giovedì 31 marzo 2011

hit the road d.

sono andata ad iscrivermi al torneo di calcetto FoodBall Cup, sabato 16 aprile si gioca, non vedo l'ora.
la sede sta in via san calimero, una vietta pedonale tra crocetta e porta romana, dalla quale si apre uno scorcio di milano bellissimo, silenzioso, signorile, soleggiato... mi è bastato passeggiare lì per dieci minuti per rimettermi a posto con il mondo. mi sono anche promessa di ritornarci per scattare una foto che mi sono persa, un sole tra le fronde di una faggio che mi spiace non aver colto all'istante.

come state? io abbastanza bene, un po' pensierosa ma bene. che ho quasi noia a scriverlo, perché quando rileggerò che in questo periodo ero pensierosa mi ritornerà un po' di spavento e allora quasi non ve lo dico, ma ormai l'ho scritto.

ah, ecco, una cosa ve la dico: dopo aver visto questo video dello storico t.a.m.i. show, ho deciso che voglio imparare a ballare così. senza storia.
ciao james.

giovedì 24 marzo 2011

l'inconsolabile

fa più o meno così.

Avevo terminato di leggere 'Io sono il tenebroso', mio primo libro della Vargas della quale mi sono immediatamente innamorata, di lei cone dei tre evangelisti. Dicevo. Avevo finito di leggere questo bel libro, erano le tre del mattino e I. era andato a farsi una doccia.
Io mi sono rigirata nel letto, puntanto i comodini con pile di libri sopra e mi sono messa a cercarne uno da sfogliare su quello accanto a me. Libri sui pub, sul Torino, del Torino, per il Torino e così via.
Decido così di rotolarmi fino al comodino di I., e cercare tra quelli impilati lì un volume più avvincente. Tiro via in paio di oggetti dalla pila in alto ed ecco che sbuca un bigliettino.
Un foglio, insomma. Scritto a mano.

Echeppalle. Lo leggo? Non lo leggo?
Va be', ovvio, lo leggo.
"Buongiorno! Sono uscita a fare delle commissioni..." bla bla bla.
Firmato. Leggo la firma.  F.

E chi cazzo è F.? So che la moglie si chiama G., non F. Chi è EFFEEEEEEEEEE???????

I. finisce di farsi la doccia. Io rimetto tutto a posto e mi stendo nel letto, sguardo fisso sul soffitto.
Che faccio? Glielo dico? Mi arrabbio? Penso male? Ho già le corna che spuntano e non me ne sono accorta? E' uguale a tutti gli altri? L'ho preso nel culo? Come glielo dico? Che faccio, l'offesa?
Nel tempo che ho frullato insieme tutte queste cose me lo sono ritrovata sotto le coperte con me, faccia a faccia come piace a noi, io ben incastrata tra spalla e petto, lui che mi scompiglia i capelli. Occhi baci e mani, sorrisi e il mio sguardo fisso da gufo che giuro dev'essere stato bruttissimo.
Mi chiede se va tutto bene e io ovviamente rispondo 'ma certo!'.

Buonanotte. La buonanatte arriva da lì a qualche minuto. Qualche minuto più tardi I. è svenuto in letargo e russa come un angioletto.
Io intanto non riesco a chiudere occhio. Sudo da ferma e penso a che fare.
Glielo dico? Gli chiedo chi è F.? CHI CAZZO E' EFFEEEEEEEEEEEEEE PUNTO????
No dai, non glielo chiedo. Sicuramente ci sarà una spiegazione così banale da farmi sentire ridicola, tipo con le mani sporche di marmellata. No figuriamoci, magari è di sua cognata che si chiama F. e il biglietto gliel'ha lasciato in negozio e lui magari l'ha trasportato fino al comodino. Ma no, ma figurati, magari è la ragazza delle pulizie, che si chiama M. ma a volte magari le piace firmarsi F.
Eccheccazzo.
No, non regge nessuna delle ipotesi. Che faccio? Un'altra notte in bianco che per di più non ho nemmeno un cazzo da leggere? Ma se glielo chiedo e lo sgamo che succede? Magari preferisco far finta di niente, no?

