venerdì 28 settembre 2012

old story, same old story

Mi sa che se trovo due minuto preparo un bel post sulle mie vacanze in Cornovaglia. Non è poi che ci metta molto a postarvi qualche foto è... è che so che poi mi viene sa scrivere e la tiro lunga.

Dai, mi metto all'opera. Intanto vi lascio con la canzone del giorno.


A me piacciono e son sempre piaciuti. Non li cito mai come gruppo, nel senso che quando parlo di musica come riferimenti stilistici non ho mai fatto riferimento a loro. Ma li ho visti in concerto. Per la redazione. Ero stanca, ne parlavo anche tra queste pagine. Avevo una settimana di fuoco, con in mezzo un’intervista a casa della Vanoni ed ero psicologicamente a pezzi. Quindi? Quindi niente, mi sono ritrovata tra gli spalti con il mio collega storico a vederli e… mi sono divertita, ho cantato e sono stata bene. Fanno un bello spettacolo, folkloristico, con colpi di scena, cambi palco, roba da ridere insomma. E poi a me il nuovo singolo piace. Cioè il ritornello mi fa sentire come un'adolescente californiana alle prese con Ryan di O.C. (che a me faceva schifo, ovviamente preferito Seth)


mercoledì 26 settembre 2012

I'm coming up only

ieri sono andata sotto invito di Zelda Was a Writer, ovvero della carissima Cami, in Ticinese in questo locale adibito a blogger party. Mi ha detto Cami che per la settimana della moda hanno chiamato lei e altri 6 blogger dicendo loro di organizzare qualcosa in uno spazio (ve la racconto alla bruttodio, dai). La Cami ha la fortuna di essere circondata da persone altrettanto laboriose e belle come lei. E' un mondo che a me non appartiene: abiti vintage, teatro, incontri, scambi, cose belle, e tutte quelle cose lì che lei è bravissima a mettere insieme. Sarà per questo che mi piace tanto, perché fa le cose sempre ben fatte, che a me non verrebbero in mente, ed io ci sguazzo che è un piacere, assorbendo un po' di tutto.

Dopo un breve saluto e un bicchiere di birra (il ragazzo che si occupava del bar voleva a tutti i costi propinare a chiunque la nuova Beks a limone... "ciao vuoi assaggiare..." "no, grazie", "ciao vuoi provare la..." "no grazie", "ciao abbiamo la nuova..." "no. grazie"), sono fuggita a raggiungere le ragazze, c'era la festa dei vent'anni della cooperativa di Baggio in cui lavora Pèola, ho giocato a calcio balilla e sono stata bene. Ritornata all'ovile, ovvero al pub, ho avuto il piacere di concludere la serata con quattro chiacchiere fatte bene, tra una Oyster Stout e qualche sigaretta.

La band del giorno è quella dei Band of Horses, sono di Seattle, fanno indie rock folk bla bla bla, quelle cose che piacciono a me e agli hipster che odio tanto insomma. Ma loro per gli hipster sono di gran lunga troppo raffinati. Hanno suonato al Rock in IdRho l'anno scorso con Iggy Pop, Hives e Foo Fighters... cast meno adatto non gli poteva capitare, infatti non se li è cagati nessuno e nel contesto ne sono usciti anche come quelli noiosi. Tant'è, noiosi un po' lo sono, ma d'altronde, lo sono anch'io.


martedì 25 settembre 2012

what a wonderful world



Sabato siamo riusciti finalmente a festeggiare i quarant’anni di matrimonio dei miei. Belli loro, come due pappagallini in amore. Poi c’erano anche i miei fratelli e le rispettive, più quel nano di mio nipote che è proprio un bel fighetto. Nota a margine: sono stata semi-rimproverata per essermi scordata il compleanno di mia cognata, madre di mio di nipote, moglie di mio fratello soprannominato Ponch.


