a change

fatto! stamani li ho tagliati così:




fa un freddo porco coi capelli così corti!

martedì 15 febbraio 2011

twist and shout

è inutile negarlo: mi spiace non essere al Festival, e ho sentito un tuffo al cuore quando è finito il gioco dei pacchi su Raiuno e io non ero lì, a vederlo in sala stampa come negli ultimi quattro anni, con la sigla dell'Eurovisione, con il caffè appena preso al bar dell'Ariston e grappa invecchiata sul banchetto, con Tonino Manzi che passa di tanto intanto e mi prende in giro.
Ma va bene, quest'anno è toccato ad un altro e io mi diletto a fare le pagelle da casa, guardandolo in tv (a proposito: fonzie e crodino o latte con il nesquik?).
Il mio direttore è un fenomeno però: ha preso un appartamento grande e mi ha chiesto di raggiungelo venerdì, per cui andrò alla kermesse in veste da ospite, con divieto assoluto di lavorare anche solo un minuto.
Niente male, direi.
Per ora non c'è stata ancora una canzone che mi abbia colpito veramente. Mi è piaciuto Tricarico, Vecchioni era statuario, mi ha divertita Van De Sfroos, mi ha emozionata Joe, ma ad ora posso già immaginare che vinceranno i Modà con Emma.
La canzone non è memorabile ma colpisce ed è confezionata più che bene, loro sono giovani belli e bravi... e chi li ammazza?!

ora scusate ma c'è pubblicità, giro su Ballarò!!!

lunedì 14 febbraio 2011

roba da Matri



Che poi io non dico nulla, perché noi gobbi si sa, dobbiamo solo stare zitti
ma una cosa sì: Pazzini, non sai quanto mi stai sulle palle!

be here now

spiace. per liam e noel, dico.
 

venerdì 11 febbraio 2011

nouvelle vague

ah ecco, ho deciso: visto che il taglio di capelli alla giovanna d'arco mi ha resa più carina e soggetta a frasi del tipo "Dio che bel taglio che hai!!", ma non mi ha avvicinata per nulla nell'assomigliare alla mia musa Milla Jovovich, il prossimo taglio sarà questo... e magari metto nel cassetto già da ora le speranze di somigliare a Jean.






intolleranze /10

al pub:

cliente: "Ciao scusa, hai un cotton fioc?"


...

ho una bomba nel cuore

la prima volta che li ho sentiti nominare mi son detta: "una altro cazzo di gruppo cantautorale-rock da Premio Tenco...".
e invece, sorpresa, a volte mi sbaglio anch'io: loro sono molto di più.


giovedì 10 febbraio 2011

i'm goin' down

pensieri profondi oggi non ne ho. nemmeno ieri s'è per questo.
mi fa male il collo e mi fanno male le gambe, ma quello è per la tensione accumulata ieri notte e mai scaricata, perché al motivo per cui ho accumulato tensione, si è accavallato un problema maggiore, pragmatico, da dover risolvere senza rifettere.
erano le 4 di questa mattina.

ieri, alle 18 circa, ho avuto un attimo di depressione, ho cominciato ad essere inquieta e a farmi domande esistenziali del tipo "in che direzione mi sto muovendo", "che ne sarà di me" etc, domande che ho subito abbattuto sparandomi due puntate di Dawson's Creek.
faccio così ogni tanto, quando non so sicura di qualcosa e questa insicurezza mi preme sul petto e non mi fa prendere bene aria, allora mi guardo o leggo qualcosa di rassicurante, di patinato, che so già come va a finire, che non mi ricorda niente in particolare e che non è discutibile (se non in fatto di gusti personali).

mi ha fatto bene, potevo guardarmi qualsiasi film al computer, ma è come se avessi bisogno di un defaticante

domenica 6 febbraio 2011

just can't get enough

penso che essere innamorati a volte voglia dire sentire i discorsi di un'altra coppia, guardare il proprio uomo e pensare (con aria sognante e allo stesso tempo caustica): "grazie a Dio, questi discorsi tra noi non li faremo mai!!".

penso che sia abbastanza snob e altezzoso da poter accompagnare il sentimento dell'amore, che a volte ti rende vulnerabile e insicuro, ma a volte ti dà una sicurezza e un posizione elevata nei confronti degli altri da riempire il cuore.

a me capita.

buonanotte

venerdì 4 febbraio 2011

pitupitumpà

allora, allora, allora.
leggevo il post su LeMieMadri e mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuto nel modo nel quale è stato scritto e la velocità frenetica delle parole messe in fila l'una all'altra, in una maniera che solo chi inizia per caso a scrivere, poi ci si ritrova davvero così bene.
va be', comunque. quel post mi ha fatto venire voglia di scrivere, e quindi ringrazio.