'Testone...'
'ronffffff ronfffff ronfffffffffffffffffff'
'Testone...'
'grrrrr dronfff cruuuussss ronfffff'
'I.'
'Mhhh..'
'Chi è F.?'
'MMMMhhh????'
'Sì, be', prima ho cercato un libro ma ho trovato un bigliettino firmato F.'
'MMMhhhh, boh....'
'C'è scritto Buongiono bla bla bla... chi è F.????'
'Non lo so. Facciamo una cosa, guardiamo questo bigliettino'


A questo punto I. accende la luce del comodino. Tira via un po' di aggeggi dal comodino e ancora assonnato prende un foglio di carta, ma nel prenderlo cadono tutti quanti i foglietti e si spargono sul pavimento.
Lui ancora assonnato e a pancia in giù, con braccio penzolante sui foglietti sparsi per terra (ma quanti cazzo sonooooooo?????), ne prende uno, lo guarda e dice:
'G. mia moglie'.
'No, non è quello...'

ne prende un altro (!!!!!)
'G., sempre mia moglie. Saranno qua da mesi, se non anni. Non sapevo nemmeno di averli'
'Ma no, a parte che se avessi letto G. non mi sarei nemenno preoccupata, cioè, chissene, ma io ho visto F.'

Al che balzo sulla schiena di I. a cavalcioni e mi allungo a terra per guardare i bigliettini sparsi sul pavimento (!!!!!!). Ne riconosco uno e dico:
'Eccolo!'
. . .
. . .
. . .
'G. mia moglie....'


Guardo bene. Non è possibile.
Riguardo bene. Cazzo è una G. non è una F.
Guardo I. che sta per scoppiare a ridere, vista la crepa che mi percorre il viso.
Non so che dire, ma la prima cosa che esce è:

'Cazzo di' a tua moglie di farle bene 'ste cazzo di G. Ti sembra una G. questa? Cazzo!'

Stavolta scoppia a ridere per davvero.
Io offesissima mi nascono tra le sue braccia e il piumone e lui ride e ride, carezzandomi i capelli e io mi sento piccola piccola.

Ci addormentiamo così. Con lui che ogni tanto si rigira nel letto e ancora ride.
E anche questa è andata...

martedì 22 marzo 2011

mai più senza

ora, che siano svedesi - senza mancare di rispetto a nessuno - non è che mi importi da morire.
che siano dei geni, sì, questo sì.

l'ideatrice del Mud Art Cafè di via Bligny, ha qualcosa in più rispetto ad altri, e questo qualcosa le ha permesso di creare un posto tanto carino, ma senza essere sdolcinaNti che poi ci viene il diabete, avvolgente, informale, spiritoso, accogliente, pulito, preciso e familiare.

E con familiare intendo che la proprietaria e i due ragazzi che l'aiutano, penso uno dei due sia suo figlio (biondo... quindi svedese), vivono il locale come davvero fosse casa loro.
Si siedono e mangiano insieme ai clienti, sfogliano il giornale, ridono e scherzano, mantenendo sempre un occhio attento al cliente e alle sue esingenze. Insomma ti fanno star rilassata.





 
Sìsì, la proprietaria è svedese. Lei, i dolci, l'arredamento... che ne so, ovunque leggo qualcosa su questo posto iniziano tutti con 'un posticino che ti fa sentire vicina la Svezia', 'la Svezia a due passi da casa', 'locale svedese'... non so che dire. A me sembra un ottimo posto, gestito in maniera molto efficente da una bellissima donna e con una proposta gastronimica molto divertente.


