martedì 8 marzo 2011

he doesn't know why

sto usando un mac. ho un mac.
ho un mac da ieri sera.
me l'ha dato in mano I. una volta entrati in casa sua.
a dire il vero ci ha messo almeno dieci minuti.
mi ha lasciata sola all'entrata, ho visto un sacchetto apple sul mobile ma non mi sono azzardata a fare nessun cenno.
e poi eravamo in silenzio.
da almeno mezz'ora circa.
le ultime parole sono state: "sono esaurito bip, non è possibile che ogni giorno ce ne sia una bip, sono stanco e mi sembra di nuotare contro corrente bip bip bip" (i bip sostituiscono le bestemmie)
in auto è calato il gelo, mi ha guardata e sorriso più volte, stretto la mano forte per farmi capire che non c'entro (e vorrei anche vedere), ma ero stanca e non ho avuto la forza di insistere e farlo parlare.
doveva essere la nostra serata, la prima dopo tanto: cenetta, casa, divano, film... una serata qualunque, ma per noi qualcosa di assolutamente nuovo, visto i ritmi che facciamo.
e invece no. via dal pub alle nove, a letto alle nove e trenta.
che figuratevi voi se a me quel che frega è stare orizzontale alle nove e trenta, anzi, magari succedesse più spesso.
ma ieri sera è stato diverso, aveva bisogno di resettare il cervello, aveva bisogno di spegnere e staccare l'alimentatore della vita.
e così ha fatto, da quando siamo saliti in auto a quando siamo entrati in casa, a quando mi ha appioppato nel buio della cucina il mac, a quando siamo saliti in camera, a quando sono andata a farmi una doccia e al ritorno di I. c'era solo il corpo grande e svenuto.
mi sono infilata sotto le coperte, ho letto fino alle tre e mezza.
ho finito il bellissimo e spiritoso e favoloso (nel vero senso della parola) "L'inventore di sogni" di Ian McEwan che adoro, e sono arrivata a tre quarti di libro di "Io sono il tenebroso" della Vargas, ridendo di tanto in tanto a bassa voce, sospirando qua e là, mentre con gli occhi di rimbalzo puntavo quel testone dormiente.



e mi è montata su un'incazzatura pari a non so cosa. che poi, perché?
uno non può essere stanco?
sì certo, ma anche io sono stanca. ho la parte destra della faccia ricoperta di febbre e herpes (sarà mica per questo che si è addormentato subito senza nemmeno un bacino?), sono tutta nervi e sto in piedi grazie a quelli, in redazione devo sempre fare mille cose che lascio matematicamente indietro, questa settimana lavoro al pub cinque sere per sostituire due ragazze e perché voglio un sacco di soldi, domani ho la notte in croce bianca... eccheccazzo! anche io sono stanca, e mente lui, il nervoso, alle nove era già nel mondo dei sogni, io, la brava bambina, al contrario alle quattro del mattino avevo gli occhi spalancati a scrutare il soffitto.
"Mi spiace averti messa da parte ieri sera, non c'entri, avevo bisogno di spegnere".
è stata la prima frase che mi ha detto quando ho aperto gli occhi.
era lì ad aspettarmi.
io avevo aspettato tutta notte, invece, e al risveglio volevo solo pensare.
non ho fiatato. non ancora.
magari più tardi.
magari anche no.
magari gli corro in contro, gli getto le braccia al collo e lo bacio da pazzi, che tanto ha capito.
ma secondo me, mica ha capito quello che intendo io: io sono stanca, solo questo.
e ho un mac.
e non aiuta, se sei stanca.

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