mercoledì 22 giugno 2011

good vribration

in questi due giorni mi sono beccata tre volte della nazista e una volta di quella che parla troppo e ascolta poco.
mio dio, come sono cambiata. non sono mai stata peace & love, ma mai avrei pensato di passare per nazi.
di me ho scoperto che non piacciono certe prese di posizione, che poi mica sono prese di posizione estreme, tutto è contestualizzato. mi è capitato di parlare di rave party, e ho semplicemente detto che non mi troverei a mio agio, che a me tutto quello sfacio lì da debosciati che bevono e si impasticcono e ballano la tecno, non piace. nemmeno mi incurisisce, ecco. certo, magari mentre ne parlo, il mio tono un po' aggressivo e sicuro fa sembrare che li metterei tutti al rogo, invece semplicemente sto manifestando ferma e convinta la mia idea. nella stessa discussione ho detto, d'altro canto, che nemmeno i fattoni mi piacciono, che quando in manifestazione vedo i giocolieri con i rastoni e i cani e le bottiglie di plastica con dentro il vino, mi prudono le mani. ma era un modo di dire, mica li meno.
solo che ho una forte considerazione della dignità personale, ma questo non toglie che ognuno è libero di fare quello che vuole.
ci rimane male la gente quando dico così. tutti che mi pensavano più alternativa (ma a cosa?), più liberate, più tolletante...
io sono tollerante, solo che con alcune tipologie di persone mi trovo meglio, con altre no.
seleziono. ma mica mi metto con la paletta verde o rossa a dire tu sì e tu no.
seleziono naturalmente. non sono affascinata da certe cose per cui non le calcolo.
semmai sono una snob del cazzo.
e non voglio favori. odio quelli che mi fanno le cose gratis.
"ho dei biglietti per una serata x in un posto x. te li do così ti fai una serata carina con I."
no, grazie, pensiero gentile.
"be', come no? sono gratis, te li regalo..."
no davvero, grazie.
"Perchè?"
(ma sarò libera di poter dire no senza giustificarmi, cristo??)
perché non so nemmeno cosa faccio domani mattina, figurati se posso prendere impegni da qui a tre mesi
"Vabbe' che modi di fare che hai"
in che senso?
"uno vuole farti un favore e tu reagisci così"

ma chi cazzo te la chiesto il favore, caro il mio spacciatore di cocaina che ti devo sorbire come cliente?
vuoi fare favori? falli a qualcunaltro, con me perdi tempo.
non mi mettere nelle condizioni di doverti spiegare il perché e il per come. No è No.
fine dei giochi. e non provarci nemmeno a farmi passare per stronza perché ho detto no, perché se uno fa una domanda si deve aspettare due risposte, o sì o no.
altrimenti non farla la domanda, ordinami di fare qualcosa... e poi vediamo.

non voglio favori, non voglio cose gratis, regali da chi non conosco.
perché poi io la sento parlare 'sta gente, e i discorsi sono tutti: "quello è una merda, l'altra volta gli ho fatto questo e quello e adesso che serve un favore a me è sparito", oppure: "lascia stare quello, l'ho fatto entrare ad un concerto e nemmeno una birra mi ha offerto". e tutti a dire: 'già, che merda'
ecco, i discorsi sono questi.
non di tutti, per carità di dio, ma della gente della quale io diffido, sì.
la gente fa tutto da sola, e credetemi ch ne vedo tanta.
al pub per esempio sento gente dire che si sente a casa sua, che quella è la loro casa, che siamo tutti amici. ma amici di chi? chi cazzo ti vuole essere amico? io sono pagata per servirti la birra, non per essere simpatica. e soprattutto, la gentilezza non può essere scambiata per confidenza.
e poi... se sei mio amico e sai che alle due chiudamo, alle due meno cinque vai fuori dalle palle, non stai lì a chidere birra ancora alle due e un quarto e se ti dico di no ci rimani male perché è casa tua e non ti do da bere.
che poi mica è gente allo sbando, sapete? è gente normalissima!




e c'è qualcuno che a fronte di questi esempi mi dice: 'mamma mia dani, come sei intollerante. cazzo te ne frega, prendi i biglietti e vai al concerto, no?'


NO. MA PROPRIO NO.
prima perché se io e I. abbiamo una serata libera di certo non facciamo quello ci dice un altro.
secondo perché io le cose gratis dalla gente che non conosco, mi dispiace ma non le accetto, non mi fido.
e allora, a te che mi dici 'mamma mia quanto sei intollerante', mi viene da spiegarti il perché lo sono, cosa mi è successo in passato per arrivare a questo livello, cosa ho provato, in che contesto e con che ansie ne sono uscita, che fantasmi mi porto dietro, e allora sì, qui si tocca il secondo punto: parlo troppo.
e ascolto poco in quel momento, certo, perché mentre tu con quella frase scherzavi, io l'ho presa sul serio e sul serio ti sto spiegando.
ma a te vien da ridere, perché mi vedi presa nel spiegartelo, infoiata, e non ti sembra vero.
e io a volte vorrei solo non dover spiegare così tante cose.
vorrei essere ascoltata anche io, così che se ti dico quella cosa tu ne prendi atto e la volta dopo non te lo devo ripetere, così non parlo nemmeno tanto.
perché se mi si ascoltasse un po' di più, non arriverei nemmeno ad essere aggressiva per farmi capire.

che poi mentre scrivo penso a chissenefrega.
che un po' permalosa lo sono, o meglio non è che sia proprio permalosa, ma è come se avessi una spiegazione per qualsiasi mio comportamento.
ed è anche questo che la gente non si aspetta da me. non si aspetta questo mio essere così razionale, a volte.
e sto bene, e figuriamoci se i problemi sono questi  e figuriamoci se io devo stare a sentire gli altri quel che pensano di me...
mica lo faccio per davvero, solo ne ho preso spunto per questo post.
ma io sono proprio così, per me mica è razionalità, per me è vita

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