ci sono andata sabato pomeriggio: io e I. abbiamo gustato dei panini sublimi, che - come dice il saggio I. - cominci a mangiare da quando li vedi arrivare, talmente sono belli e gustosi agli occhi.
io ne ho preso uno con i gamberetti, e pensare che a me i gamberetti in un panino non sono mai piaciuti.
è che c'era accostato di tutto (sì, 'accostato', non 'schiacchiato', 'mischiato', 'unito', 'farcito' etc. in Svezia si vede che 'accostano', e gli riesce molto bene), dai cetrioli ai pomodori, da fette di limone sottili a una salsa fatta tipo con il caviale rosso che ha il suo nome ben preciso ma che ovviamente mi sono scordata e così via. Il panino - una tasca di pane con i semi dfi papavero - era adagiato (sì, perché si vede che da loro non lo 'mettono', non lo 'servono', lo adagiano...) su un tovagliolo colorato nel piatto, con una salsina a parte e coltello e forchetta quanto mai azzeccati.
Una cosa da brividi: il panino più buono che abbia mai mangiato. Mi ha battuto anche il Giusto del Panino Giusto con acciughe burro crudo e senape. Per Dio!






gli è andata bene al Mud che a me i dolci non piacciono. Ma se mi fossero piaciuti avrei fatto una strage.
Ho assaggiato (sì, perché lì dentro oramai anche io non ho 'mangiato', 'masticato' o 'provato', no, io ho 'assaggiato'...) delle palline di caffè con cioccolato fiocchi d'avena e cocco ricoperti con scaglie di cocco, una cosa paradisiaca, specie se gustate con un te al gelsomino.

Insomma. Io, mai più senza.
Alcuni di voi impazziranno d'emozione lì dentro.

sempre ti aspetto

grazie a m. fiorani, che non so chi sia, ma la foto - sua - è stupenda
Passato bene il vostro primo giorno di primavera? io sinceramente ci ho pensato a metà pomeriggio che era ieri. Comunque, nel primo giorno di primavera del 2011 (che sarà anche l'ultimo, m'ha detto) voglio ricordare delle brevi ma intense istantanee.


La prima che mi viene in mente, non proprio in ordine cronologico, è il mio essere nervosa e infreddolita, ma contenta di avere ai piedini le mie alle star, evento dell'anno che mi ha fatto cancellare dalla testolina la voglia immediata di comprare: l'ennesimo paio di Camper, un paio di Kickers, un paio di Vans, un paio di francesine basse. Per cui: all star 10, resto del mondo delle scarpe 0.

La seconda cosa è l'incontro con P.P. della Sony Music: è una donna fantastica che impazzisce (sì, ok, forse sto esagerando...) per ogni mio taglio di capelli e oggi - mentre ero in Sony per intervistare Noemi (grandissima!), mi ha voluta salutare per regalarmi le Ziguli dei Vaccines. Mi ha raccontato di suo marito e di sua figlia e mi ha fatto davvero piacere.

La terza è il tipo che ho incrociato sul corso Italia: 'Ciao scusami, avresti l'accendito per favore? Grazie mille, molto gentile. Ciao, buona giornata'.
Ci vuole molto, dico io, a essere delle belle persone?

La quarta è la serata passata da I. sul divano a guardare Hooligans, che devo dire mi ha davvero travolta. Non saprei dire se bello o brutto, ma ci sta. E a proposito di I. prima o poi vi racconterò la figura che ho fatto l'altra notte con lui, ma intanto vi dico che vorrei essere dove eravamo quest'estate, a Castelluccio di Norcia, tra prosciutti, vini, tartufi, lenticchie e tutto il resto, e magari vedere gli altopiani in fiore, come nella foto qui sopra.

buona primavera.

lunedì 21 marzo 2011

FoodBall

Io ci partecipo. Con le ragazze. Abbiamo messo in piedi una squadretta niente male, la Certamente Football Club, con degli elementi da aver paura soltanto a sentirli nominare: Laura, la dolce ma categoriga educatrice, Stefania, l'eccentrica e analitica artista improvvisata, Pèola, la matura e imprescindibile ragazza on the road, Manuela, precisa e calcolatrice pedagogista, Simona, atletica e schizzinosa bellezza, Raffaella, cinica e ironica psicologa... eccoci.


