lunedì 27 agosto 2012

così è, se vi pare

Da tempo leggo il blog della Zitella Acida, e da tempo mi faccio delle grandi risate e condivido con chi posso i suoi blog. Lei è molto brava, brillante e fa un sacco ridere, è riuscita a fare di una passione quasi un impiego (i blog, a ritmi elevati richiedono molto tempo e dedizione… motivo per cui il mio è così scarso), cosa che ovviamente ha scaturito attacchi e prese di posizione da parte di lettori che lasciano il tempo che trovano. Mi spiace per la Zit, ma più mi spiace per chi - a differenza sua - non c’ha un cazzo da fare nella vita che stare attaccata alle chat, ai blog, a twitter a fb e così via, cercando di dire la propria ovunque facendosi forza sul concetto del ‘Non te l’ho detto io di aprire il blog e di farti figa prendendo per il culo gli altri per cui adesso prendi i miei insulti e taci’. E’ vero, nessuno ci chiede di di scrivere della nostra vita o di quella degli altri su queste pagine, ma a noi piace così. A noi piace parlare per metafore, cercando di spiegare cose comuni prendendo spunto da un episodio specifico, che ci teniamo stretto il più possibile, senza fare nomi e cognomi. E voi dovreste prenderle così queste cose, leggerle, sorridere se vi và, cambiare blog se vi annoiamo, ma capire anche che certe cose scritte sono cose di un momento, sono portate all’esasperazione perché altrimenti non ci sarebbe nulla da ridere ma solo da piangere, e noi vogliamo farvi ridere. E quando scriviamo qualcosa di serio e ahimé ritorniamo sulla terra come della comuni mortali, mostrandovi un po’ di vulnerabilità e di sensibilità, ecco, trovo di cattivo gusto entrare a gamba tesa e criticarci. Noi non vogliamo mica piacere a tutti, per Dio, vogliamo solo scrivere come sappiamo, parlare di quello che meglio conosciamo e se vi piace bene, altrimenti non c’è problema. Noi non abbiamo aperto un blog per giustificarci di quello che scriviamo e nemmeno per insegnare qualcosa a qualcuno. Si spera che chi legge quello che viviamo o che vive qualcuno per noi possa solo essere di condivisione e casomai, se proprio necessario, di discussione. Non vi chiediamo di approvare nulla e non pretendiamo l’adorazione a prescindere. Solo è il nostro spazio. Se diventa popolare perché di diffonde a macchia d’olio, dovete sempre ricordare da dove siamo partite e quale è lo scopo vero di queste pagine: sfogarci giocando sull’anonimato, strappando un sorriso a chi legge, confortando chi passa qui per caso e si ritrova nelle nostre parole, e soprattutto prendere consapevolezza di quello che proviamo, perché quando ci rileggiamo, e noi blogger lo facciamo, ci rendiamo conto veramente di cosa stiamo passando. E’ terapeutico. Lasciatecelo fare.

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