sabato 26 novembre 2011

"e spegni quella sigaretta"


Buonasera ragazzi, chi vi parla è d. (scusate ma mi sento molto deejay notturna che trasmette su una web radio sfigata).
oggi sono stata dal Lellone nazionale e… va be'.
ho chiesto al panz se voleva venire con me (per ovvi motivi) e lui ha accettato con piacere.
poi mi ha scritto stamani, poco prima della conferenza, che sarebbe venuto con il mio caporedattore, e lì ho capito che non sarebbe mai arrivato (in realtà sono arrivati con un quarto d'ora di ritardo…).
anche il mio direttore mi ha scritto stamani, mi ha chiesto a che ora iniziava la presentazione del nuovo disco - tremendo - del Lellone, e lì ho capito che sarebbe venuto anche lui.
bene, in quattro della redazione tutti lì.
la conferenza è stata quel che è stata, ma signori, il vero trauma è stato incrociare il Lellone per la video intervista che avevo poco dopo (ed io sono una che gli vuole un sacco di bene, ma veramente tanto).
aspetto mezz'ora abbondante, vedendomi sfilare sotto al naso tutto il mega buffet.
mi sento ripetere ininterrottamente che sono di fretta e che lo sanno, cari tesori, che io sono brava e veloce, ma mi chiedono di essere ugualmente il più rapida possibile.
sono in ritardo.
veloce, devo essere veloce.

entro nello stanzino e il Lellome accende una sigaretta: "Massì, chettefraga, tanto semo onlaineeeee, chessaràmmmmai una sigaretta"
io lascio correre e mentre l'ufficio stampa incalza con lo sguardo l'intervista (povero, non sa con chi ha a che fare), la truccatrice (sì, avete capito bene: ci sono una giornalista, un cantautore sessantenne e un ufficio stampa e in tutto questo la truccatrice pretende anche di avere voce in capitolo…) guarda l'inquadratura della mia videocamera e dice: "no non va bene, è ancora troppo lucido", e corre a spolverarlo di fard che nemmeno Valentino alle sfilate di moda.
riprendo l'inquadratura e cerco di iniziare: "Un nuovo album, 'Unica'…."
"Vabbe' ma che vorddddì, nun comuncià con 'ste cose. C'eri onnnò alla conferenza, l'hai ascortato onnòòò er disco"

basita riguardo l'ufficio stampa, sperando che quasi intervenga al suo posto nuovamente la truccatrice.

attonita cerco di riprendere l'intervista. nel frattempo speravo tra me e me che finisse 'sta cazzo di sigaretta.
gnente. la belva continua a muoversi e ad agitarsi nello stanzino: "Ti spiego, se continui a venire in avanti, per farti entrare nell'inquadratura sono costretta ad andare indietro e la stanza è finita"
"Vabbeeeee' rooooccckoonnn", sbagliando tra l'altro il nome della testata per cui lavoro, "chettefrega, nun stamo qui ad analizzàtttuttto"

intanto i minuti passano, nella stanza entra anche l'altra ragazza dell'ufficio stampa e la sua entrata è un messaggio chiaro: veloci, fuori c'è gente che aspetta, siete qui dentro da troppo tempo.

l'intervista si risolve con due domandine del cazzo fatte male e da ebete.
ecchessarammmai, daje!

(mavaffanculo)





1 commento:

  1. Sul lellone (temendo fosse manuel) ti ho invidiato parecchio, antonellone mooolto meno

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