A parte gli scherzi, il torneo sarà molto divertente e non vediamo l'ora di giocare. Se non volete partecipare spargente almeno la voce e copiate il volantino, ma soprattutto: venite a fare i cori per la CERTAMENTE F.C.!



Non saremo il Chelsae,, ma io, disincantata e musona gionalista, vi prometto un golasso come questo:




martedì 15 marzo 2011

loro

allora.
sabato sono stata a visitare il Museo del Grande Torino che opsitava una mostra su Gigi Meroni.
Per chi non lo sapesse per Grande Torino si sta ad indicare la squadra del Torino FC che ha battuto tutti i record e che ha vinto tutto quello che poteva vincere prima di sparire per sempre.  L'aereo si è sfracellato contro la basilica di Superga avvolta di nebbia nel cielo del capoluogo piemontese di ritorno da un'amichevole a Lisbona. Sono morti tutti. Sul colpo. Uno schianto letale, senza eguali, che ha distrutto per sempre il sogno di una grande squadra e di un grande tifo e che ha scosso il mondo del calcio italiano e estero, senza permettere ad alcuni di riprendersi mai più. Come Tomà, giocatore lasciato a casa al posto di Dino Ballarin. Era stato Aldo Ballarin ha chiedere al mister di poter portare in trasferta il fratello Dino al posto di Tomà. E quest'ultimo non si è mai ripreso. Vive tutti i giorni della sua vita come fossero quel maledetto 4 maggio del 1949.
E' morto in quello schianto anche il capitano Valentino Mazzola.

Durante la visita del museo ho anche scoperto che la foto è stata ritoccata: Rigamonti, il terzo da sx in piedi, non aveva lo scudetto cucito sulla maglia. Si dice fosse un mezzo matto, uno che arrivava in ritardo, poco dedito alle regole. Il giorno della foto di squadra dev'essere arrivato all'ultimo, e al volo devono avergli dato una maglietta di riserva, senza cucito lo scudo.





 E' morto anche Virgilio Maroso. Era tremendamente innamorato di una donna, ma lui stesso era già fidanzato, per cui la donna non ne voleva sapere di ricambiare le sue attenzioni. L'allenatore o il presidente, ora non ricordo, corre dalla ragazza e le dice: "Devi metterti con Virgilio, ha perso la testa per te, non combina più nulla. Devi metterti con lui". Si sposano, poco dopo lui muore.






Io tengo la juve. Non è stato facile entrare il quel posto. Non è stato facile sentirsi sempre fuori luogo. Non è stato facile trattenere le lacrime davanti alle valige, alle scarpette da calcio e di tutti gli altri cimeli sopravvissuti allo schianto. Ma è stato un grande momento.
In Italia c'era Il Grande Torino e Coppi e Bartali, nient'altro.




Dovrebbe andarci chiunque, tifosi, agnostici, non credenti nel calcio... tutti. Credetemi.
E anche la parte di Gigi Meroni è stata emozionante. Gigi Meroni, soprannominato la Farfalla Granata, un pazzo che si disegnava i vestiti da solo, non si tagliava i capelli e ascoltava i Beatles. Morto, investito da un auto nel '67. Uno dei migliori giocatori approdati al toro dopo la tragedia di Superga.
Non è solo uno sport, non è solo il giuoco del pallone: è leggenda.
E se ve lo dice una gobba...

venerdì 11 marzo 2011

stanno tutti bene

anzi, benone, direi. oggi me la sono presa morbida, stamani ho lavorato da casa, con I. che mi ha portato un'ottima colazione a letto e con ancora il caldo del piumone e baci bagnati.

mi sono ricordata di essermi dimenticata di raccontarvi la mia giornata di domenica scorsa.
il buon luca ci ha invitati a casa dei suoi, a Domodossola (che io conoscevo già, ma mi sono resa conto che per molti è solo la D di Domodossola...) per una merenda casereccia a base di bagna cauda.
che spettacolo: TOPINAMBUR, peperoni, cavolfiori, barbabietole, finocchi, sedano, i cardi gobbi di nizza no perché sono verdura da 'gelata' e visto che non ha 'gelato' abbastanza era meglio non prenderli, rapanelli, broccoli, cavolini etc., tutto quando da immergere in uno squisito intingolo di acciughe, burro e aglio.



