martedì 10 aprile 2012

and time stopped moving

Nella casella di posta, mi arriva questa:

"A volte mi domando se questi contatti valgono ancora 
Se sai ancora chi sono come io so chi sei tu 
Come te la passi 
Quanto mi piacerebbe incontrarti e perché non succederà. 
Questo è uno di quei momenti. 


Beh, sappi solo che sei ancora un bel pensiero e che da lontano, così tanto che non si può né vedere, né sentire, né sapere, continuo a sorriderti. Ecco" 

A Stefano anche io penso ancora. Non so da che parte iniziare per descriverlo, anche perché l'ho visto una volta soltanto. Una sola. Saranno stati quattro anni fa. Mi ero da poco impratichita con Skype. Lui mi aveva trovata così. Solitamente stoppavo subito, immediatamente, quelli che volevano chattare e che non conoscevo. Solitamente, tutti questi, facevano gli splendidi e rompevano il cazzo subito, arrivando dopo un 'ciao piacere luca' a scrivere 'quanti anni hai? sei fidanzata? di dv 6?'. Al che io scuotevo la testa e li bloccato. Con Ste no. Ste è apparso con un sorriso, in punta di piedi. Io non accedevo alla chat per parlare con lui, lui non mi scriveva ogni due minuti. Si chiacchierava ogni tanto, del più e del meno, lui dell'Inter, io della Juve. Lui di un paese vicino al mio, io poco più piccola di lui. Ci siamo scritti, gli raccontavo anche le mie storie malate e lui mi parlava della sua fidanzata. Ci siamo poi scambiati il numero di telefono. La prova del fuoco. E se questo mi tartassa? Mai successo. Ci siamo scritti sms, sempre simpatici e sorridenti, mai mai maliziosi, ma abbiamo cominciato a volerci un po' di bene telematico. Abbiamo deciso di vederci. Siamo usciti insieme. Ci siamo incontrati, io ero anche contenta. Per nulla preoccupata, giuro. L'ho visto e… che bello! Questo me lo ricordo. Proprio un bel ragazzo. Siamo andati in una birreria in zona. Uno di fronte all'altro. Abbiamo parlato, parlato e parlato. Abbiamo riso. Ci siamo trovati bene, a nostro agio come se quella chiacchiera di persona fosse un semplice prolungamento delle discussioni avute in chat. Niente di più naturale. Come naturale è stato quando ci siamo alzati appena, quasi un accenno, ci siamo allungati sul tavolo e ci siamo baciati. E che bel bacio. Ci siamo riseduti tra le risate, mi sa che nessuno dei due se l'aspettava. Nessuno dei due era uscito per quello. Siamo andati via. Abbiamo continuato a baciarci. Siamo arrivati in una zona industriale e siamo stati insieme, in macchina. Bello, intenso, inaspettato. Mi ha riaccompagnata alla macchina. Nei giorni dopo, come solo io so fare, sono sparita. Non ci siamo più rivisti nonostante qualche invito da parte sua. Devo anche avergli risposto male a qualche sms in cui non capiva il comportamento da parte mia. Mica voleva una storia, voleva solo - forse, chi lo sa - continuare a scriverci, a scambiarci tenerezze, a parlarmi del suo lavoro, dei problemi con la fidanzata… non so cosa volesse, nello specifico. So solo che io non potevo dargli più niente.

Oggi mi scrive. Io ci penso, e penso che queste cose succedono, e che qualcuno ancora mi pensi così, mi riempie il cuore. Io li ricordo tutti, sapete? Tutti. Tutti.



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