Mi ha fatto anche pensare a una cosa: non ho più tempo per i giochini. Non ho più tempo per aspetto, lo guardo, mi faccio notare, se non mi guarda faccio l'offesa, poi se ne accorge e mi da della pazza oppure si intenerisce, ma se non se ne accorge allora è un'insensibile e allora non fa per me perché se il mio benessere non è al centro dei suoi pensieri allora che ci sto a fare... fanculo, no no, io non ho più tempo.
Non dico sia facile, e non pensiate nemmeno che senza questi comportamente una relazione perda di fascino e di mistero.
Anzi. A parte che non capisco come possa starci bene il mistero perenne. A me stan sulle palle le cose misteriose.
Io qualche tempo fa non ero mica misteriosa o cos'altro, semplicemente non avevo niente da dire, per mesi.
E soprattutto, non avevo niente da sentire che potesse interessarmi. E' non è che fossi scortese, seccata, algida o chissacchecosa, solo era che mi guardavo intorno, selezionavo natuarlmente, mi appiattivo ai muri per non farmi notare, perché anche la minima discussione nella quale ero coinvolta mi annoiava. Dovevo ritornare a ricordarmi come si stava ad essere innamorati di me stessa. e alla fine ci sono riuscita. Mi sono riscoperta, riannusata, spolverata per bene, data il lucido, ho passato bene negli angoli, ho fatto prendere aria e mi sono rinnamorata di me.
Ma non dovevo spiegarlo a nessuno. non volevo, spiegarlo a nessuno.
E' che la gente chiede. Chiede e interpreta prima di che uno possa spiegare. E questo mi mandava in bestia.
Perché la cortesia e la gentilezza la scambiano per disponibiltà e invece se te ne stai muto, concetrato e ben coi piedi a terra, ti scambiano per permalosa e stronza. Sarà, mi sa che sono (e siamo) un po' tutto questo insieme. ma non è che mi importasse più di tanto.
Io facevo, lavoravo, andavo a casa, andavo a cena, guardavo le partite, guidavo di notte, lanciavo i cd fuori dal finestrino sul viale forlanini alle quattro del mattino. facevo, facevo e facevo.
E questo conciliava pensieri e buone azioni. Poi boom! all'improvviso mi sveglio dal torpore-non torpore e comincio ad aver capito chi sono, o meglio, chi sono stata e chi non vorrò mai più essere. Che bellezza.

E quindi così, basta, non c'ho più tempo di star lì a farmi pensieri su pensieri, a rincorrere fraintendimenti, cose non dette, cose lasciate a metà, date per scontato, cose lette tra le righe, mi ha detto questo ma intendeva quello, non mi ha detto questo quindi magari vuole dire che, se mi faccio vedere così poi lui pensa cosà... ma de che?!
Sapete che c'è? E' che adesso io quando ho un problema lo dico. Prendo il testone di chi mi sta di fronte tra le mani e gli dico: "hey tu, mi è venuto un dubbio, stavi mica dimenticandoti che..." e lì ci attacco quello che voglio, facendo la mia espressione da Susanna TuttaPanna (poi ve la spiego...) e mi faccio raccontare meglio quello che non ho capito o che ho capito male, o che magari ho capito proprio bene e allora rido.
Rido. Rido da matti.
Perché nel momento stesso nel quale le dico, alcune cose, mi rendo conto di quanto siano piccole e stupide, ma fondamentali, di tutti i giorni.
Quando dico certe cose ad alta voce anziché tenermele lì a macerare nella testolina, tutto dieventa più bello.
Si torna in un secondo a sorridere, la confidenza prende il largo e l'intimità si amplifica.