eravamo io, I., il prof, il cinese e la riccia, direi tavolata più che degna di una bella giornata.
la taverna in cui ci ha accolti il padrone di casa ci è sembrata da subito stupenda, con una grande stufa come quelle di una volta, con su una teiera antica e una credenza con dentro di tutto, dai liquori, ai bicchieri, ai piatti. fuori, un giardino nel quale perdersi, a più livelli, con puzzola, il gatto a pelo lungo bellissimo che gironzolava beato, che ci si perde sopra e sotto.

ovviamente foto del Torino e cimeli ovunque. evvabbe'.

nel pomeriggio i genitori del Nostro ci hanno invitati al circolo degli alpini a mangiare polenta, salama, gorgonzola e lenticchie... che fai, gli dici no?
e così, alle 17, abbiamo rimesso le gambe sotto al tavolo del circolino e via, il tutto annaffiato da un Bonarda frizzantino da fare invidia al miglior Montepulciano.

In auto ho preso io il volante, I. era decisamente provato. la strada è scivolata via lisca, specie con i numero6 in sottofondo e la mia voce canterina.

bene, domenica scorsa è stata una gran bella giornata, una di quelle cose che ti aiutano bene a iniziare la settimana (infatti...).

il resto delle giornate, ad oggi, è trascorso in modo sereno.
in redazione mi sto occupando di un nuovo progetto che mi permetterà di parlare di artisti che mi piacciono molto e che ho il piacere di conoscere di persona, per cui sono tranquilla e oserei dire quasi stimolata.
al pub tutto bene, anche se il mio spirito di osservazione dovrebbe avere una valvola di sfogo immediata, tipo andare diretto a questo blog e stampare scritte tutte le cose che mi vengono in mente e che lì per lì mi sembrano anche divertenti, solo è che quando ci ripenso per scriverle, la bellezza del momento e l'ironia dell'attimo scompaiono.

domani giornatona: al mattino sveglia presto per visita al museo del grande torino perché ospita la mostra di gigi meroni, e poi allo stadio a vedere torino - livorno... per me è un derby in casa, praticamente.

martedì 8 marzo 2011

he doesn't know why

sto usando un mac. ho un mac.
ho un mac da ieri sera.
me l'ha dato in mano I. una volta entrati in casa sua.
a dire il vero ci ha messo almeno dieci minuti.
mi ha lasciata sola all'entrata, ho visto un sacchetto apple sul mobile ma non mi sono azzardata a fare nessun cenno.
e poi eravamo in silenzio.
da almeno mezz'ora circa.
le ultime parole sono state: "sono esaurito bip, non è possibile che ogni giorno ce ne sia una bip, sono stanco e mi sembra di nuotare contro corrente bip bip bip" (i bip sostituiscono le bestemmie)
in auto è calato il gelo, mi ha guardata e sorriso più volte, stretto la mano forte per farmi capire che non c'entro (e vorrei anche vedere), ma ero stanca e non ho avuto la forza di insistere e farlo parlare.
doveva essere la nostra serata, la prima dopo tanto: cenetta, casa, divano, film... una serata qualunque, ma per noi qualcosa di assolutamente nuovo, visto i ritmi che facciamo.
e invece no. via dal pub alle nove, a letto alle nove e trenta.
che figuratevi voi se a me quel che frega è stare orizzontale alle nove e trenta, anzi, magari succedesse più spesso.
ma ieri sera è stato diverso, aveva bisogno di resettare il cervello, aveva bisogno di spegnere e staccare l'alimentatore della vita.
e così ha fatto, da quando siamo saliti in auto a quando siamo entrati in casa, a quando mi ha appioppato nel buio della cucina il mac, a quando siamo saliti in camera, a quando sono andata a farmi una doccia e al ritorno di I. c'era solo il corpo grande e svenuto.
mi sono infilata sotto le coperte, ho letto fino alle tre e mezza.
ho finito il bellissimo e spiritoso e favoloso (nel vero senso della parola) "L'inventore di sogni" di Ian McEwan che adoro, e sono arrivata a tre quarti di libro di "Io sono il tenebroso" della Vargas, ridendo di tanto in tanto a bassa voce, sospirando qua e là, mentre con gli occhi di rimbalzo puntavo quel testone dormiente.