Embè? E chi cazzo la frequenta, scusatemi, mia cognata? Chi ci è mai uscita a bere una birra e a fare due chiacchiere? Non io, di certo. Che tra l’altro mi piace anche, e molto direi. E’ tosta e in gamba, ma non siamo mai andate oltre ai convenievoli. E quindi? Gli auguri? E che cazzo ne so. Poi è nata a luglio, i compleanni che cadono da giugno ad agosto non me li ricordo. Mai. Quindi gnente, auguri non pervenuti. Scatta l’smscodatralegambe con due mesi di ritardo e pace fatta. Poi, se mi avessero ringraziata del regalo che ho portato a loro e del furgone spaziale che ho regalato a mio nipote di ritorno dalla Cornovaglia, magari avrei gradito. Ma non importa, quella stronza sono io. Se io mi dimentico sono quella che non gliene fotte un cazzo, se si dimenticano di ringraziare loro, i grandi, allora è colpa che sono sempre di fretta e impegnati e “sai come siamo io e tuo fratello, abbiamo la testa fra le nuvole”.
Ambè.

Comunque. La giornata è iniziata strana, con il cavaliere mascherato che si aggirava tra gli armadi e se n’è uscito ad un certo punto con un camicia. Nera. Della Polo. Lo guardo stranita: 
“Che ci fai tu con la camicia?” 
“Be’, ho visto il ristorante su Internet, penso sia gradita” 
“Sì ma tu puoi fare quello che vuoi, puoi venire anche con la maglietta del pub, se ti pare” 
“Tranquilla, va bene così”.

Ennò, caro cavaliere! Se mi metti la camicia, cosa apprezzabile, fai che sia almeno pulita. Pulita lo era, anche profumata, ma aveva addosso una quantità di peli (polvere etc) da far paura, cosa che mi ha costretta, come una vera fidanzatina rompi cazzo, a rincorrerlo tutto il giorno con le mani bagnate cercando di rimediare al danno.

Vebbe’, usciamo di casa in orario, per ora non mi posso lamentare.
Per il resto della giornata il cavaliere non ha quasi proferito parole e si è trascinato ovunque andassimo per via di un mal di schiena fulmineo e di un sonno che non gli dava pace (era rientrato dal pub alle 4 e alle 9 è suonata la sveglia).

Siamo stati sul lago Maggiore, abbiamo mangiato splendidamente ad Arona, e ho subito i costanti commenti acidi dei miei fratelli e delle loro mogli su camerieri, abitanti del paese, clienti del ristorante, bigliettai dei traghetti e via discorrendo. Ho rollato una sigaretta e ancora, per l’ennesima volta, mi sono sentita dare della poveraccia. Tra le righe è, sempre tra le righe.
Siamo andati da Arona ad Angera. Quaranta chilometri. Bella Angera, direte voi. Ad averla vista, potrei confermarvelo, peccato che una volta lì abbiamo preso il traghetto perché in nipotino ci voleva salire. Per andare dove, il traghetto? Semplice, sulla sponda di fronte. E cosa c’è sulla sponda di fronte? Arona. Cinque minuti di battello per ritornare dove eravamo al ristorante, fare un giro di dieci minuti in un posto dove eravamo appena stati e poi riprendere l’imbarcazione per tornare ad Angera, dove avevamo l’auto. Evviva.

La giornata si è conclusa in fretta. I miei li ho visti felici, e questa è l’unica cosa che per me conta. E poi sono belli, cazzo. Anche quando sembrano Falcone e Borsellino.



giovedì 6 settembre 2012

I seek to cure what's deep inside

Metto l'opzione random alla mia libreria iTunes e parte la gloriosa "Africa" dei Toto, un brano che mi ha sempre fatto sbarellare. Pacchiano e melodico in un puro stile anno Ottanta, un ritornello da cantare sotto la doccia sempre e comunque e quel non so che che alla fine non ti stanca mai.

Lo ascolto. Poi mi soffermo a pensare.
Cazzo, vi rendete conto che il mio ex ragazzo mi ha tradita con la cantante di una cover band brianzola dei Toto?

La domanda è: esiste qualcosa di più deludente?





LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...