martedì 15 marzo 2011

loro

allora.
sabato sono stata a visitare il Museo del Grande Torino che opsitava una mostra su Gigi Meroni.
Per chi non lo sapesse per Grande Torino si sta ad indicare la squadra del Torino FC che ha battuto tutti i record e che ha vinto tutto quello che poteva vincere prima di sparire per sempre.  L'aereo si è sfracellato contro la basilica di Superga avvolta di nebbia nel cielo del capoluogo piemontese di ritorno da un'amichevole a Lisbona. Sono morti tutti. Sul colpo. Uno schianto letale, senza eguali, che ha distrutto per sempre il sogno di una grande squadra e di un grande tifo e che ha scosso il mondo del calcio italiano e estero, senza permettere ad alcuni di riprendersi mai più. Come Tomà, giocatore lasciato a casa al posto di Dino Ballarin. Era stato Aldo Ballarin ha chiedere al mister di poter portare in trasferta il fratello Dino al posto di Tomà. E quest'ultimo non si è mai ripreso. Vive tutti i giorni della sua vita come fossero quel maledetto 4 maggio del 1949.
E' morto in quello schianto anche il capitano Valentino Mazzola.

Durante la visita del museo ho anche scoperto che la foto è stata ritoccata: Rigamonti, il terzo da sx in piedi, non aveva lo scudetto cucito sulla maglia. Si dice fosse un mezzo matto, uno che arrivava in ritardo, poco dedito alle regole. Il giorno della foto di squadra dev'essere arrivato all'ultimo, e al volo devono avergli dato una maglietta di riserva, senza cucito lo scudo.





 E' morto anche Virgilio Maroso. Era tremendamente innamorato di una donna, ma lui stesso era già fidanzato, per cui la donna non ne voleva sapere di ricambiare le sue attenzioni. L'allenatore o il presidente, ora non ricordo, corre dalla ragazza e le dice: "Devi metterti con Virgilio, ha perso la testa per te, non combina più nulla. Devi metterti con lui". Si sposano, poco dopo lui muore.






Io tengo la juve. Non è stato facile entrare il quel posto. Non è stato facile sentirsi sempre fuori luogo. Non è stato facile trattenere le lacrime davanti alle valige, alle scarpette da calcio e di tutti gli altri cimeli sopravvissuti allo schianto. Ma è stato un grande momento.
In Italia c'era Il Grande Torino e Coppi e Bartali, nient'altro.




Dovrebbe andarci chiunque, tifosi, agnostici, non credenti nel calcio... tutti. Credetemi.
E anche la parte di Gigi Meroni è stata emozionante. Gigi Meroni, soprannominato la Farfalla Granata, un pazzo che si disegnava i vestiti da solo, non si tagliava i capelli e ascoltava i Beatles. Morto, investito da un auto nel '67. Uno dei migliori giocatori approdati al toro dopo la tragedia di Superga.
Non è solo uno sport, non è solo il giuoco del pallone: è leggenda.
E se ve lo dice una gobba...

2 commenti:

  1. Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto "in trasferta". Indro Montanelli

    continua così che ti degobbizzi,
    ciao
    claudia

    RispondiElimina
  2. ciao claudia, grazie del commento. ci sto anche insieme a un granata, ma è difficile che riuscirò a cambiare squadra.
    ciao!
    d.

    RispondiElimina

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