e mi è montata su un'incazzatura pari a non so cosa. che poi, perché?
uno non può essere stanco?
sì certo, ma anche io sono stanca. ho la parte destra della faccia ricoperta di febbre e herpes (sarà mica per questo che si è addormentato subito senza nemmeno un bacino?), sono tutta nervi e sto in piedi grazie a quelli, in redazione devo sempre fare mille cose che lascio matematicamente indietro, questa settimana lavoro al pub cinque sere per sostituire due ragazze e perché voglio un sacco di soldi, domani ho la notte in croce bianca... eccheccazzo! anche io sono stanca, e mente lui, il nervoso, alle nove era già nel mondo dei sogni, io, la brava bambina, al contrario alle quattro del mattino avevo gli occhi spalancati a scrutare il soffitto.
"Mi spiace averti messa da parte ieri sera, non c'entri, avevo bisogno di spegnere".
è stata la prima frase che mi ha detto quando ho aperto gli occhi.
era lì ad aspettarmi.
io avevo aspettato tutta notte, invece, e al risveglio volevo solo pensare.
non ho fiatato. non ancora.
magari più tardi.
magari anche no.
magari gli corro in contro, gli getto le braccia al collo e lo bacio da pazzi, che tanto ha capito.
ma secondo me, mica ha capito quello che intendo io: io sono stanca, solo questo.
e ho un mac.
e non aiuta, se sei stanca.

venerdì 4 marzo 2011

abito al limite

ah, oggi sono andata a fare un giro in centro. cioè... anziché scendere in missori sono scesa in duomo e ho fatto corso vittorio emanuele che è una vita che non ci andavo.




sono stata attirata cercando di fare più resistenza possibile nel mio negozio preferito, Mango. Ho guardato gli abiti con le mani dietro la schiena, manco fossi un vecchio pensionato che guarda il cantiere in costruzione.
Ho cercato di non prendere nulla tra le mani, nessun tessuto, nessuna forma d'abito.
Ho provato anche a tenere gli occhiali da sole per non essere attratta ulteriormente dai colori e dalle sfumature.
Poi alla fine mi son detta: e che cazzo ci sei entrata a fare?
Infatti mi sono liberata di tutto e mi sono gettata, con molta eleganza, su un colore che mi attira abbasanza: il verdino-grigino-lattementa mischiato alla salvia












 Ora, non penso mi stia proprio proprio bene, visto la carnagione chiara (oggi sembravo a tutti gli effetti come mi aveva ritratta Davide Toffolo anni fa) e il capello rossiccio. Mi sono guardata allo specchio con in mano la maglietta che avrei voluto acquistare ma sembravo Joe dei La Crus. Ora, con tutto il bene che voglio a quell'ometto, non ero proprio in grande forma stamattina, e l'idea di fare acquisti sbagliati mi metteva ansia. L'ho lasciata lì. Ma andrò a comprarmela presto e chissenefrega.

YurichechiChechiyuri


intolleranze /12

al pub:

cliente: "Ciao scusa, di panini non ne fate?"
io: "No, se vuoi abbiamo delle focac...."
cliente: "No no, non mangio carboidrati"



(galli)ano l'ha preso nel...

silurato via da Dior, poverino.





