lunedì 26 marzo 2012

intolleranze /20

al pub.

cliente: "Buongiorno vorremmo ordinare"
io: "Prego, volete accomodarvi dentro o preferite fuori?"
cliente: "Fuori fuori. Odino subito però"
io: "Bene..."
cliente: "Per lei", dice indicando la compagna, "sicuramente un panaché"
io: "mi dispiace, non facciamo la panaché..."
lei, seccata, come se non sapessi cosa fosse la panaché e con l'aria di quella che adesso ti frego io: "ooook, allora una sprite e una birra..."
io: "mi dispiace, la sprite non la teniamo..."



lei, sgranando gli occhi: "Ah! Quindi non fate la panaché?!"
io: "No."
cliente: "Mi dispiace, peccato per voi. Andiamo cara"

grazie ed arrivederci

daje


mercoledì 14 marzo 2012

choice

dovessi mai avere una bambina la vorrei chiamare  Nora, Bianca o Olivia.
ecco. dovesse mai essere maschio non lo so. 
un tempo avrei voluto averne tre, chiamarne uno Alessandro, uno Del e l'altro Piero. ma so che sono deficiente.





giovedì 8 marzo 2012

exit music /Paris version

a Parigi ci sono andata per Gotye, un gran figo, diciamocelo.
su disco non gli avrei dato due lire, invece dal vivo spacca di brutto. ascoltandolo al Bataclan di Parigi mi sono venuti in mente un sacco di riferimenti: Vampire Weekend, Calexico, National, il tutto mischiato con un po' di reggae prima e un po' di funky dopo, un pizzico di elettronica e dance, ed ecco il risultato


certo, è un nerd assoluto con la voce identica a quella di Sting, ma dal vivo è davvero carismatico!
sono partita giovedì mattina da Milano e una volta sistemati in albergo e fatto un veloce incontro con l'artista (comprensivo di shake hands, che non è altro che una cazzo di stretta di mano!) e due chiacchiere sul suo genere musicale (indefinibile) e sulla pronuncia del suo pseudonimo (che fantasia questi giornalisti super simpatici e brillanti..), ci siamo girati Parigi per due-tre ore buone.

Per la prima volta ho lasciato i maschietti da soli e ho preferito la compagnia delle uniche due ragazze della combriccola, che comunque già conoscevo e con cui mi trovo bene. A 'sto giro la sezione maschile era veramente imbarazzante: al posto dei soliti quotidianisti con cui mi trovo ad avere a che fare e con i quali oramai ho imparato a convivere per qualche giorno (il massimo che reggo con loro sono cinque giorni a Sanremo), ero circondata da dj radiofonici di quasi tutte le più importanti radio italiane. La maggior parte di loro era molto simpatica, ma ce n'era uno che se potevo infilargli uno spiedo nel culo glielo avrei infilato volentieri. Il classico so tutto io faccio tutto io l'artista parla solo con me e a voi non vi caga io sono amico di tutti dalla première dame alla stilista famosa ecchiccazzo siete voi. Un caga minchia.

Io e le girls facciamo un bel giro a piedi da Place de la Republique dove alloggiavamo, fino alla Senna e ancora oltre, verso Notre Dame. Una volta arrivate lì, abbiamo fatto retro front e siamo tornare indietro, facendo altre viettine molto belle specialmente Rue du Temple, bellissima e molto caratteristica.

Eccovi un po' di foto:

    



   

   


                         











  

Destiny's Child

Non so bene per quale motivo, ma da quando sto con il Cavaliere Mascherato mi viene meno di mangiarmi le unghie. Semplicemente un giorno mi ha guardata e mi ha detto: "Sei già bellissima così, non voglio immaginare cosa saresti con le unghie curare".
Eccomi! Presente! E le unghie le ho fatte crescere, salvo poi mangiucchiarmele qua e là fino a ridurle come prima.
Ora sono vagamente ricresciute, e l'altro fine settimana, mentre ero a Parigi per lavoro, ho passato delle piacevoli ore con delle nails victim che mi hanno indottrinata su diverse cose.

Per esempio non sapevo che esistesse da Kiko uno smalto che quando lo stendi poi si asciuga con l'effetto squamato (cristo "effetto craquele" mi corregge il Cavaliere, che ne sa sempre pià di me!!), cioè si crepa e ti fa le unghie tipo pelle da coccodrillo. Non sapevo, nonostante la zitella l'avesse già scritto qua e là, che gli smalti di Chanel costano oltre le venti euro e che i colori devi ordinarli manco fossero delle borse. Non sapevo che gli smalti comprati a pochi euri da Kiko, Sephora e H&M durassero così poco, mentre il giusto compromesso sono marche come Collistar, che fa smalti a prezzi e qualità competenti. Non sapevo, infine, che esistesse il pennino per correggere le sbavature di smalto.


E io, che ero rimasta al batuffolo di cotone usato da mia madre... tsé!

Oggi, di ritorno dal mio lavoro mattutino a Lambrate, mi fermo con la 54 in San Babila, dove solitamente scendo, mi faccio corso Vittorio Emanuele e poi vado in piazza Fontana dove prendo il 15, diretta in redazione- Percorro serenamente, costando qualche fighetta che non sa camminare sui tacchi qua e là, e mi si palesa di fronte il famigerato Kiko Make Up Milano.

Decido, da profana in tutti i sensi, visto che mi trucco pochissimo, di entrare.
"Ciaaaaaaaaaa. O"

E' così che mi accolgono le cinque commesse in posa stile Charlie's Angels.
Rispondo con un timido "ciao" e poi vengo catturata dal colore della loro pelle.
Il loro viso sprigiona un'aurea ambrata, direi quasi bronzo... insomma: sono truccate da gara, tutte tirate, a mezzogiorno, roba da tumore della pelle nel giro di pochi secondi.

Cerco di distogliere lo sguardo da loro e mi concentro sui cosmetici e mi trovo davanti al discount dei trucchi, tutti messi in posizione cromatica, in modo che la ragazzina stupida possa soffermarsi davanti all'arcobaleno di ombretti e smalti e dire: WOWWWW!

Cerco, trovo e prendo il famoso correttore per unghie (che nemmeno ho, ma ormai volevo andare fino in fondo) e mi avvicino alla cassa.

"Ciao caaaara!"
"Buogiorno"
"Sono tre euro e quaranta"
"Ecco"
"Intanto puoi guardare - guardare? - i prodotti per il  viso che abbiamo qui vicino alla cassa. Ci sono scroub, spugnette per il viso ect"

Scuoto la testa, sorridendo, e annuisco, come per farle credere che ho preso coscienza di tutto 'sto ben di Dio.

"Tieni caaaaara, questo è il resto, grazie"
"Ma grazie a te"

Mi avvio verso l'uscita e non appena oltrepasso la soglia del negozio vengo raggiunta da un "Ciaaaaaa. O" scandito dalle Charlie's Angels.


Ora, non so se voi siate o meno grandi frequentatrici di Kiko, ma per l'amor diddio, andateci all'ora di pranzo a quello in Vittorio Emanuele e sappiate che la risata è assicurata.


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