martedì 22 febbraio 2011

there is no reason to feel bad

cosa volete che vi dica, ieri ho assistito a uno dei concerti più belli di questi ultimi tempi, e mi spiace per voi,  umani, che ieri sera non eravate al Tunnel di Milano a vedere uno degli ometti che a me piacciono di più in assoluto, uno dei cantautori più sottovalutati degli ultimi dieci anni e una delle voci più commoventi che abbia mai sentito.


Fran Haely - per chi non lo conoscesse per nome, leader indiscusso dei Travis - ha tenuto un concerto di due ore come in pochi riescono a fare. E' uscito sul palco, chitarra e voce, con quell'aria da scappato di casa pieno di emozioni e anedotti da raccontare, e l'ha fatto. Si è rammaricato del fatto che i suoi fan italiani abbiano dovuto aspettare sette anni prima di rivederlo suonare, ha raccontato che con i Travis va d'amore e d'accordo e che quando stava con loro era come essere sposati con quattro maschi e le canzoni erano i loro figlioli, per cui aveva bisogno di avere una 'famiglia' tutta sua, e così ha fatto uno splendido disco solista dal titolo "Wrecorder". Disco nel quale ha chiesto a Paul McCartney di suonare il basso in "As it come", e quando ha raccontato come è andata, è stato divertentissimo, imitava pure la telefonata fatta a sua madre quando il bassista gli ha detto di sì, e ha raccontato che quando è tornato a casa, dopo quell'esperienza straordinaria, ha guardato sua moglie e ha pensato "forse non mi piace così tanto...", pensando ancora al grande Paul.
Ha spiegato di come ha copiato il giro di accordi di "Wonderwall" degli Oasis per la sua "Writing to reach you" senza farsi troppi problemi, salvo poi essere chiamato con i Travis a fare da gruppi spalla ai fratelli Gallagher, in un imbarazzo totale, specie quando Noel gli dice: "Bel fottuto giro di accordi, amico".
E' stato fantastico sentire la sua voce che racconta, e immaginare come sarà quella voce che hai ascoltato cantare per anni da uno stereo quando la sentirai dal vivo. Ed ecco che succede, ed ecco che ti avvolge e ti fa ridere e ti regala un po' di malinconia ma tanta serenità.

Fran Haely è un artista eccezionale, e ieri sera al Tunnel ne abbiamo avuto la conferma.

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