«Nego totalmente le accuse che mi sono state rivolte e ho collaborato con gli inquirenti. L'antisemitismo e il razzismo - ha detto ancora Galliano - non possono avere posto nella nostra società. Presento le
mie scuse senza riserve se la mia condotta ha potuto offendere»











Eh già. E pensare che mai avrei pensato avesse manie di grandezza

mercoledì 2 marzo 2011

intolleranze /11

dovrebbero vietare la somministrazione di cavolini di bruxelles a ragazze già affette da ciclo mestruale.

you're gonna lose

ah, oggi mordo. stamani mi sono fatta inculare da un cazzo di senegalese che vende i libri per strada.

stavo leggendo il mio (poi ve ne parlo), e lui mi si avvicina, mi da la mano, si presenta... solita scena isomma.
io cerco di fargli capire che non è il momento e lui invece sfodera il suo sorriso e mi parla del Senegal, dei libri che mi vuole vendere etc. Io allora gli dico che davvero, gli dò qualche soldino, ma che il libro non lo voglio e che sono di fretta. Apro il portafogli: niente moneta, solo una banconota da dieci euro.

Gliela allungo pensando di chiederglene cinque di resto, o almeno penso che capisca da solo che dieci sono troppe. Invece no. Ride un'altra volta, si infila le dieci in tasca e mi ringrazia, dicendomi che si vede dai miei occhi che avrò molta fortuna (ma che cazzo dici??!!).



il 15 mi sfreccia accanto, io rimango inebetita con la mano ancora in allungo, ma senza più i soldini, e il senegalese ha già addocchiato la prossima preda.
una cogliona, ecco cosa sono. una povera sfigata, con dieci euro in meno nel portafogli e a piedi, senza più il tram da prendere.

'fanculo


another film

che freddo ragazzi, che freddo polare che sta scendendo. uff.
passato bene il fine settimana? iniziata bene quella nuova?

io mi sono trascinata a forza fino a domenica: dopo il week end sanremese e dopo una doppietta di notti in croce bianca, e dopo aver lavorato giovedì sera al pub, venerdì ero davvero provata.
sono andata a fare un giro in centro dopo il lavoro, avevo anche la buona intenzione di comprare qualcosina di nuovo, e alla fine ho acquistato una morbidissima felpa felpata blu notte che è davvero un capo azzeccato.
lo so, sono monotona, ma pensate che ero partita con l'idea di comprarmi un altro paio di camper, quindi va bene così.
passata al pub, mi sono mangiata una cosa al volo con I. e i ragazzi del Toro, per poi andare a svernare a casa di Luara dove c'erano anche le ragazze. E' stata davvero una serata riposante e defaticante a base di tegolini e birra... direi ottimo!

il sabato è iniziato presto: ore nove sveglia (e che sveglia!!!!) per andare a portosummaga a vedere il torino che giocava in trasferta... lascerò in sospeso tutti i dettagli che potrebbe raccontarvi la qui presente juventina su una trasferta del genere. Vi dico però che mi sono divertita e come al solito sono stata bene, anche se ero in mezzo a "tutti" quei granata.

vogliamo parlare della juventus che la sera stessa ha perso contro il bologna? no, direi che non ce n'è proprio bisogno.

Finalmente è arrivata la domenica: ci siamo svegliati, rigirandoci nel letto più e più volte, alle quattro e mezza del pomeriggio. Dio mio quanto ci volevo, eravamo davvero a pezzi.
Peccato che tutto quel riposto ha fatto sì che mi riempissi di febbre su tutto il labbro: cristo!

Lunedì ho lavorato al pub per sostituire Laura... non avevo mica pensato che ci sarebbe stato il delirio provocato dalla partita Milan Napoli... e invece: un delirio.

Ieri sera invece sono andata con il Panz al cinema a vedere "Another year" di M. Leigh.
Che dire, non posso dire che mi sia piaciuto, più che altro non mi è dispiaciuto. E' uno spaccato di vita, niente di meno e niente di più, per cui secondo me non ci si deve aspettare un finale travolgente o dei colpi di scena. E' un film che si lascia guardare, si arriva al fine e forse si rimane un po' perplessi. I dialoghi sono a volte centellinati altre volte scorrevoli, pochi rumori, molte pause, lunghi silenzi, e tanti, tanti primi piani sui volti a catturare espressioni e dettagli. Ecco, è così.


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