Ecco. Poi in realtà volevo dire un'altra cosa, ma poco importa

all, all, all saints

nervosismo placato alle 2.30 di questa notte.

giovedì 3 febbraio 2011

automatici /7

dimenticavo: dev'essere il nervosismo, ma puzzo da matti.

lilly (e io vagabondo)

avete presente cosa significa essere nervosi?
non parlo di quel nervosismo generale, che prende le persone agitate e sempre sul chi va là.
non parlo del nervoso che suscita un'arrabbiatura, un torto al lavoro, un tassista che ci taglia la strada.
non parlo nemmeno del nervoso cosmico, quello delle cento sigarette e dei cento caffé che ci fanno tremare le mani.

parlo del nervoso quello che hai la sera prima di partire per il campeggio con l'oratorio, quello che non ti fa dormire anche se vuoi dormire, così almeno la notte passa prima e domani arriva subito.
parlo del nervoso simil agitazione. agitazione che ti fa fare dei sospironi, che ti fa tremare le gambe, che ti va venire le vampate di fuoco in volto, così all'improvviso.
e questo nervoso ce l'ho ora, in questo istante.
è nato poco fa, mentre cercavo su google il significato di una cosa e ho scoperto di cosa si trattava.
fulminante. è stato un nervoso fulminante.
specie ora che affronterò la mia scoperta parlandone con qualcuno (so di essere criptica, abbiate pietà).
non perché sia grave la faccenda, solo perché è delicata e non so come iniziare a parlarne.
non so cosa succederà dopo, che piega prenderà la faccenda, se quello che mi sentirò dire mi piacerà oppure no. ma comunque, ripeto, non è una cosa grave.

lo stato d'animo che mi pervade però è come quando dieci anni fa uscii di casa per andare a un appuntamento con la mia migliore amica Cinzia.
dovevo dirle che il suo fidanzato la tradiva e avevo le prove.
ricordo tutto: com'ero vestita, pettinata, l'ultimo sguardo allo specchio che mi sono data prima di uscire di casa come per incoraggiarmi, lo stato d'agitazione con il quale ho fatto la strada a piedi prima di arrivare davanti alle panchine del cinema centrale... ricordo tutto, tutto.
io e lei una di fronte all'altra, io che non uso giri di parole e le dico le cose come stanno, lei che piange e si dispera.
era la seconda volta che succedeva.
il suo primo fidanzato la tradiva, io sapevo e non avevo detto nulla.
quando l'aveva scoperto si è arrabbiata molto con me e mi aveva fatto promettere che se fosse ricapitato avrei dovuto dirle tutto.
era ricapitato, con il fidanzato nuovo, e le davanti al cinema centrale le detto tutto.
non mi ha parlato più per quasi un anno, mi ha dato della stronza e dell'invidiosa.
in cuor mio sapevo che le sarebbe passata, e in cuor suo sapeva che io non avevo colpe.
dopo un anno mi ha chiamata: "è finito tutto con lui, l'ho beccato in pieno e non sapeva cosa dire. scusami, recuperiamo tutto".
eccerto che recuperiamo tutto. le voglio bene, a cinzia, siamo amiche dalla prima elementare, sempre insieme, diverse completamente l'una dall'altra, lei modaiola, alta, magra, figa della madonna, ricca, studiosa allo iulm, di destra, voleva lavorare nella moda, sempre fidanzata con dei deficienti.
adesso sta con un ragazzo stupendo che abita in ticinese, ascolta la musica che io le ho sempre consigliato, fa la giornalista come me e vota a sinistra.
sarà per questo che le voglio ancora più bene.

che post del cazzo.

martedì 1 febbraio 2011

no doubt

al pub

si avvicina un ragazzo alla cassa
io: "Ciao, posso aiutari?"
lui: "No grazie, ho già chiesto alla tua collega..."
la collega arriva dopo un po' porgendogli una penna: "Ecco, tieni"
io: "Be', te la potevo dare anche io, una penna"
lui scuote la testa, sorride e se ne va.
va a sedersi a un tavolo, al '24', con i suoi amici.
penso che quella tavolata non mi sta molto simpatica.
mi hanno chiamata con classico "Scusa?!?!" più e più volte, salvo poi scoppiare in una risata generale trainata dalle due ragazze della combriccola. mi infastidivano un po', ecco.
poco dopo sempre alla cassa ritorna il tipo con penna e bigliettino.
lo guardo: "Immagino che debba darlo alla mia collega..."
lui: "E' per te"


Caro Augusto: grazie! mi ha fatto sorridere e penso sia sempre un gesto apprezzabile quello del bigliettino.
ma ti dico una cosa, sottovoce: DOVE CRISTO MI VEDI BIONDA, EH?????
SONO ROSSA DA QUANDO ANCORA ERO IN FASCE, CASOMAI CASTANA, MA PER DIO, BIONDA NO!!!!


vedi? rossa. arancione. carotina. pippi calzelunghe. pel di carota. ramata. ma non bionda.
ecco.

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